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20170731 a brescello per dire no alla mafiadi Agende Rosse Mauro Rostagno - Modena & Brescello
Provenienti da realtà diverse, a volte da notevoli distanze chilometriche, ma sicuramente con qualcosa in comune: la pazzia. Quella sana, però.
Quella che ti fa credere fortemente in un grande Sogno: arrivare un giorno a respirare quel fresco profumo di Verità e Libertà che potrà salvare il nostro Paese. E questo gruppo di pazzi ci crede con così tanta forza da sopportare gli insulti degli ignoranti che non capiscono, o forse non vogliono capire, che esistono persone completamente disinteressate il cui unico sprone è il più nobile di tutti, lo stesso che, e lo citiamo con umiltà, spingeva Paolo Borsellino: l’Amore.
E’ stato questo desiderio di condividere questo Amore che ha unito 4 gruppi per realizzare quel sogno folle di portare un pizzico delle celebrazioni di Via D’Amelio a Brescello, un luogo divenuto simbolo in Emilia-Romagna, per essere stato il primo comune sciolto per mafia ormai da più di un anno e che ha visto il prorogamento della presenza di ben tre commissari fino al giugno 2018.
Sotto un sole cocente in una piazza scandalosamente deserta, se non per le immancabili “presenze” i gruppi di Bologna (Attilio Manca), Modena, Reggio, Brescello e Mantova con la sentita partecipazione dei gruppi di Pordenone e Udine, hanno realizzato questo sogno. Non è stato facile, lo sapevamo, ma la nostra è stata una scelta voluta e desiderata per unire il doveroso ricordo nei confronti di Paolo, Agostino, Walter Eddie, Claudio, Vincenzo ed Emanuela che hanno dato la vita per la nostra Libertà e della giovanissima Rita Atria, morta per aver perso la speranza, all’intento di lanciare un segnale forte nella piazza di un Paese ancora troppo silente nonostante tutto.
Desideriamo ringraziare tutti coloro che si sono uniti a noi in una torrida domenica di fine luglio, in una piazza terribilmente assolata e indifferente.
Chi non ringraziamo, invece, sono coloro che con l’orologio al polso hanno controllato che non sforassimo di un minuto, per farci svuotare prima possibile la piazza.
Chi non ringraziamo è colui che, in modo piuttosto concitato, ci ha intimato di non utilizzare l’ombra del tendone (deserto) della Pro Loco posizionata sul suolo pubblico della piazza. Forse sperava in un attacco generale di insolazione.
A tutti coloro che vigliaccamente bisbigliano dietro un portico o si nascondono dietro una tastiera, a tutti coloro che non comprendono o meglio non vogliono comprendere, vorremmo spiegare alcune cose: il nostro è un movimento nato su impulso di Salvatore Borsellino, il fratello del magistrato che oggi noi abbiamo ricordato.
Quei cartelli, definiti in modo infamante “patetici”, raffiguravano i volti di coloro che quel giorno sono stati barbaramente uccisi. La commozione e le lacrime definite “finte” nel pronunciare le parole di Agnese Borsellino, erano autentiche, perché quelle letture proferite con profondo rispetto, erano le parole di chi quegli anni terribili li ha vissuti veramente. Il nostro NON è un movimento a scopo di lucro, non abbiamo alcuna sovvenzione pubblica o privata e da questa nostra attività di volontariato non traiamo alcun guadagno. Tutt’altro: si spende di tasca nostra.
A tutti coloro che non hanno ancora capito che anche a Brescello le Agende Rosse sono presenti, fatevene una ragione. A tutti coloro che affermano che a Brescello la mafia, o meglio la ‘ndrangheta non esiste, aprite gli occhi e la mente, perché c’è, eccome che c’è, come purtroppo anche in tante altre realtà.
A tutti coloro che chiudono gli occhi e si girano dall’altra parte, perché tanto i “Grande Aracri a Brescello non si sono comportati male”, infischiandosene di ciò che è accaduto e accade nel resto del Paese, ricordatevi che la vostra connivenza e indifferenza vi rende complici moralmente e non porta certo lustro al vostro bellissimo paese. A tutti coloro che se la prendono con chi denuncia o ha denunciato ricordatevi quell’antico proverbio cinese “Quando il dito indica la luna lo stolto guarda il dito”.
Ma a tutti coloro che per i loro sacrosanti motivi ancora temono di dire a voce alta che la ‘ndrangheta è una montagna di merda, vogliamo dire grazie se anche per un solo istante avete ascoltato le nostre parole, grazie per aver capito che noi abbiamo imparato ad amare Brescello e per questo, unicamente per questo, noi ci siamo e ci saremo.
Vogliamo concludere citando le parole che Paolo Borsellino pronunciò a un mese dalla morte dell’amico e collega Giovanni Falcone, le stesse parole pronunciate oggi in piazza:
"Sono morti per noi e abbiamo un grosso debito verso di loro; questo debito dobbiamo pagarlo giosamente continuando la loro opera, rifiutando di trarre dal sistema mafioso anche i benefici che possiamo trarne, anche gli aiuti, le raccomandazioni, i posti di lavoro, facendo il nostro dovere; la lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, della indifferenza, della contiguità e quindi della complicità; ricordo la felicità di Falcone quando in un breve periodo di entusiasmo egli mi disse "La gente fa il tifo per noi"; e con ciò non intendeva riferirsi soltanto al conforto che l'appoggio morale della popolazione dà al lavoro del giudice, significava qualcosa di più, significava soprattutto che il nostro lavoro stava anche smuovendo le coscienze".

Emanuela Loi – Mantova
Rita Atria – Reggio Emilia e provincia
Mauro Rostagno – Modena & Brescello
Attilio Manca – Bologna
con la partecipazione del gruppo Rosario Livatino – Pordenone e del gruppo Emanuela Loi - Udine

ANTIMAFIADuemila
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