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Ci vediamo a...

''Mafie: legalità e istituzioni'' - Pavia, dal 2 al 22 Ottobre

20181002 mafie legalita istituzioniLa rassegna “Mafie: legalità e istituzioni” nasce nel 2005 ad opera di un gruppo di studenti del Coordinamento per il Diritto allo Studio - UDU con la volontà di sensibilizzare la popolazione studentesca e la cittadinanza sui temi della criminalità organizzata, del suo dilagare anche al Nord e dello sviluppo degli strumenti di contrasto sia sul piano repressivo sia su quello preventivo. Una rassegna nata grazie alla volontà degli studenti e al supporto scientifico e civile di un illustre maestro, Vittorio Grevi, che non dimentichiamo mai di ricordare ad ogni edizione e ad ogni singolo evento della stessa. È a lui che dobbiamo la grande forza di volontà che ci aiuta, ogni anno, a metterci in gioco, per affrontare sempre nuove tematiche invitando, di volta in volta, relatori in grado di raccontare un pezzo diverso del grande e complesso puzzle chiamato Mafia. Dopo le prime edizioni della rassegna, nasce nel 2009 l’Osservatorio Antimafie Pavia grazie all’incontro con Nando Dalla Chiesa, fondatore di OMiCrON (Osservatorio milanese sulla criminalità organizzata al Nord). Proprio sul modello di quest’ultimo abbiamo deciso di fondare un osservatorio simile anche nella nostra città, che si occupasse in particolar modo dell’organizzazione della rassegna “Mafie: legalità e istituzioni” ma non solo: l’Osservatorio è sempre attento sia nel ricordare a tutti il passato, mediante iniziative che si tengono in anniversari significativi nella storia del nostro Paese, sia nel porre l’attenzione su fenomeni che colpiscono, in particolar modo il pavese, negli ultimi anni. Inoltre, viene svolta un’attività di sensibilizzazione nelle scuole superiori.
Quest’anno l’Osservatorio Antimafie Pavia si propone di restituire alla comunità studentesca e alla cittadinanza un quadro aderente e attuale del fenomeno mafioso nel Paese, dando particolare risalto ai più recenti fatti di cronaca, come il processo Aemilia, il caso Ostia e il fenomeno del caporalato, senza perdere allo stesso tempo il contatto con la storia del Paese e del fenomeno mafioso, dal processo crimine - infinito, fino a trattare il Caso Moro e la figura di Luciano Liggio, arrestato a Milano nel 1974.

Entrando nello specifico della rassegna sono previsti un totale di sei incontri serali, così suddivisi.

Marted 2 Ottobre alle ore 21 presso l’Aula ‘400 dell’Università degli studi di Pavia

Titolo della conferenza:
“Mafia nel caso Moro: la criminalità servente”
A 40 anni dall’omicidio Moro proviamo a fare luce su uno dei tanti aspetti rimasti oscuri.

Relatori:
- Simona Zecchi, collaboratrice della redazione italiana dell’emittente Euronews, autrice del libro “La
criminalità servente nel Caso Moro”.
- On. Enrico Buemi, ex senatore, membro della Commissione d’inchiesta sul rapimento e sulla morte
di Aldo Moro e membro della Commissione Antimafia.
Moderatore: Prof. Ernesto Bettinelli.

A quarant’anni dal rapimento e dalla morte dell’On. Aldo Moro, l’Osservatorio Antimafie ha voluto incentrare una serata su un caso cruciale per la storia del nostro Paese. In questo anniversario l’attenzione della cittadinanza sono particolarmente vivi e risulta sempre interessante provare ad analizzare la storia sotto angolature differenti. È proprio questo che si prefigge Simona Zecchi, autrice del libro “La criminalità servente nel Caso Moro”. Conducendo svariate ricerche, per provare a fare luce sulla vicenda, ha analizzato un punto di vista diverso e non ancora sufficientemente preso in considerazione dalle istituzioni: quello della presenza della criminalità organizzata nel caso Moro.
Alla serata sarà presente altresì l’ex senatore Enrico Buemi, membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro, istituita durante la XVII legislatura. Questa Commissione ha intrapreso un lungo cammino di studio, analisi di dati e fatti, interrogatori, che hanno portato alla scoperta di preziosi dettagli sulla vicenda, dei quali avremo modo di sentire parlare durante la serata. I presenti potranno quindi interfacciarsi e confrontarsi con due prospettive di lavoro molto lontane, quella di un singolo cittadino che con mezzi propri formula una possibile risposta ad un fenomeno e all’opposto quella di una Commissione parlamentare, che ha potuto lavorare sfruttando tutte le prerogative riconosciute alle istituzioni.

