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La lettera di Pif: Caro Marziano ti spiego l'ego di un povero imbecille

pif frame crocettaLa lettera
di Pif (e il suo ego da povero coglione) - Video

Il conduttore televisivo si era mobilitato per ottenere fondi da destinare all’assistenza dei disabili siciliani. Soldi mai arrivati, ma ora racconta la sua indignazione perché sono state finanziate le pensioni di 51 parlamentari

Caro Marziano, oggi voglio dare un titolo al messaggio indirizzato a te. Eccolo: «L’ego di un povero coglione». L’ego è il mio e il coglione sono io. Ti spiego.
Quando, in maniera del tutto improvvisata, occupai con alcuni disabili l’ufficio del presidente della Regione Sicilia ed ebbi quel famoso scontro con Crocetta, da povero coglione quale appunto io sono, pensai: qualcosa si smuoverà. Ci dicono che non ci sono i soldi per l’assistenza ai disabili, ma io «Pif, paladino delle ingiustizie» avevo smosso qualcosa. Era appena scoppiato lo scandalo dell’assessore Miccichè, che in maniera schifosa e ignobile aveva promesso aiuto ai due fratelli tetraplegici Pellegrino in cambio di un loro aiuto, anche se non si è mai capito esattamente quale. Il mio ego mi diceva che, dopo tutto questo rumore, perfino in Sicilia qualcosa si sarebbe mossa. Se i soldi non c’erano, si sarebbe di certo finito per trovarli e rimediare così a tale figuraccia.

Gli altri artisti
Qualche mese di chiacchiere dopo, eccomi di nuovo alla Regione Sicilia, insieme a molti disabili. Nel frattempo si erano pubblicamente schierati altri artisti: Fiorello, Jovanotti, Stefania Petyx, Ficarra e Picone. Il mio ego era alle stelle e mi diceva: «Pif, paladino della giustizia, questa volta si smuove qualcosa, non possono dire che non ci sono i soldi. Li troveranno!». Si sono, infatti, trovati alcuni fondi la cui esistenza a volte è dubbia, e sicuramente non sufficienti per tutti i disabili. E comunque al momento i disabili non hanno ricevuto un euro. L’altra sera il mio ego ha avuto, però, un sussulto: la Regione Sicilia, che non ha i soldi per l’assistenza ai disabili, ha trovato i fondi... per le pensioni di 51 parlamentari. Eletti nel 2012, dopo quattro anni, sei mesi e un giorno alla Regione, avranno diritto ad un assegno di 1.023 euro a partire dal loro sessantacinquesimo compleanno.



Le pensioni

Caro Marziano, mi chiedo, ma la Regione Sicilia ha problemi di soldi oppure no? Mi si dice: le pensioni sono un diritto acquisito. Bene, rispondo: ricevere una pensione in base a quello che si è versato, come il resto della popolazione, è un diritto. Le pensioni dei deputati siciliani sono un regalo. E comunque anche l’assistenza ai disabili è un diritto, e al momento «negato». A questo punto, caro Marziano, ti «vomiterei» tutta la mia indignazione con insulti più o meno velati. Punterei il dito verso chi li ha votati questi deputati, e soprattutto verso chi li rivoterà, perché sicuramente ci sarà chi li rivoterà nonostante tutto, ma questo messaggio si intitola «L’ego di un povero coglione». E gli insulti più o meno velati, purtroppo, li devo rivolgere a me stesso. Io, povero imbecille, che pensavo di poter risolvere il problema in poco tempo. Io, povera testa di minchia, che faccio le cose semplici semplici, mentre governare è un altra cosa. Io, povero coglione, che pensavo che l’assistenza ai disabili fosse una priorità, e non solo per i loro familiari che si sacrificano ogni santo giorno. Come ho potuto pensare di riuscire a rendere «umani» i deputati della Regione Sicilia? Solo un povero coglione poteva pensarlo.
Tempo fa ho ascoltato Andrea Camilleri che in un discorso pubblico citava la frase di un poeta, sfortunatamente non ricordo quale. Io in questa frase mi ci ritrovo spessissimo e ritrovo molto noi siciliani. Il poeta in questione, infatti, diceva: «E noi come stronzi, rimanemmo a guardare!».

Tratto da: corriere.it

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