Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Back Sei qui: Home Alternativa Pace Un Parlamento Europeo rivoluzionato, ma come?

Alternativa

Un Parlamento Europeo rivoluzionato, ma come?

bandiera europeadi Giulietto Chiesa
Quella che uscirà dal voto del 26 maggio sarà un’Europa del tutto diversa da quella di oggi. Mai, come nel 2019, il parlamento uscente sarà diverso da quello entrante. Si delinea un terremoto. L’Italia sarà, di questo sconvolgimento, il protagonista principale

Il governo gialloverde è composto da due alleati molto diversi tra di loro ma entrambi euroscettici. Che rappresentano comunque assai bene l'umore popolare maggioritario, appunto, in senso euroscettico. Questo umore non cambierà da qui al 26 maggio e, se c'è qualche cosa da attendersi è che l'euroscetticismo aumenterà ancora.
Ma l'arena europea è ben diversa da quella italiana e gli schieramenti in campo non sono confrontabili con quelli di nessuno schieramento nazionale. Si richiedono alleanze a geometria e contenuti asimmetrici. Per esempio il Movimento Cinque Stelle (che è atteso in forte flessione rispetto ai risultati del 4 marzo 2018 in Italia), non solo porterà in Europa meno parlamentari di quelli della Lega (stando alle previsioni attuali, dopo le due tornate regionali in Abruzzo e in Sardegna, più o meno 20 contro 30), ma farà una grande fatica a costituire un gruppo decentemente omogeneo nel Parlamento Europeo.
È vero che Luigi di Maio ha dichiarato l'intenzione di formare un tale gruppo, ma al momento attuale conta sui suoi 20 seggi presunti; su un gruppo di destra polacco, il Kukiz-15 (3 seggi) e sullo Scudo Umano (ZiviZid) della Croazia (2 seggi). Altri due potenziali alleati, ma non è nemmeno detto che si aggiudicheranno seggi, sono il Partito Liberale di Finlandia (LiikeNyt) e il partito greco Akkel (agricolo). In tutto 25 seggi (3,5%) sui 705 complessivi del Parlamento e un numero di paesi inferiore a quello statutario europeo per costituire un gruppo, che è di sette paesi. Quindi perché l'euroscetticismo del 5Stelle possa contare qualche cosa nel Parlamento Europeo, bisognerà che trovi il modo di associarsi con un altro dei gruppi che si costituiranno.

Matteo Salvini ha già detto - scherzando solo in parte - che sarebbe ben lieto se i 5 Stelle confluissero nel suo gruppo europeo, ma la concorrenza tra i due partiti di governo in Italia non ne fa degli alleati in Europa. Al contrario. Dunque la questione rimane del tutto aperta e saranno gli elettori a scioglierla il 26 maggio.

Il fatto clamoroso è che la Lega, al contrario dell'alleato italiano, in evidente difficoltà, si avvia a candidarsi - anche se non da sola, ovviamente - a entrare nel governo europeo in posizioni di forza. Salvini non fa mistero del suo progetto di radunare un gruppo di 120-130 parlamentari di diversa origine e caratura, ma convergenti su un programma di grande rivolgimento rispetto alla maggioranza uscente CDU-Socialisti. Ci starebbero il Gruppo europeo delle Nazioni e delle Libertà, dentro il quale c'è Il Rassemblement National della Le Pen; ci sarebbero i Conservatori e Riformisti (con i polacchi di Legge e Giustizia); e i rimasugli dell'Europa della Libertà, ormai orfana dei parlamentari britannici che non ci saranno più. A tutti questi andrebbero aggiunti i 12-15 seggi potenziali di Alternative Fuer Deutschland, e il partito ungherese Fidesz.
Se tutto il piano dovesse realizzarsi, il gruppo di destra euroscettico potrebbe raggiungere un 17-20% del Parlamento Europeo, subito dietro il Partito Popolare Europeo che, in drammatico calo, potrebbe ancora contare sul 25% dei seggi. A questo punto, messi insieme, potrebbero avere, poco meno della metà dei voti in Parlamento e sarebbero comunque la coalizione più forte sul campo. In queste condizioni, come minimo, si può concludere che la coalizione uscente PPE-Socialisti sarà impraticabile. Molto dipenderà dai comportamenti degli altri paesi minori, ma sarà difficile anche tenere insieme questa complicata fisionomia. In molti casi siamo di fronte a partiti nuovi, la cui collocazione negli schieramenti europei è ancora interamente da definire. E altrettanto difficile sarà definire a chi andranno le maggiori cariche in seno alla Commissione. La nuova legislatura europea sarà senza dubbio la più difficile di tutte quelle che l'hanno preceduta.

Tratto da: it.sputniknews.com

Le recensioni di AntimafiaDuemila

NUDDU

NUDDU

by Pietro Orsatti

Un’inchiesta giornalistica senza apparente via di uscita e...

IL PADRINO DELL'ANTIMAFIA

IL PADRINO DELL'ANTIMAFIA

by Attilio Bolzoni

Un siciliano che è “nel cuore” di un...


FIGLI DEI BOSS

FIGLI DEI BOSS

by Dario Cirrincione

Questo è un libro di storie e di...

IL CASO MOBY PRINCE

IL CASO MOBY PRINCE

by Gabriele Bardazza, Francesco Sanna

Per la prima volta in un libro, i...


AMEN

AMEN

by Antonio Ferrari

L’attentato a Giovanni Paolo II e i molti...

LE ULTIME PAROLE DI FALCONE E BORSELLINO

LE ULTIME PAROLE DI FALCONE E BORSELLINO

by Antonella Mascali

Questo libro raccoglie i principali interventi, le interviste,...


HO UCCISO GIOVANNI FALCONE

HO UCCISO GIOVANNI FALCONE

by Saverio Lodato

La confessione di Giovanni Brusca Il pentito della trattativa...

LA MAFIA HA VINTO

LA MAFIA HA VINTO

by Saverio Lodato

La mafia ha vinto, le rivelazioni di Buscetta...


Libri in primo piano

il patto sporcoNino Di Matteo e Saverio Lodato

IL PATTO SPORCO

Il processo Stato-Mafia nel racconto di un suo protagonista




avanti mafia
Saverio Lodato

AVANTI MAFIA!

Perché le Mafie hanno vinto





collusi homeNino Di Matteo e Salvo Palazzolo

COLLUSI
Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano
a trattare con la mafia




quarantanni di mafia aggSaverio Lodato

QUARANT'ANNI DI MAFIA
Storia di una guerra infinitaa
Edizione aggiornata
Il processo per la Trattativa