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Ci vediamo a...

1, 10, 100 Agende Rosse... quale democrazia? Milano, 28 Febb./31 Marzo

20160228 1 10 100 agende rosse1, 10, 100 Agende Rosse... quale democrazia? Questo è il titolo che abbiamo voluto dare a questo nostro impegno. Lo abbiamo scelto perché sentiamo il bisogno di raccontarvi 1, 10, 100 storie di uomini e donne che per passione civile, nella ricerca continua della verità e della giustizia, hanno messo in gioco la loro vita per rendere il Nostro Paese più libero e democratico.
1, 10, 100 Agende Rosse, 1, 10, 100 storie in cui si ritrovano violenza, depistaggi, delegittimazioni, omissioni, colpevoli silenzi, mancati ricordi, ipocrisie e assurde carriere.
1, 10, 100 Agende Rosse..., per comprendere che, come raccontava Peppino Impastato, la mafia è una montagna di merda. La mafia non è solo quella che ci hanno sempre raccontato. La mafia è molto peggio. È un nemico infido, che si insinua nella società in modo ancora più pericoloso quando lo fa silenziosamente, mascherandosi tra le Istituzioni, quando cerca di diventare “(mal)pensiero comune”.
Peppino Impastato, la cui mamma dice “ho perso 1 figlio, a ma guardate ora quanti ne ho”; Mauro Rostagno, che muore al buio perché i mafiosi pure la luce tolgono; Giovanni Falcone, che con le donne diventa timido “perché sennò dicono che ho manie di protagonismo”; Paolo Borsellino, che si fa chiamare “zio Paolo” da Rita Atria e Piera Aiello; Ilaria Alpi, coltissima e generosa che conversava in arabo con le donne somale.
Le loro vite e quelle di tanti altri sono state stroncate da mani assassine che hanno voluto farli tacere per sempre perché “sapevano troppo”, sapevano di malaffari e collusioni, nomi e cognomi di mafiosi, faccendieri, assassini, personaggi importanti della politica e dell’economia del Nostro Paese collusi con la mafia, e perché “lavoravano troppo e troppo bene” e avrebbero potuto denunciare tutto ciò, se solo ne avessero avuto il tempo. Le loro storie, la loro sete di Verità e Giustizia, il sacrificio delle loro vite sono accomunate dal rischio di essere soffocate da quella montagna di merda, che manipola le informazioni e nasconde il “copione”. Questo ci addolora, ma nello stesso tempo ci indigna e ci sprona ancora di più a #rompereilsilenzio e sostenere la parte migliore del nostro Paese che contrasta l’illegalità. Questo ha ispirato “1, 10, 100 Agende Rosse”.
Dopo la loro morte sono scomparsi i frutti del loro lavoro, i documenti che avrebbero fatto conoscere a tutti noi la vera dimensione del marcio che ci circonda, il vero volto della mafia. Non è scomparsa solo la certamente più nota “Agenda Rossa di Paolo Borsellino”, sono scomparse 1, 10, 100 Agende Rosse.
Siamo arrivati al punto di non poter più raccontare una storia senza parlare del mistero che si apre dietro, del male commesso dal crimine senza parlare di quello commesso dal diritto. Non possiamo più parlare di Palermo senza parlare di Roma, né di taluni magistrati o istituzioni senza pensare a “ben altri magistrati ed istituzioni” che sfregiano la Nostra Costituzione a partire dall’articolo 54.
La mafia si prende Tutto!!! Si prende “la Vita e l’Agenda Rossa”.
Questa è la mafia! Quella definita dalle parole di Peppino.

Agende Rosse Milano gruppo Peppino Impastato

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