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Petrolchimico di Siracusa: Veleni, Interessi e sprechi. Procura indaga

petrolchimico siracusa c ansadi Francesca Scoleri
Siracusa, veleni e aria irrespirabile. La convenzione per la gestione del depuratore tra IRSAP (proprietario) e IAS SPA (gestore) è scaduta da 18 mesi. Nessun bando per la gara pubblica. Inquietanti misteri, paradossi e conflitti d’interesse. Il commissario IRSAP Mariagrazia Brandara (vicina a Confindustria Sicilia) è anche presidente IAS: “controllore e controllato”.
Il depuratore di Priolo ormai è definito il “pozzo nero” dei veleni delle industrie del petrolchimico. Un inquinamento atmosferico devastante per la salute pubblica, probabilmente maggiore a quello provocato dagli impianti. Esso e Isab (soci IAS) sequestrati in questi giorni dalla procura della repubblica di Siracusa. Tossicità e patologie tumorali che potrebbero essere correlate alle molestie olfattive provocate dalle disfunzioni degli impianti di depurazione e di deodorizzazione gestiti dalla società partecipata Industria Acqua Siracusana Spa (IAS).
La procura della repubblica di Siracusa sta conducendo più filoni d’indagine per accertare le responsabilità del veleno che si respira nell’area industriale. Uno di questi filoni riguarda il mega depuratore di Priolo.
Denunce ed esposti presentati da associazioni ambientaliste, sindaci, cittadini. Anche l’IRSAP, l’ente regionale che gestisce le aree industriali della Sicilia (proprietario del depuratore), nel 2014 aveva trasmesso alla procura di Siracusa, alla regione siciliana ed all’ARPA, gli esisti di una dettagliata verifica tecnico-amministrativa in cui venivano evidenziati opacità, sprechi e criticità che avevano caratterizzato le fasi della progettazione, realizzazione e collaudo degli impianti, oggi cause delle disfunzioni del depuratore e del sistema di deodorizzazione e che avrebbero provocato il rischio di emissioni in aria di sostanze altamente nocive per la salute pubblica.
Il depuratore di Priolo, realizzato nel 2007, tra gli impianti più imponenti d’Italia, costato alla collettività trenta miliardi di lire, è gestito per convenzione da IAS SPA (società partecipata al 65% da IRSAP e 35% dai colossi del petrolchimico), da sempre al centro di smisurati interessi politici, affaristici e clientelari. IAS gestisce anche l’impianto di deodorizzazione realizzato con fondi pubblici (1 miliardo di lire), più volte inaugurato, sostanzialmente mai entrato in funzione e fonte di ingenti sprechi di denaro pubblico.
La convenzione per la gestione dell’impianto è scaduta il 1 gennaio 2016. A distanza di 18 mesi l’IRSAP non ha pubblicato il bando per l’affidamento della nuova gestione. Ad oggi non vi è traccia di alcun avviso per la gara ad evidenza pubblica. Soltanto proclami, impegni per il futuro e proroghe di dubbia legittimità disposte dall’IRSAP in favore di IAS, peraltro adottate in assenza dei necessari e preventivi pareri dei dipartimenti regionali energia, territorio e ambiente, richiesti dall’IRSAP nel settembre 2015.
Nel frattempo, fra “silenzi” e “proclami” i colossi del petrolchimico hanno continuato a fare confluire i velenosi reflui nel depuratore di Priolo provocando l’inquinamento dell’aria, rendendola insalubre a danno della salute dei cittadini e di migliaia di lavoratori che operano quotidianamente nell’area industriale. L’aria ormai è irrespirabile.
Il Presidente di IAS SPA è Mariagrazia Brandara, segretaria particolare e “braccio destro” dell’assessore alle attività produttive Mariella Lo Bello, entrambe vicinissime al Governatore Rosario Crocetta nonchè ai tanto discussi vertici di Confindustria Sicilia. Dall’ottobre 2015 la Brandara è anche commissario dell’IRSAP per nomina della stessa Lo Bello. Oggi presiede IAS e convoca il socio Consorzio Asi di Siracusa (oggi IRSAP di cui è legale rappresentante) che detiene il 65% delle quote del capitale sociale: a tutti gli effetti espleta contemporaneamente il ruolo di “controllore e controllato”. Già l’11 dicembre 2015 la Brandara, allora commissario ad acta dell’IRSAP, sebbene priva delle funzioni di legale rappresentate, adottava un atto di indirizzo propedeutico alla determinazione dirigenziale di proroga della convenzione con IAS, atto richiamato anche nell’ultima determina di proroga concessa il 3 luglio scorso. Tra i motivi dell’ulteriore proroga? La mancata trasmissione da parte di IAS degli atti necessari per l’espletamento della gara pubblica. Senza giri di parole: l’IRSAP, guidata dalla Brandara, attende i documenti da IAS guidata dalla medesima! Evidenti paradossi, macroscopici conflitti d’interesse e scarsa trasparenza, più grandi del depuratore, tutta materia per l’Anticorruzione guidata dall’attento Raffaele Cantone e per ogni altra competente ed indispensabile verifica.
La Brandara è stata eletta presidente di I'AS nel novembre 2016 e, nonostante gli emergenti problemi societari e l’allarmante rischio inquinamento causato dall’impianto di depurazione, si è insediata soltanto dopo quattro mesi: un vero ed inquietante mistero.
Da quel giorno non si contano i comunicati stampa che hanno accompagnato la sua “gestione nulla”, ricca soltanto di “promesse” e retorica. Ad andare avanti, purtroppo, sono stati soltanto gli inquietanti “misteri”, la scarsa trasparenza, gli interessi e, fortunatamente, le indagini condotte senza sosta dalla procura siracusana impegnatissima a tutelare la legalità e la salute dei cittadini.
La convenzione ed i veleni del depuratore di Priolo? Hanno fatto la fine delle promesse: maledettamente in aria.

Tratto dathemisemetis.com

Foto © Ansa

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