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Presentazione del libro ''Gaspare Mutolo. La mafia non lascia tempo'' - Palermo, 20 Settembre

20190920 gaspare muotolo mafia non lascia tempoAll'interno il video della diretta streaming
Venerdì 20
settembre
, alle ore 17, nell'Atrio Paolo Borsellino della Biblioteca comunale di Casa Professa (piazza Casa Professa, 1) a Palermo verrà presentato il libro di Anna Vinci "Gaspare Mutolo. La mafia non lascia tempo", con l’autrice Anna Vinci.

Ne discutono Giorgio Bongiovanni e Giuseppe Lo Bianco. Modera l’incontro Aaron Pettinari. Gaspare Mutolo interverrà in collegamento telefonico.

Dopo tanti silenzi, Mutolo cede all’urgenza di parlare e in un flusso di coscienza arginato nell’ultima parte da nuove, incalzanti domande dell’autrice, ci restituisce la cronaca dall’interno di una delle pagine più buie della nostra storia recente, sfociata nella stagione delle stragi e nella trattativa tra Stato e mafia.

L'evento sarà trasmesso in diretta streaming!



IL LIBRO
“Sono un sopravvissuto. Sono la memoria orale della mafia”.
La vita dentro Cosa nostra.
Con una intervista esclusiva al braccio destro di Totò Riina.
“Insomma ti sei pentito dei tuoi ventidue omicidi?” Non può più eludere la domanda Gaspare Mutolo. Uomo d’onore di Cosa nostra, guardaspalle del boss palermitano Rosario Riccobono, killer e autista del corleonese sanguinario Totò Riina. Diciannove anni da “operativo” della mafia, decine di estorsioni, minacce, brutali assassini. Nel mentre, la rassicurante quotidianità di una moglie e quattro figli che sanno ma non fanno domande.
Fino alla scelta di dissociarsi, nel giugno del 1992, “perché non pesa ammazzare gente del proprio ambiente”, ma uccidere guardie, magistrati, semplici cittadini sì. Come se ci fosse una mafia “buona”, rispettosa del codice d’onore, e una “spavalda”, assassina, mossa da vendetta per uno Stato non più connivente.
Dopo tanti silenzi, Mutolo cede all’urgenza di parlare e in un flusso di coscienza, arginato nell’ultima parte da nuove, incalzanti domande dell’autrice, ci restituisce la cronaca dall’interno di una delle pagine più buie della nostra storia recente, sfociata nella stagione delle stragi e nella trattativa fra Stato e mafia. “Oggi sono un uomo libero” ammette, in un estremo moto autoassolutorio, da soldato di mafia rimasto solo, dopo la scomparsa della moglie, a confrontarsi con il suo passato.

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di Giorgio Bongiovanni