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Alternativa

Io non ''prevedo'', ma ''analizzo'' i dati

fucili elmetti c imagoeconomicaIl giornalista Giulietto Chiesa risponde ad una telespettatrice di Pandora Tv

Gentile signor Chiesa, mi chiamo Arianna Ranieri e sono una telespettatrice (e ammiratrice) di Pandora Tv.
È da diverso tempo che guardo e mi interesso allo scenario mondiale e sono convinta che, come lei stesso da molto sostiene, sta per iniziare una guerra di proporzioni inimmaginabili.
Nonostante non abbia nessuna competenza in campo politico e finanziario, un'idea me la sono fatta.
Il teatro di questa prossima guerra penso che sarà il Medio Oriente e non solo per la già drammatica situazione siriana ma anche, e soprattutto, per le intenzioni e manovre di Israele.
È proprio di ieri la notizia che Israele vuole smantellare i tunnel costruiti da Hezbollah nel Libano del sud. Ma questa mossa non innescherebbe un nuovo conflitto?
Inoltre il premier Netanyahu ha fatto ricadere la responsabilità di queste costruzioni all'Iran. Mi chiedo allora se la battaglia, per ora a distanza, con l'Iran, si combatterà da ora in poi in Libano e non più in Siria (dove gli Usa hanno di fatto perso, e con loro Israele stesso).
E poi gli israeliani solo ora sono venuti a conoscenza di questi tunnel?
Penso che saranno proprio loro ad iniziare ufficialmente la guerra.
Lei riesce a prevedere le future mosse?
Ha un'idea, signor Chiesa, quando inizierà questo conflitto mondiale?
Nell'attendere una sua gentile risposta la ringrazio anticipatamente.

Cordiali saluti,
Arianna Ranieri.



Gentile Arianna, al posto di “sta per iniziare” io metterei questa espressione, che mi pare più attinente ai fatti: “siamo sulla via verso una spaventosa guerra”. Quali saranno le modalità con cui sarà combattuta è impossibile dire. So soltanto che verranno usate armi del tutto nuove, il cui carattere distruttivo sarà mostruosamente superiore perfino alle bombe atomiche. Armi dirette non contro gli eserciti ma contro le popolazioni civili. Per sterminarle. Le sue dimensioni saranno grandi, continentali. Non sto parlando di guerre locali, regionali, ma di qualcosa di peggio, di molto peggio. Il Pentagono ha emesso una nuova dottrina in cui si dice che ormai il “focus” non sarà più la guerra contro il terrorismo, ma la “guerra tra grandi potenze”. Questo dice già quasi tutto. Purtroppo quelli che conoscono (o ricordano) la seconda guerra mondiale pensano in quei termini antichi. È un gravissimo errore. Quella che si avvicina è una guerra che non ha quasi nulla a che vedere con la seconda guerra mondiale. Il livello delle distruzioni e dei morti sarà di diversi ordini di grandezza superiore.
Quali sono i tempi? Non penso a uno scontro immediato: le grandi potenze, in primo luogo gli Stati Uniti, hanno ancora paura di essere colpiti se attaccheranno la Russia e la Cina, o entrambe. Dunque si preparano a infliggere un colpo mortale per annientare il nemico. Ma sferreranno l’attacco solo quando penseranno di essere al riparo da un qualunque ritorsione. Il problema è aperto: quando si sentiranno al riparo? E saranno certi di esserlo? Ma il fattore tempo si accorcia e renderà irrazionali le decisioni. I segnali di panico sono già presenti e numerosi. Le crisi che si accumulano rendono instabile e fragile ogni razionale previsione. Sintomi di demenza sono leggibili direttamente sui documenti, sugli atti, nelle parole dei leader. Troppi sono coloro che possono innescare processi incontrollabili. Troppi “dottor Stranamore” sono in movimento. La natura stessa dell’ecosistema è fuori equilibrio e può produrre scenari che porranno i leader di fronte a decisioni drammatiche con poco o nessun tempo a disposizione per essere meditate. Dunque l’allarme è giustificato e credo debba essere diffuso. Ogni ottimismo è fuori luogo. Più gente avverte il pericolo, più l’attenzione delle opinioni pubbliche premerà su chi deve prendere le decisioni. Il tempo che ci resta prima del disastro si allungherà in proporzione diretta della pressione popolare contro i dementi che preparano la guerra.
Resta da capire “dove” può scoccare la scintilla. Può essere il Medio oriente. Ma può essere l’Europa stessa. Che è ormai divenuta una base militare in assetto di guerra. Una cosa è certa. La guerra si “combatterà” — ma anche questo termine è ormai obsoleto — in Europa. I primi scambi di colpi avverranno sul territorio Europeo. Si può ipotizzare (ma io penso con scarsissima probabilità) che lo scontro si limiti all’Europa. La maggiore probabilità è che la guerra in Europa precederà solo di qualche giorno, o di qualche ora, una guerra più vasta. Non si dimentichi che la Russia europea sarà colpita immediatamente. E reagirà non solo sull’Europa occidentale e orientale, ma sugli stessi Stati Uniti. Tutte le varianti intermedie (attacco contro l’Iran, per esempio) porteranno, con altissima probabilità, all’allargamento dello scontro. Analoghi scenari vi sarebbero in caso di attacco contro la Cina.
Non sono belle notizie, ma purtroppo sono notizie vere.

Giulietto Chiesa

Foto originale © Imagoeconomica

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