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Alternativa

2017. Che fare?

ideeUn botta e risposta di Giulietto Chiesa con un lettore. Con quali soggetti unirsi? Intanto c'è un 'alleato': la crisi. Sempre più gente comincia a capire e a muoversi

Ciao Giulietto, un'informazione, dato che ti seguo da molto e ascolto e approfondisco le tue teorie, volevo chiederti una cosa. Ma creare un movimento con tutti quelli che la pensano come te e Fusaro? e far cessare una volta per tutte queste oppressioni mentali e fisiche contro il popolo?
Molta gente vi segue e credo che la scesa in campo di voi due non sarebbe male, anzi, potrebbe portare molti vantaggi sia nel nostro paese (Italia) ma anche all'estero. Chi ti segue è contro il "nuovo ordine mondiale" e contro anche una parte della globalizzazione violenta.
Credo che qualcosa si potrebbe fare, ma servirebbe la collaborazione da parte di tutti.
Lo chiedo a te perché hai le basi e la gente che ti segue e quindi si potrebbe fare qualcosa perché da soli non abbiamo dove andare.
Fammi sapere che ne pensi.

Alessio Cossentino



Caro Alessio,

come al solito rispondo e te perché esprimi un parere diffuso. Quindi, rispondendo a te, rispondo a molti. Tu nomini me e Fusaro. Altri citano me (perché scrivono a me) e molti altri potenziali (secondo loro) interlocutori. Sono sicuro che alcuni di questi, forse tutti, stanno ricevendo lettere analoghe e inviti simili.
La questione è sul tappeto da tempo. Perché non ci uniamo? Il fatto è che non ci uniamo. La mia risposta è abbastanza semplice: non ci uniamo perché, pur essendo tutti variamente critici del sistema, non abbiamo una interpretazione comune della crisi mondiale.
Peggio: molti di coloro che sono critici, la crisi mondiale nemmeno la vedono. Per esempio non vedono l'avvicinarsi della guerra. Per esempio non capiscono che l'informazione, la comunicazione, la cultura sono decisive per la vittoria, ma sono in mano al nemico. E, se la vedono, ciascuno ha la sua versione speciale, alla quale non intende rinunciare a nessun costo.
La gran parte dei "guru", inoltre, non ha nessuna intenzione di agire di concerto con altri. Etc.
Questa è una lista sintetica di motivi che impediscono l'unione delle forze.
La prima cosa da fare sarebbe cominciare a lavorare per definire una piattaforma unitaria. Ma ogni tentativo fino ad ora fatto (da me insieme ad altri) è finito nel nulla o molto presto. Alcuni ancora ricorderanno l'esperimento di "Uniti e Diversi" del quale fui uno dei fondatori.
Durò un anno, poi - nonostante i miei sforzi - i cinque o sei gruppi che lo avviarono si separarono in silenzio. Fu il miglior risultato possibile. Tutti gli altri sono finiti tra feroci polemiche, e accuse reciproche. Cioé peggio.
Io sto lavorando a quattro progetti "unitari": Pandora tv, informazione democratica; il CNGNN (Comitato No Guerra No Nato). A questi due progetti se ne aggiungono, per me, ora, altri due: quello ispirato da Paolo Maddalena, ex vice presidente della Corte Costituzionale, che si propone di costruire un movimento per "l'attuazione della Costituzione". E il recente WAC (Web Activists Community), che si propone di costruire una comunità di attivisti del web, per difendere il movimento grande dell'informazione anti-mainstream.
Come puoi vedere si tratta di tentativi (in azione, sperimentali, ma non solo teorici) trasversali, cioé tendenti a costruire quella che io chiamo "una vasta alleanza democratica e popolare", non solo e non necessariamente, "di sinistra".
Penso che un nuovo "partito" sarebbe oggi impopolare e impossibile, proprio perché ancora non esiste una visione unificata. Ma questo non significa che si debba rimanere fermi. Significa solo che è il momento di tessere proprio quella convergenza su obiettivi comuni che ancora non esiste. Gli esempi che ho indicato sono proprio funzionali a farla crescere e ad aprire veri e propri fronti di lotta. Cioé non aspetto il sole dell'avvenire, come fanno in molti, perduti in geremiadi interminabili, ma sostanzialmente immobili a guardarsi l'ombelico.
Non mi faccio illusioni, sarà difficile. Ma ho un alleato: la crisi. Sempre più gente comincia a capire e a muoversi. Dieci anni fa il problema era già aperto, ma eravamo cento volte più piccoli e più impotenti. E verrà presto il momento in cui ci saranno le condizioni per unire un grande numero di persone pulite, competenti, oneste e desiderose di dare battaglia.
È quello che avrebbe dovuto fare (io mi auguravo che lo facesse) il Movimento 5 Stelle. Pazienza, lo faremo noi. Io sono convinto che non si potrà cambiare l'Italia da soli. Nessuno può farlo. Chi lo pensa ignora la democrazia e la politica.
Beppe Grillo ha ormai dimostrato che non intende rinnovare il paese. I rapporti di forza possono essere cambiati solo dall'azione congiunta di componenti diverse, ideali, politiche, morali, religiose, spirituali. Appunto con uno schieramento simile a quello che costruì la Costituzione del nostro paese.
Ecco un compito pratico che dev'essere affrontato. I quattro esempi che ho qui portato sono già esistenti, e si possono rafforzare. Datemi una mano, tutti voi che mi chiedete di "scendere in campo": aderendo, aiutando questi esperimenti di unità, partecipandovi.
La questione - giusta - che ponete non si risolve stendendo alleanze con questo o quel "guru" più o meno popolare sul web.

Cordiali saluti,

Giulietto Chiesa

Tratto da: megachip.globalist.it

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