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Ci vediamo a...

"Vive per la memoria", mostra fotografica

napoletano-enza-webGli scatti di Serena Faraldo a chi è rimasto orfano di un affetto. Il progetto ha vinto il premio Giancarlo Siani
di Giuliana Calomino

"Vive per la memoria" donne contro la camorra Enza Napoletano. Il figlio fu ferito nella strage del rapido 904
Uno sparo e una manciata di secondi dopo è solo un altro nome scolpito nell'elenco delle vittime innocenti di camorra. La sfortuna di trovarsi al "momento sbagliato nel posto sbagliato", il destino piombato addosso a chi resta. Serena Faraldo, giovane fotografa, scopre i volti di chi è rimasto orfano di un affetto nella mostra "Vive nella memoria", curata da Mario La Porta e sostenuta dalla fondazione Pol. i. s, al Pan (sala foyer) fino al 12 novembre.

"Leggendo la storia di Gelsomina Verde, l'operaia brutalmente uccisa per una sua relazione con un camorrista - spiega la Faraldo - mi venne l'idea di raccontare le storie di chi subisce la criminalità. Le vittime innocenti di camorra sono spesso solo nomi di una lista, non si approfondiscono mai le singole storie, le vite di chi è rimasto". "Sopravvivimi se muoio" dunque, e ti racconterò tutto il dolore.

Le diciasette fotografie (50x75 in bianco e nero) ritraggono madri, sorelle, figlie e fidanzate nei luoghi dove sono stati ammazzati i loro cari, oppure in posti particolarmente amati dai defunti. "Ho scelto di parlare di donne - continua la fotografa - perché cercavo una piena immedesimazione". Il progetto, nato come tesi di laurea per l'Accademia di belle arti, ha vinto quest'anno il premio Giancarlo Siani: "Continuo a scattare perché non ritengo il lavoro ancora concluso. Ho sempre paura - conclude l'artista - di non riuscire a comunicare fino in fondo quello che mi viene raccontato. La rabbia, la sofferenza, l'angoscia di queste donne va trasmessa".

Tratto da: napoli.repubblica.it

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