Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Back Sei qui: Home Di la tua Senti Appello ai parroci della Diocesi di Palermo: aiutate Bennardo Raimondi!

Di la tua | AntimafiaDuemila

Appello ai parroci della Diocesi di Palermo: aiutate Bennardo Raimondi!

raimondi bennardo vertical calamiteRiportiamo di seguito la lettera aperta dell'Equipe Progetto Policoro a tutti i parroci della Diocesi di Palermo. Un appello accorato per aiutare il ceramista vittima di usura Bennardo Raimondi e la sua famiglia.


Carissimi Parroci della Diocesi di Palermo
vi raggiungiamo nuovamente con la presente email, per comunicarvi e ricordarvi la richiesta di aiuto e di solidarietà intrapresa dal Progetto Policoro di Palermo. La richiesta di solidarietà è  rivolta a tutte le Parrocchie della Diocesi di Palermo, è riguarda il Sig. Raimondi Bennardo che, sicuramente avete avuto modo di conoscere, un artigiano vittima di usura che oggi deve far fronte ad una condizione di grande disagio. Quello che chiede è di far conoscere la sua storia, in modo tale che, attraverso il suo lavoro (il sig Raimondi realizza presepi e altre opere artigianali), possa riuscire a vendere i suoi manufatti in modo da guadagnare onestamente e dignitosamente qualche soldo per emergere da questa condizione di grave difficoltà.

Vi chiediamo cortesemente di aiutare il Sig. Raimondi Bennardo e di permettergli di vendere i suoi manufatti qualora dovesse presentarsi presso la vostra parrocchia.
Certi della vostra accoglienza e sensibilità
Cordiali saluti
Equipe Progetto Policoro


Di seguito vi riportiamo la sua testimonianza:

L'artista Raimondi Bennardo Mario, nasce a Palermo il 14 maggio 1961 da una famiglia semplice e di umili lavoratori con una grande dignità e orgogliosi di essere siciliani, attratto dalla sua passione artistica già da ragazzo, a solo quindici anni comincia a lavorare in bottega, scegliendo l’arte della scultura e inizia a lavorare la ceramica, la terracotta, l’argilla e quant’altro. Dal 1976 al 1989 lavora nell’azienda della grande artista siciliana Angela Tripi, creatrice di presepi da favola che rappresentano l’antica arte settecentesca napoletana e siciliana, forte di questa grande scuola il giovane Bernardo con passione acquisisce le tecniche e la grazia artistica. Agli inizi degli anni ’90 Bernardo decide di fare il grande passo e iniziare a lavorare in proprio aprendo un laboratorio tutto suo, comincia a produrre le famose statuette del presepe napoletano e siciliano ed altri soggetti come piatti, fruttiere, orologi, souvenir ecc... Intanto l’azienda cresce e l’artigiano assume dei dipendenti e mette su famiglia. Bennardo comincia a farsi conoscere in tutta Italia, partecipa a ben quattro edizioni della fiera del levante di Bari, seguiranno anche una esposizione alla fiera di Milano al Macef, a Taormina e in tutta la Sicilia, circa una ventina di anni fa partecipa alla trasmissione La prova del cuoco di Rai1 presentando una scultura fatta di cioccolato e meravigliando i telespettatori. La sua carriera è stata ostacolata bruscamente da una serie di gravi difficoltà dovuta in parte alla crisi ed anche ad altre vicissitudini familiari: la morte di un figlio a soli 4 mesi, la sofferenza ancora oggi di un figlio che ora ha 15 anni e ha varie malformazioni, la morte dell’unico fratello a soli 46 anni, tutti questi gravi problemi portano Bennardo a una decisione di emergenza: per risolvere questi momenti difficili chiede aiuto alle banche che gli negano un qualsiasi prestito.raimondi bennardo lavori 610 Allora per disperazione nel 1998 è costretto a chiedere prestito ad altri ed entra nel vertiginoso giro degli usurai e ne rimane vittima, infine a causa degli alti tassi di interesse chiesti dagli strozzini che intanto chiedevano anche il pizzo, nel 2003 decide di chiudere e vende l’unica casa di proprietà, licenzia gli operai e vende anche le attrezzature del laboratorio. Nel 2006 decide di denunciare questi usurai e inizia una nuova battaglia morale giudiziaria e sociale ma un’altra realtà incombe sul suo animo e presto si trova a fare i conti con un isolamento totale da parte di alcuni parenti, amici, ex clienti, poi subisce minacce, intimidazioni, attentati. Tutto questo porta lo porta ad un grande sconforto morale e nel marzo del 2013 tenta il suicidio ma viene per miracolo salvato dai carabinieri. Nello stesso anno finisce il processo con la condanna di alcuni di questi usurai e il tribunale impone a queste persone un risarcimento di 15 mila euro mai ricevuti e chiede un danno di circa 250 mila euro. Ad oggi ha ricevuto soltanto dallo Stato circa 30 mila euro che per un artigiano che ha perso tutto e tutti non sono nulla anche perché la perdita non è solo materiale ma anche morale e psicologica. Nel dicembre del 2013 riceve mille euro da papa Francesco che in seguito gli telefona. In seguito Bennardo gli regala un presepe che papa Francesco venderà e il ricavato sarà dato alle famiglie povere. Il14 dicembre del 2015 riceve dalla on. Boldrini, presidente della Camera una medaglia al valor civile, e la Camera stessa dei deputati acquista un presepe. Oggi il senso del dovere e il senso di lottare hanno dato a Bennardo la forza di continuare a lottare nonostante l’isolamento e la disperazione per continuare a chiedere i suoi diritti e continuare a dire: “Ho fatto il mio dovere”. Bennardo chiede un aiuto vero sincero da parte di tutti aiutandolo a risorgere economicamente in quella che è la sua grande passione dell’arte e del suo lavoro antico di artigiano, è ad oggi l’unico artigiano in Sicilia che fa vedere dal vivo come si fanno a mano le statuette con l’argilla, al momento lavora in incognito in un box di 20 mq. senza bagno, senza acqua e attualmente senza luce perché gli è stata tagliata non potendo pagare 113 euro di luce, vive vendendo o quasi elemosinando davanti alle chiese dove gli è permesso, la Caritas e in particolare il vescovo di Monreale monsignor. Pinnisi gli sono stati molto vicino, gli sono vicino alcuni amici tramite facebook persone che ancora oggi credono nella legalità, nel rispetto delle persone che hanno avuto il coraggio di denunciare.
l’artigiano non può fare fiere o sagre per mancanza di un piccolo capitale tranne qualche rara occasione, sarebbe il lavoro di Bennardo ideale per le scuole, per valorizzare la vera arte e la vera cultura, chi vuole contattarlo ecco il numero di telefono 339132795

