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Di la tua | AntimafiaDuemila

La lotta allo spaccio di stupefacenti riguarda tutti noi

youpoldi Piero Innocenti
Sul fronte, divenuto sempre  più ampio, della lotta allo spaccio degli stupefacenti, va segnalata l’interessante iniziativa  della Polizia di Stato resa pubblica nei giorni scorsi, a Roma, in un incontro nell’aula magna dell’Istituto statale “Lucio Lombardo Radice”, presenti il ministro dell’interno Minniti ed il Capo della Polizia Gabrielli. I cittadini diventano soggetti attivi del sistema della sicurezza e possono inviare segnalazioni, anche anonime, sullo spaccio di droghe (e su episodi di bullismo) scaricando la nuova app “You Pol” su tutti gli smartphone e tablet che utilizzano android e Ios.

Con tale sistema è possibile inviare immagini o segnalazioni scritte direttamente alle sale operative delle questure anche se chi segnala si trova in una provincia diversa. Attualmente l’app, realizzata interamente dal personale tecnico della Polizia di Stato, è operativa a Roma, Milano e Catania ma la sua estensione è prevista per gli altri capoluoghi di regione dal febbraio 2018 mentre nelle rimanenti province si provvederà entro agosto. Con l’app, come precisa l’Ufficio Relazioni Esterne della Polizia di Stato, si potranno denunciare fatti di cui si è testimoni diretti (anche mediante foto o immagini acquisite sul proprio dispositivo) ovvero notizie apprese in forma indiretta (link, pagine web, informazioni orali ecc..).

Da annotare che il cittadino avrà anche la possibilità di effettuare una chiamata di emergenza utilizzando un pulsante ben visibile di colore rosso alla sala operativa della questura della provincia in cui si trova. Insomma, uno straordinario strumento nella disponibilità dei cittadini per cercare di invertire una spirale negativa che da troppo tempo riguarda lo spaccio di strada, la salute dei nostri giovani e giovanissimi, le violenze dei bulli,la sicurezza di tutti. Così, mentre ci si augura che molti cittadini diventino “ausiliari” delle forze di polizia, queste continuano nella loro (impari) attività di contrasto con un impegno lodevole che anche nel mese di ottobre scorso ha dato alcuni risultati importanti.

È sempre la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (DCSA) ad elaborare i dati complessivi di tali attività su tutto il territorio nazionale segnalando il sequestro mensile di quasi 11mila chilogrammi di stupefacenti di cui 10.675,550kg di cannabis (2143,090kg di hashish e 8.532,460kg di marijuana), 30,644kg di eroina e 135,660kg di cocaina. Ampiamente già superato il volume totale degli stupefacenti sequestrati nell’intero 2016 (poco più di 71ton). Le 3.062 operazioni antidroga delle forze di polizia e delle dogane sono il numero più alto del 2017 e lo stesso vale per le 3.062 persone denunciate di cui ben 1.125 stranieri (in prevalenza marocchini, tunisini, albanesi, nigeriani).

L’Adriatico continua ad essere interessato da incursioni di natanti della malavita albanese che, nonostante i servizi di pattugliamento svolti in mare da motovedette della nostra Guardia di Finanza (che hanno sequestrato pure 1,5ton di marijuana in acque internazionali) anche in prossimità delle coste albanesi, riescono, nottetempo, a trasportare ingenti carichi di marijuana sui litorali del nostro Paese. Non più soltanto, come un tempo, sulle coste pugliesi  dove pure nel mese in esame si sono rilevati consistenti sbarchi (a Brindisi oltre 1,5ton, a Lecce oltre 800kg, a Taranto oltre 400kg)ma anche sulle coste romagnole e precisamente nel ferrarese dove sono state intercettate oltre 2 ton appena scaricate da un gommone pilotato da albanesi e nel ravennate,ai primi di novembre, dove un altro rilevante carico di marijuana, ben 3ton, è stato bloccato dai carabinieri che hanno anche arrestato quattro persone tra cui tre albanesi.

Marijuana che, come noto, è anche di (buona) produzione italiana, in qualche caso realizzata in apposite serre (vedi Reggio Calabria, Nuoro, Sassari, Caltanisetta) o in casa. Fatto sta che le 15.777 piante sequestrate in tutto il territorio si vanno ad aggiungere alle altre dei mesi passati per un totale di oltre 300mila piante. Uno scenario non proprio entusiasmante.

Tratto da: liberainformazione.org

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