L'evento facebook.com/events/1129447247204805


Mercoledì 3 Ottobre alle ore 21 presso l’Aula ‘400 dell’Università degli studi di Pavia

Titolo dello spettacolo teatrale:
“Donne e mafia”
La forza morale e il coraggio di sette donne

Testo e regia: Simonetta De Nichilo.
Ospite: Giovanna Torre, Rettrice del Collegio Santa Caterina.

Come da tradizione non può mancare all’interno della rassegna una serata dedicata ad una delle forme d’arte più alte: il teatro. Il pathos che una rappresentazione teatrale suscita negli spettatori, il coinvolgimento diretto, porta le persone ad una riflessione profonda e sincera, all’analisi critica e alla sentita necessità di fare qualcosa per cambiare una realtà drammatica come la mafia.
Durante il secondo appuntamento di “Mafie: legalità e istituzioni 2018” avremo l’onore di ospitare Simonetta De Nichilo, autrice teatrale dello spettacolo “Donne e Mafia”, insieme alle attrici Chiara Carpentieri, Anna Rita Gullaci, Matilde Piana, Tiziana Santercole, Roberta Sciortino e Chiara Spoletini. Queste donne interpreteranno figure femminili che sono legate strettamente al fenomeno mafioso.
Due saranno le prospettive: nella prima parte dello spettacolo vedremo in scena donne di famiglie mafiose che si sono ribellate ad un destino segnato, rompendo il silenzio della subcultura mafiosa, pagando sempre a caro prezzo le loro azioni. Lo spettacolo inizia nel 1961 con la storia di Serafina Battaglia per proseguire con il racconto delle vite di Michela Buscemi, Rita Atria e Maria Concetta Cacciola.
Nella seconda parte dello spettacolo vedremo interpretate donne che hanno vissuto accanto a uomini che hanno sempre lottato contro il potere mafioso e nella vita sono diventate un esempio di cultura della legalità da seguire; si tratta di Saveria Antiochia, Rosaria Costa e Lucia Borsellino.
Al gusto dello spettatore il giudizio sugli elementi tecnici dello spettacolo, alla coscienza di ognuno l’analisi e la riflessione su storie legate, senza volere, alla mafia.


Giovedì 4 Ottobre alle ore 21 presso l’Aula da Disegno dell’Università degli studi di Pavia

Titolo della conferenza:
“Le mafie senza coppola: mafie e sanità - mafie in Emilia”
I più recenti sviluppi delle inchieste sulle mafie nel nostro territorio

Relatori:
- Federica Cabras, ricercatrice dell’Osservatorio sulla Criminalità organizzata di Milano, ed esperta di Mafie al Nord, in particolare delle complicità tra criminalità organizzata di stampo mafioso e sistema sanitario Lombardo.
- Elia Minari, autore del libro “Guardare la mafia negli occhi. Le inchieste di un ragazzo che svelano i segreti della ‘ndrangheta al nord”; membro dell’associazione Cortocircuito.
Moderatore: Prof. Livia Giuliani, docente di Procedura penale nell’Università di Pavia.

Il terzo appuntamento della rassegna si pone l’obiettivo di analizzare la presenza della criminalità organizzata in territori non sempre percepiti come di tradizionale insediamento mafioso: in particolare in due regioni settentrionali come la Lombardia (focalizzando l'attenzione sul caso pavese) e l'Emilia Romagna, data la recente inchiesta e l'avviarsi del processo AEmilia. Nel corso della serata interverrà la dottoressa Federica Cabras, ricercatrice dell'Osservatorio sulla Criminalità organizzata (CROSS) dell’Università degli Studi di Milano ed esperta di Mafie al Nord, in particolare delle pericolose relazioni e delle complicità e/o connivenze tra il mondo della criminalità organizzata di stampo Mafioso e il sistema sanitario lombardo. Ad affiancare la dottoressa Cabras ci sarà Elia Minari, giovane autore del libro "Guardare la mafia negli occhi. Le inchieste di un ragazzo che svelano i segreti della ‘ndrangheta al nord", membro dell'associazione Cortocircuito, che con un prezioso documentario ha svelato la presenza della 'ndrangheta nel comune di Brescello. Il compito di moderatore della serata sarà affidato alla Prof. Giuliani, docente di procedura penale nell’Università degli studi di Pavia.