ARTICOLI CORRELATI

Raimondi, vittima dell'usura e della ''mafiosità'' sociale

Le recensioni di AntimafiaDuemila

L'ULTIMA NOTTE DI ALDO MORO

L'ULTIMA NOTTE DI ALDO MORO

by Paolo Cucchiarelli

'Ecco dove fu ucciso Moro'Esce 'L'ultima notte del...

LA MAFIA HA VINTO

LA MAFIA HA VINTO

by Saverio Lodato

La mafia ha vinto, le rivelazioni di Buscetta...


CARLO ALBERTO DALLA CHIESA. UN PAPÀ CON GLI ALAMARI

CARLO ALBERTO DALLA CHIESA. UN PAPÀ CON GLI ALAMARI

by Simona dalla Chiesa

"Un papà con gli alamari" non è una...

SE TU POTESSI VEDERMI ORA

SE TU POTESSI VEDERMI ORA

by Carolina Orlandi

La sera del 6 marzo 2013 David Rossi...


LA MAFIA DOPO LE STRAGI

LA MAFIA DOPO LE STRAGI

by Attilio Bolzoni

Totò Riina è scivolato nella tomba con tutti...

LA CRIMINALITA' SERVENTE NEL CASO MORO

LA CRIMINALITA' SERVENTE NEL CASO MORO

by Simona Zecchi

A quarant’anni dal sequestro e dall’omicidio di Aldo...


B. COME BASTA!

B. COME BASTA!

by Marco Travaglio

"Tutto ciò che ha fatto, anzi ci ha...

GUERRA NUCLEARE

GUERRA NUCLEARE

by Manlio Dinucci

Sembra di vivere nel film "The day after"...


Libri in primo piano

collusi homeNino Di Matteo e Salvo Palazzolo

COLLUSI

Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano
a trattare con la mafia



quarantanni-di-mafia-agg
Saverio Lodato

QUARANT'ANNI DI MAFIA
Storia di una guerra infinita
Edizione aggiornata
Il processo per la Trattativa


il ritorno del principe homeSaverio Lodato
Roberto Scarpinato


IL RITORNO DEL PRINCIPE
La criminalità dei potenti
in Italia



ho ucciso giovanni falcone homeSaverio Lodato

HO UCCISO
GIOVANNI FALCONE

La confessione
di Giovanni Brusca