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Vaccini e ritorno polio, Chiesa: ''L'Italia si è assunta un onere. Da chi e perché''

vaccini siringa medicodi Americo Mascarucci
"La poliomielite può tornare anche in Europa". A lanciare l’avvertimento è il Commissario europeo per la salute Vytenis Andriukaitis, parlando al Workshop europeo sulla vaccinazione organizzato a Bruxelles. "Per quanto riguarda la polio, la grande Europa è diventata polio free nel 2002. Questo status di polio free ora è a rischio, a causa della bassa immunità della popolazione e delle lacune di immunizzazione, anche nei paesi Ue. Ogni anno nel mondo le vaccinazioni evitano una cifra stimata in 2,5 milioni di morti",  In Italia continua a divampare la polemica sull’obbligo imposto dal Governo su 12 vaccini essenziali per consentire l’iscrizione a scuola degli alunni. Decisione che sta dividendo l’opinione pubblica, ancora di più dopo che l’Ordine ha annunciato le prime radiazioni contro medici anti-vax. E molti si chiedono: forse dietro la decisione di imporre i vaccini per legge c’è il timore sempre più concreto della diffusione di nuovi batteri e infezioni causate dalle ondate migratorie? Intelligonews lo ha chiesto al giornalista Giulietto Chiesa.

Obbligo di 12 vaccini per l’iscrizione alle scuole. Molti ci vedono il tentativo di coprire la vera emergenza del Paese, ossia il ritorno di ceppi batterici e infezioni estirpate da anni, a causa dell’arrivo massiccio di migranti. E’ davvero così?
"Ritengo che questa scelta di imporre le vaccinazioni obbligatorie non sia corretta. L’Italia ha preso una decisione che ben 15 paesi europei si sono rifiutati di adottare. Non c’è una spiegazione chiara sul perché l’Italia abbia voluto decidere in tal senso, se non nel fatto che qualche anno fa a Washington il nostro Paese si è assunto l'onere, su incarico della Global Security Agency, di diventare il Paese guida delle strategie vaccinali nel mondo. La cosa mi ha lasciato molto colpito e di questo non si è mai saputo nulla. Come  mai questa decisione è stata presa senza alcuna consultazione con i cittadini italiani? E perché 15 paesi europei non hanno l’obbligo vaccinale? Vuol dire che sono tutti irresponsabili? Credo di no, evidentemente esistono valutazioni diverse in Europa su come affrontare questo tema e la posizione dell’Italia, stando così le cose, mi appare quella più isolata. Questa decisione del Governo ha poi scatenato una forte protesta nel Paese che ritengo vada ascoltata e discussa con il contributo di tutti gli esperti, e non tappando la bocca a chi si permette di dissentire".

Tutto questo non potrebbe avvalorare proprio l’idea che dietro si possa nascondere l’emergenza sanitaria rappresentata dai flussi migratori: per ovvie ragioni di politicamente corretto però non può essere detto chiaramente?
"Certo che c’è anche un problema legato all’immigrazione, non c’è dubbio. Io non sono contro i vaccini sia chiaro, ma credo che si debba affrontare questa questione con prudenza e ascoltando anche il parere di chi ha opinioni diverse. Poi è chiaro che noi, come del resto tutti gli europei, siamo esposti all’arrivo in massa di tante persone provenienti da luoghi che hanno abitudini molto diverse dalle nostre dal punto di vista igienico-sanitario e con una storia epidemiologica lontana da quella dei paesi europei. E’ giusto che lo Stato tuteli la salute pubblica e intervenga in merito, lungi da me dire il contrario, ma resto dell’idea che certe decisioni, come quella di imporre 12 vaccini che si configura a tutti gli effetti come una misura straordinaria, non possa essere presa a cuor leggero, oltretutto senza un dibattito in Parlamento e nel Paese e senza il coinvolgimento di esperti".

Altra accusa che viene rivolta è che alcune società pediatriche riceverebbero fondi da parte di importanti case farmaceutiche e questo è anche legittimo. Niente di illecito ma sedendosi nei tavoli ministeriali sono chiamate a proporre soluzioni. Ieri da Paragone è stata sollevata la questione. Che idea si è fatto?
"Questo è un circolo molto vizioso, anche perché alcune case farmaceutiche di una certa rilevanza mondiale non sono state purtroppo estranee a scandali. Strutture come queste che possono permettersi profitti miliardari, potrebbero anche imporre la loro volontà esercitando forti pressioni ai vari livelli. Bisogna stare molto attenti ad affidare la salute delle persone nelle mani di certe persone. Prima di trasformare il decreto della ministra Lorenzin in legge credo serva anche un’attentissima analisi sui fornitori dei vaccini per sgomberare ogni possibile sospetto e dubbio in merito. Finora il dibattito su questo tema è stato pressoché unidirezionale, a senso unico, giornali e televisioni hanno sostenuto solo ed unicamente le ragioni del Governo oscurando i pareri contrari. Credo che questo non sia accettabile e che, nell'interesse di tutti, serva un dibattito chiaro, obiettivo e alla luce del sole senza dividersi necessariamente fra favorevoli e contrari".

Tratto da: intelligonews.it

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