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Di la tua | AntimafiaDuemila

Letizia Battaglia, tra storia e fotografia. Ottant’anni vissuti pericolosamente

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di Simonetta Trovato - 8 dicembre 2014

Intervista alla reporter palermitana, prima europea a ricevere nel 1985 a New York, il “Premio Eugene Smith”. Dalle pagine del giornale L’Ora alla pubblicazione di “Diario”, il volume che racconta la sua vita, in questi giorni in libreria.

“Quando venni a sapere dell’omicidio di Giovanni Falcone, decisi che non avrei più scattato foto di mafia”. Letizia Battaglia per quasi cinquant’anni è stata sulla breccia, visto che la sua carriera inizia nel 1969 sulle pagine del giornale L’Ora. Suoi furono gli scatti dell’hotel Zagarella, che ritraevano gli esattori mafiosi Salvo con Andreotti e che furono acquisiti agli atti per il processo; sue le immagini di centinaia di morti ammazzati, uomini, donne, mafiosi e poliziotti.

Letizia Battaglia è stata la prima donna europea a ricevere nel 1985, ex aequo con l’americana Donna Ferrato, il Premio Eugene Smith, a New York, intitolato al fotografo di Life. Un altro premio, il Mother Johnson Achievement for Life è giunto nel 1999. Molto attiva in politica, nel 1979 è tra i fondatori del Centro Impastato”; tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90 è stata consigliere comunale con i Verdi, assessore comunale con la giunta Orlando. Nel 1991 è eletta deputato all’Ars con La Rete. Nel 1996 decide di non ricandidarsi. Ora che di anni ne ha quasi ottanta (li compirà a marzo) ha deciso che le sue foto, belle, brutte, stampate bene, stampate male, possono essere sì racchiuse in un libro - “Diario”, pubblicato da Castelvecchi e presentato da ModusVivendi – ma non raccontare tutta la sua storia. Che forse riparte da quel 23 maggio 1992.

Tratto da: loraquotidiano.it



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