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Di la tua | AntimafiaDuemila

Onoriamo Giaccone, uomo con la schiena dritta

russo alfredodi Alfredo Russo
Era 11 Agosto del 1982 quando un commando composto da tre uomini trucidò all'interno dei viali del policlinico universitario di Palermo il Professore Paolo Giaccone anatomopatologo primario e docente del suddetto istituto mentre stava recandosi all'interno dei suoi laboratori. Si, oggi Palermo ricorda e piange un altro dei suoi figli migliori, ucciso per mano mafiosa, reo secondo gli infami malavitosi di essersi opposto alla manipolazione di un referto su delle impronte digitali che avrebbero inchiodato Giuseppe Marchese, nipote del più noto boss Filippo Marchese detto Milinciana. Tra gli esecutori di quell'efferato omicidio si ricordano: Rotolo, Prestifilippo e Badalamenti. Tutti arrestati e condannati per il reato loro ascritto. Di fondamentale importanza si dimostrò la collaborazione di un pentito Giuseppe Marchese, lo stesso uomo per il quale il professore Giaccone si era opposto rifiutandosi di modificare l'esame sulle impronte, firmando di fatto la propria condanna a morte ordinata da Salvatore Riina. Oggi alle 10,30 Autorità, medici, cittadini, studenti e associazioni (Scorta Civica), alla presenza della figlia Milly Giaccone unica familiare presente, si apriva con le note del Silenzio la cerimonia in ricordo del Professore ucciso. Diversi gli intervenuti. Il primo a prendere la parola è Il professore ormai in pensione Paolo Procaccianti, che con il suo intervento e la sua denuncia toglie immediatamente quella patina di immancabile retorica che ammanta queste celebrazioni, lo fa puntando il dito contro le istituzioni ree a suo parere di non aver proseguito quello che Paolo Giaccone aveva intrapreso ovvero uno sviluppo sempre più moderno ed efficiente della medicina legale, smantellando di fatto quasi del tutto i laboratori di ricerca base fondamentale in tale branca. È la volta di salire sul pulpito dell'assessore alla salute Onorevole Gucciardi, il quale si sente in obbligo di dare una risposta al suo precedessore Prof Procaccianti. Le parole risultano quelle più vuote, fatte di frasi di circostanza, ricche di promesse d impegno da parte del suo assessorato a riprendere quanto interrotto precedentemente. Con le elezioni che incombono ci permettiamo di restare alquanto dubbiosi sul l'impegno che l'assessore ormai praticamente dimissionario possa profondere. Per terza prende la parola là Prefetto di Palermo Dott.ssa Antonella De Miro, la quale ricorda la lunga lista di vittime cadute per mano mafiosa nella nostra terra, poi rivolgendosi ai giovani ricorda loro come l'integrità morale la professionalità e la rettitudine di cittadino del professore Paolo Giaccone non ne fanno un uomo sconfitto ma solo mortificato nel fisico perché ucciso e dunque esempio per tutti. Quando al microfono si presenta Milly Giaccone è la commozione a prendere la scena, Milly traccia un brevissimo spaccato di vita del padre e del suo rapporto con quell'uomo, che lei stessa dirà essere stato la fonte d'ispirazione per il lavoro che oggi fa. Su tutte prevale una frase molto forte di Milly, quando riferendosi a ciò che il padre aveva cominciato a porre in essere in quella facoltà di medicina, i laboratori che stavano per nascere grazie al suo impegno e il fermento che si respirava in quella facoltà in quel periodo, finisco e muoiono con l'assassinio del padre, Milly constata come con quei gesti il padre fosse stato ucciso per la seconda volta. È la volta del rappresentante del comune di Palermo, assessore Giovanna Marano la quale ricorda il cambiamento della città in questi 35 anni e di come Palermo sia oggi nominata per le iniziative culturali che la vedano impegnata. D'obbligo i saluti da parte del vice presidente dell'assemblea regionale Onorevole Giuseppe Lupo. I saluti finali con i dovuti ringraziamenti spettano al Magnifico rettore
Prof. Fabrizio Micari che è l'unico tra gli intervenuti a smorzare quell'entusiasmo latente dei suoi predecessori al microfono , ricordando che si, molti passi avanti si erano fatti nel contrasto al crimine mafioso, ma che tuttavia molto ancora andava fatto per porre in essere quel cambiamento culturale, fondamentale  a giustificare maggiori entusiasmi. La mattinata si conclude con l'inaugurazione del nuovissimo reparto di chirurgia plastica sorto a pochi metri dal luogo dell'uccisione. Prendiamolo come un segno di rinascita e voglia di cambiamento.

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