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Ci vediamo a...

Concerto dell'orchestra Falcone Borsellino per Falcone dentro la Villa romana del Casale - Enna, 23 Maggio

2018052018 falcone vive con noiCatania. L’Orchestra e coro infantile “Falcone Borsellino” suonerà il 23 maggio prossimo ben due concerti dedicati a Giovanni Falcone dentro la Villa del Casale di Piazza Armerina. Il primo alle ore 11 si svolgerà nell’area del Peristilio e il secondo intorno alle ore 16 dentro la Basilica, l'aula absidata e decorata da colonne in granito rosa, ricca di mosaici e collegata alla sala della Caccia.Falcone vive in noi: questo è il titolo della manifestazione felicemente accolta dal Comune e dalla Soprintendenza di Enna, che coinvolgerà 50 bambini provenienti dai quartieri di Librino, San Cristoforo, San Berillo di Catania e da Adrano. L’orchestra sarà diretta dal maestro del Sistema Abreu Semaias Botello con la partecipazione dei maestri Riccardo Gerbino e Giusy Lo Verde. Organizza l’evento la Fondazione La città invisibile che ha creato l’orchestra nel 2009 e ha prescelto quale sede dell’evento la Villa romana per motivi ben precisi. Infatti bisogna soffermarsi sull’importanza che questo gioiello dell’arte riveste nella lotta alla mafia, poiché costituisce uno dei motivi d’attrazione turistica più preziosi per l’isola, espressione di una bellezza paesaggistico-culturale da cui è cruciale prendere le mosse per l’auspicata fine della mafia, fenomeno umano e in quanto tale destinato a estinguersi, come affermava il giudice Falcone. E c’è però un altro motivo, più profondo, che lega questo bene Patrimonio dell’Unesco alla testimonianza di cambiamento che questi ragazzini vogliono esprimere con la propria musica. Una ragione collegata alla simbologia dei suoi mosaici. Si pensi al potere evocativo del mosaico che ritrae le ragazze intente a svolgere esercizi ginnici, in cui risulta persa la parte superiore del mosaico raffigurante la prima delle 10 fanciulle. Sembra che essa fosse la più bella. Da che cosa si può intuire? Dal fatto che apre il giro. Cancellata dal tempo, la ragazza invisibile vive per cosi dire nella sua stessa scomparsa. Esiste perché se ne intravedono i polpacci, ma non è più ricostruibile di lei il busto e il volto. Destino di un non essere in un essere ancora. E se fosse accaduto il contrario? Se delle 10 delicate adolescenti solo lei fosse rimasta a testimonianza delle altre? Se fosse possibile immaginare una sorta di negativo del mosaico?
Ecco che allora tutto diventa intelligibile. La ragazza invisibile denuncia il vuoto nel suo profilo. Un vuoto che reclama, che chiede aiuto e accusa i responsabili per la perdita di tutte le fanciulle e i fanciulli dei quartieri poveri delle nostre città, emarginati in scuole ghetto, ostacolati nella ricerca di un presente di dignità e di attenzione, oscurati, rimossi, celati come polvere sotto il tappeto attraverso l’inserimento forzato nelle comunità e nelle carceri minorili. Da chi? Da che cosa? Dalla sordità dell'anima dei nostri tempi, di un sistema politico e sociale indifferente ai deboli e bloccato nelle dinamiche di recupero e di ascesa sociale.
Un esempio virtuoso e contrario lo offrono questi ragazzi, come tutti coloro che disperatamente cercano di uscire dal giogo crudele dell'invisibilità, con lo slancio autentico verso la legalità inciso a caratteri cubitali in centinaia di concerti e azioni antimafia svolte in questi anni da questi bambini, e con l’aiuto gratuito e volenteroso della Fondazione La città invisibile (fondazione povera tra i poveri), una realtà che combatte per ottenere il riconoscimento di questi minori con la sola arma della cultura, dell’arte. Perché è grazie all’arte e alla cultura che si vince la mafia. La mafia come fenomeno umano può essere sconfitta solo creando e potenziando valore umano, soccorso da valori spirituali sovrumani. Per questo la mafia chiude le porte, cerca il consenso politico forzato, esige omertà e sudditanza, e non gradisce le scuole che insegnano l’amore per l’arte e il bene comune. Perché il potere sulle vite umane si esercita attraverso l’ignoranza e il ricatto morale.
Un altro emblema è il mosaico della Villa raffigurante Orfeo, seduto su una roccia nell'atto di suonare una lira, all'ombra di un grande albero, circondato da diverse specie di animali. Orfeo lega il simbolismo della musica al contesto della natura e della legalità. Infatti racchiuso in un contesto disegnato da una ghirlanda di alloro a cinque foglie, pianta che simboleggia la legalità, Orfeo canta un nuovo giorno, quello agognato da Falcone, meta ideale dell’impegno di questi giovani nuovi piccoli Orfeo. Un giorno straordinario in cui vincerà la bellezza, l’armonia, vinceranno i bambini e vinceremo noi tutti, perché il male compiuto dall’uomo sarà debellato. E i bambini dell’Orchestra “Falcone Borsellino” come i mosaici della Villa del Casale, vi sono già dentro.