Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Back Sei qui: Home Alternativa Pace Ci sarà una maggioranza di governo in Italia?

Alternativa

Ci sarà una maggioranza di governo in Italia?

gentiloni paolo c reuters remo casillidi Giulietto Chiesa
Per decisione del governo Gentiloni, si andrà a votare il 4 marzo. Tempi microscopici. Velocità senza precedenti. In poco più di due mesi i cittadini, i movimenti, i partiti che volessero partecipare alle elezioni dovrebbero trovare molti soldi per un qualunque tentativo di raggiungere il quorum del 3%
Dovranno trovare in fretta e furia i loro candidati su tutto il territorio nazionale. Dovranno raccogliere decine di migliaia di firme a sostegno della loro lista. E queste firme dovranno essere "autenticate" da una ridotta serie di funzionari pubblici all'uopo autorizzati.
È subito evidente che gli unici a poter bypassare tutti questi ostacoli sono solo le forze che hanno già un gruppo parlamentare o in Senato. Sono il Partito Democratico di Renzi; Forza Italia di Berlusconi; la Lega di Salvini, e il movimento Cinque Stelle. Si è aggiunto recentemente anche un nuovo, quinto partito, Liberi e Uguali, formato dagli scissionisti "di sinistra" del PD e che ha incoronato suo improbabile leader il presidente del Senato, Pietro Grasso.
Ci sono due ousiders esterni e inconciliabili con questa "cinquina". In ordine di apparizione pubblica, si tratta della Lista del Popolo, e di Potere al Popolo. Ma dovranno fare tutta la trafila di cui sopra: impresa quasi titanica. I giochi sono tutti fatti, dunque? Non pare. Per lo meno dopo avere ascoltato Silvio Berlusconi dichiarare che, in caso non ci sia un vincitore, si dovrebbe tornare a votare "entro tre mesi". Nel frattempo ecco il "suggerimento" al Presidente della Repubblica Mattarella a non sciogliere il governo in carica, ricorrendo a Gentiloni per la gestione corrente, fino alle "seconde elezioni".
Strana idea ma significativa: una specie di martello a più usi che dovrebbe picchiare sulla testa di amici e nemici. Chiara ed evidente la paura di Berlusconi (e di Matteo Renzi, in caduta libera) che i 5 Stelle (anche loro in difficoltà, ma meno degli altri) riescano comunque ad assicurarsi il primo posto. Il disgusto verso la politica coinvolge ormai oltre la metà del corpo elettorale: in ogni caso riguarda gli altri partiti più di quanto non riguardi i 5 Stelle.
In tal caso Mattarella, a rigor di termini, dovrebbe incaricare il suo attuale leader, Di Maio, per la formazione di governo. Sarebbero grossi guai per Luigi Di Maio e per il suo movimento, visto che la possibilità di formare una qualunque maggioranza sarà estremamente difficile, per non dire impossibile. Ma anche una tale eventualità preoccupa Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, ormai sdraiati sull'idea (per loro obbligata) di una "grande coalizione". Finire secondo, o addirittura terzo, spaventa entrambi. Da qui esce la proposta di tenersi ben stretto Gentiloni per fargli svolgere il suolo di ponte: dal fallimento dell'elezione di marzo al secondo tentativo di giugno.
Ma la mossa di Berlusconi è stata anche una "martellata" contro Salvini che, non solo vuole fare il premier, ma che ha fretta di intascare la sua posizione di superiorità rispetto a Forza Italia. E da questo scalino vuole andare a trattare lui con Renzi. Infatti Salvini e la Meloni sono scattati come vipere inferocite dopo l'uscita di Silvio. Incerta è la prospettiva di "Liberi e Uguali", che sicuramente toglieranno a Renzi una discreta fetta del suo panettone. Ma che potrebbero poi fargli da stampella di fronte a uno o più pericoli provenienti dal fronte avversario.
Tutto è ancora aperto. E, data l'incertezza assoluta emergente da oltre la metà del corpo elettorale che, stando ai sondaggi, non andrebbe a votare, le sorprese saranno ancora molte. Silvio Berlusconi è ormai anziano, ma la sua percezione del pericolo è rimasta acuta. Gentiloni è la ciambella di salvataggio. Potrebbe però costargli l'alleanza con Salvini. Poi ci sono le incognite come quella della Lista del Popolo. Bastano pochi spostamenti reali per annullare tutti gli scenari di oggi.

Tratto da: sputniknews.com

Foto © REUTERS/Remo Casilli

Le recensioni di AntimafiaDuemila

IN NOME DEL FIGLIO

IN NOME DEL FIGLIO

by Jole Garuti

Il 6 agosto 1985 la mafia uccise a...

LA VERITÀ SUL PROCESSO ANDREOTTI

LA VERITÀ SUL PROCESSO ANDREOTTI

by Gian Carlo Caselli, Guido Lo Forte

Giulio Andreotti è stato assolto dall’accusa di associazione...


IL LINGUAGGIO MAFIOSO

IL LINGUAGGIO MAFIOSO

by Giuseppe Paternostro

In che modo un'associazione che ha fatto del...

MORTE DEI PASCHI

MORTE DEI PASCHI

by Franco Fracassi, Elio Lannutti

La vicenda che ruota intorno al Monte dei...


FIUMI D'ORO

FIUMI D'ORO

by Nicola Gratteri, Antonio Nicaso

10 luglio 1973: viene rapito a Roma John...

IL CASO DAVID ROSSI

IL CASO DAVID ROSSI

by Davide Vecchi

Le ultime ore di vita di David RossiLa...


UNO SBIRRO NON LO SALVA NESSUNO

UNO SBIRRO NON LO SALVA NESSUNO

by Giacomo Cacciatore

Questo libro racconta la vera storia della scomparsa...

CARLO ALBERTO DALLA CHIESA. UN PAPÀ CON GLI ALAMARI

CARLO ALBERTO DALLA CHIESA. UN PAPÀ CON GLI ALAMARI

by Simona dalla Chiesa

"Un papà con gli alamari" non è una...


Libri in primo piano

collusi homeNino Di Matteo e Salvo Palazzolo

COLLUSI

Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano
a trattare con la mafia



quarantanni-di-mafia-agg
Saverio Lodato

QUARANT'ANNI DI MAFIA
Storia di una guerra infinita
Edizione aggiornata
Il processo per la Trattativa


il ritorno del principe homeSaverio Lodato
Roberto Scarpinato


IL RITORNO DEL PRINCIPE
La criminalità dei potenti
in Italia



ho ucciso giovanni falcone homeSaverio Lodato

HO UCCISO
GIOVANNI FALCONE

La confessione
di Giovanni Brusca