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Ci vediamo a...

''Rassegna di Piccolezze'' dedicata a Giambattista Scidà - 3 Ottobre

20151003 rass piccolezze scida“Ancora e sempre nel nome della speranza – spiega la promotrice del progetto, professoressa Maria Pia Fiumara – salutiamo il nuovo anno scolastico rendendo omaggio ai principi fondamentali della Costituzione interpretati dai nostri alunni, attraverso i bassorilievi in terracotta”.

Sabato 3 ottobre prossimo, con inizio alle ore 9.30, in via Pio La Torre a Riposto (Catania), si terrà la tradizionale Rassegna di Piccolezze (le piccolezze della società civile) “Una città per la Costituzione”, quest’anno dedicata a Giambattista Scidà. La manifestazione rappresenta uno dei momenti esterni di un progetto di educazione alla legalità da anni portato avanti dalla Fiumara, tra gli studenti degli istituti delle scuole di ogni ordine e grado del territorio.

L’iniziativa quest’anno è organizzata dall’Iiss “Guttuso” di Giarre dagli istituti Iiss – Itn – Itg – Ips di Riposto; I.C. “Verga” di Riposto; Liceo scientifico “Leonardo” di Giarre; Ipssaar “Falcone” di Giarre, in collaborazione con il Coordinamento dei docenti referenti “Educazione alla legalità” territorio jonico etneo; Asaec “Libero Grassi” di Catania; Associazione culturale “Gruppo Santo Calì” di Riposto, con il patrocinio dell’assessorato alla Cultura e Pubblica istruzione del Comune di Riposto e il contributo dell’Assessorato regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale.

Giambattista Scidà, conosciuto familiarmente anche come Titta (Catania, 22 gennaio 1930 – Catania, 20 novembre 2011), è stato un magistrato italiano. È stata una delle figure più rappresentative dell’antimafia catanese. Nel 1962 è alla pretura di Palazzolo Acreide. Dopo un biennio di uditorato con funzioni di vice pretore passa poi ad Acireale. Nel 1967 è a Catania, dove accetta un incarico a tempo pieno al locale Tribunale per i minorenni. Dopo tredici anni di servizio il Consiglio Superiore della Magistratura gliene affida la presidenza (1981). Da presidente del Tribunale per i Minorenni si oppone con forza alla pubblicazione per esteso sui quotidiani delle generalità dei minori arrestati. Si impegna inoltre per modificare la prassi prevista per legge, secondo cui i minori di famiglie indigenti dovevano essere ricoverati in istituti (per lo più religiosi) finanziati dallo Stato: il giudice insiste perché gli aiuti vengano destinati piuttosto alle famiglie. Per diverso tempo, in occasione delle inaugurazioni degli anni giudiziari, sciorina statistiche e dati, lanciando l’allarme per Catania, ai tempi forse la città d’Europa con la maggiore criminalità minorile, e anzi sottolineando quanto le statistiche sottostimassero il fenomeno.

di Mario Pafumi

Tratto da: gazzettinonline.it