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Di la tua | AntimafiaDuemila

L'Associazione Testimoni di Giustizia apprezza le parole del neo sottosegretario agli Interni Gaetti

testimoni giustizia governo 610di Ass. Nazionale Testimoni di Giustizia
L'Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia esprime vivo apprezzamento per le parole del sottosegretario degli interni Luigi Gaetti sui testimoni di giustizia: "I testimoni di giustizia sono insieme ai beni confiscati una priorità". Con queste parole il sottosegretario intervistato dal quotidiano La Gazzetta di Mantova ha affermato che porterà avanti quello che ha caratterizzato il suo lavoro in commissione parlamentare antimafia: testimoni di giustizia e beni confiscati. Una bella intervista, dichiara Ignazio Cutrò Presidente della Associazione, che lascia ben sperare sulla fine dell'isolamento e dell'indifferenza attorno a questi temi. Dunque oggi "siamo una priorità". Non sentivamo parole di questo tenore da tanto tempo. Forse non le abbiamo mai sentite. Il vento del cambiamento aveva già cominciato a soffiare in commissione antimafia quando le forze politiche avevano proposto un disegno di legge di riforma dell'attuale programma di protezione poi trasformato in legge dello Stato. Un vento che porta con sè la parola Speranza. Doveroso ringraziare l'allora Presidente Rosy Bindi e il coordinatore del comitato di inchiesta sui testimoni Davide Mattiello. C'è ancora molto da fare: "Le norme sono importanti, ma non meno dei regolamenti e delle prassi applicative, cioè delle abitudini che si creano negli apparati dello Stato ai quali spetta il dovere di proteggere e rispettare pienamente la dignità dei testimoni di giustizia". Ieri la testimone e deputata Piera Aiello ha chiuso un capitolo buio della sua vita mostrando il suo volto nascosto per anni, troppi anni. Un gesto che assume anche un significato simbolico per tutti i testimoni di giustizia. Mai più una vita vissuta nell'ombra, vite fantasma. Non siamo più delle trepide ombre ma uomini e donne che hanno offerto la propria vita e quella dei propri familiari per il bene dello Stato. Le Istituzioni tutte, conclude Ignazio Cutrò, facciano la loro parte, valorizzino i testimoni di giustizia e restituisca loro quelle che le mafie ed un malcelato senso dello Stato gli hanno ingiustamente tolto.

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