Lunedì 15 Ottobre alle ore 21 presso l’Aula Magna dell’Università degli studi di Pavia

Titolo della conferenza:
“Da Luciano Liggio al processo infinito. Oltre quaranta anni di presenza delle mafie al Nord”

Relatori:
- Maria Luisa Balzarotti, giudice nel Tribunale di Milano, già presidente del Collegio giudicante nel Processo Infinito.
- Giuliano Turone, giudice emerito della Suprema corte di cassazione, autore del libro “Il boss. Luciano Liggio: da Corleone a Milano una storia di mafia e complicità”.
- Attilio Bolzoni, giornalista de "La Repubblica", premio “È giornalismo” 2009 perché “da più di trent’anni racconta la Sicilia e la mafia”.
Moderatore: Prof. Paolo Renon, docente di Procedura penale nell’Università di Pavia.

Nonostante ancora nel 2010 il Prefetto di Milano si ostinasse a negare l’esistenza stabile della Mafia in Lombardia quando persino un gruppo di studenti come noi se n’era accorto da anni, il 1974 è considerato dagli esperti un anno senza ritorno. Da quel momento nessuno, in buona fede, poteva più sostenere che la mafia a Milano non esisteva. Non solo esisteva, ma si era pienamente insediata. L’indagine che, partendo dai sequestri di Pietro Torielli e Luigi Rossi di Montelera, condusse alla cattura di Luciano Liggio, la “primula rossa di Corleone”, dimostrò anche altro: l’esistenza di stretti legami con ambienti eversivi e golpisti, la costruzione di solide imprese nell’economia legale e lunghissime latitanze dorate che non avrebbero potuto essere tali senza qualche copertura. In quella storia il confine tra crimine e mondo legale finiva per confondersi, fino a non essere più visibile. Ne parlerà Giuliano Turone, Giudice emerito della Cassazione, che è stato il giudice istruttore che, prima delle inchieste su Michele Sindona e sulla P2, è arrivato a Luciano Liggio, arrestato a Milano il 16 maggio 1974, in via Ripamonti.
Prendendo le mosse da una storia apparentemente passata ma che ha ancora molto da dirci, arriveremo fino ai giorni nostri, parlando di un’inchiesta i cui segni sono ancora molto vivi nella carne dei Lombardi e dei Pavesi. L’operazione crimine - infinito, portata avanti congiuntamente dalle Direzioni Distrettuali Antimafia di Milano e Reggio Calabria, è iniziata il 13 luglio 2010. L’iter giudiziario si è concluso con la sentenza della Corte di Cassazione del 13 aprile 2015, di conferma delle 41 condanne inflitte con il rito ordinario, in aggiunta alle 92 scaturite dal rito abbreviato, già confermate dalla Suprema Corte nel 2014. Tra i condannati anche l’avvocato pavese Giuseppe “Pino” Neri e il dr. Carlo Chiriaco, direttore sanitario dell’ASL di Pavia che in precedenza aveva ricoperto altri incarichi di rilievo nel settore sanitario e assistenziale. Per la prima volta il Tribunale di Milano ha ammesso la costituzione di parte civile della Regione Calabria al di fuori del proprio territorio.
Dialogherà con i relatori il giornalista de "La Repubblica" Attilio Bolzoni, autore di numerosissime pubblicazioni sul tema della criminalità organizzata di stampo mafioso.


Martedì 16 Ottobre alle ore 21 presso l’Aula ‘400 dell’Università degli studi di Pavia

Titolo della conferenza:
“Mafie e immigrazione: accoglienza e caporalato”
Il ruolo delle cosche nello sfruttamento della condizione di disperazione dei migranti

Relatori:
- Leonardo Palmisano, etnografo e scrittore, insegna Sociologia urbana al Politecnico di Bari.
- Stefano Catone, scrittore e collaboratore dell’On. Giuseppe Civati.
- .Marco Omizzolo, sociologo e responsabile scientifico dell’ass. In Migrazione.
Moderatore: Prof. Cristina Campiglio, Direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Pavia.

Il quinto appuntamento della rassegna nasce dalla forte necessità di occuparsi di un tema attuale e scottante, al centro del dibattito politico, dell’attenzione mediatica e del sentire dell’opinione pubblica: l’immigrazione. Gli innumerevoli fatti di cronaca che si sono succeduti in questi ultimi mesi, dall’omicidio di Soumalia Sacko, nella sera del 2 giugno, fino ad arrivare al Caso Diciotti, hanno riportato all’attenzione la precarietà e il disagio nel quale sono costretti a vivere gli immigrati nel nostro Paese. Riteniamo fondamentale interrogarsi sull’intolleranza della maggior parte della popolazione nei confronti di individui, provenienti dall’altra parte del Mediterraneo, portatori, come tutti, di diritti inalienabili quali la dignità umana. Fuor di sentimentalismi e di “buonismo”, termine molto utilizzato in questi giorni, si vuole indagare nello specifico sugli interessi della criminalità organizzata nella gestione dell’emergenza, assai redditizia, dell’accoglienza e dello sfruttamento della forza lavoro tramite il caporalato, vera e propria schiavitù dei tempi moderni. Per affrontare questo tema delicato abbiamo tre esperti del settore: Leonardo Palmisano, etnografo e sociologo, autore di “Mafia Caporale”; Stefano Catone, autore del libro inchiesta sull’accoglienza “Nessun paese è un’isola” e Marco Omizzolo, sociologo nonché responsabile scientifico dell’associazione In Migrazione. Porteranno, durante la serata, i risultati delle loro ultime ricerche e ci aiuteranno a fare chiarezza su quella che è un’emergenza nel nostro Paese.


Lunedì 22 Ottobre alle ore 21 presso l’Aula Magna dell’Università degli studi di Pavia

Titolo della conferenza:
“Mafie nella Capitale: Ostia e il clan Spada”
Qualcuno si ostina a non chiamarla mafia

Relatori:
- Ilaria Meli, dottoranda presso l’Università la Sapienza di Roma - Dipartimento di scienze sociali ed economiche.
- Franco De Donno, consigliere del X Municipio di Roma e capogruppo della lista Laboratorio Civico X, già vicario parrocchiale della chiesa di Santa Monica e coordinatore della Caritas a Ostia.
Moderatore: Mattia Maestri, assegnista presso l’Osservatorio sulla Criminalità Organizzata dell’Università di Milano.

Il sesto ed ultimo appuntamento della rassegna vuole analizzare la presenza della criminalità organizzata nella Capitale - con un’attenzione particolare alla realtà di Ostia - e approfondire la conoscenza delle dinamiche mafiose sul territorio. Ilaria Meli, dottoranda presso l’Università La Sapienza di Roma, nonché membro del CROSS - osservatorio sulla criminalità organizzata di Milano, insieme al sacerdote Franco De Donno, approfondiranno il tema della diffusione del fenomeno mafioso a Roma e a Ostia, offrendo testimonianze fondate sull’esperienza persona e professionale. L’esigenza di approfondire
questo tema discende dall’attualità delle violenze e delle intimidazioni compiute ad Ostia dal clan Spada e dalla necessità di conoscere le caratteristiche e le attività della criminalità di stampo mafioso nella Capitale. Chiudiamo quindi la rassegna “Mafie: legalità e istituzioni 2018” con un focus sulla cronaca più recente per non dimenticare che la lotta alla criminalità organizzata non è solo ricordo del passato ma anche analisi critica e puntuale sul presente. Ricordiamo tutti i commenti quasi sollevati di una parte del ceto politico di fronte alla sentenza di primo grado nel procedimento “Mafia capitale”, quando il 20 luglio 2017 il Tribunale di Roma non accoglie l’accusa di associazione di stampo mafioso, ma solo quella di corruzione. Questa impostazione è stata invece ribaltata da una recentissima pronuncia della Corte d’Appello, giunta l’11 settembre scorso. Sarà quindi l’occasione per ribadire l’importanza di non sottovalutare e non sminuire la presenza del fenomeno mafioso anche al di fuori delle regioni meridionali, dove un ritornello autoassolutorio e miope vorrebbe confinarlo.

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