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Perle ai pirla

NEWS 228583da megachip. globalist.it - 3 gennaio 2015
I presunti anti-bufala rimangono vittime di una clamorosa auto-bufala. È successo a "Perle Complottiste", un sito che ogni anno assegna un solenne premio dagli intenti beffardi, il Perlone, a qualcuno che reputa autore di notizie false diffuse in base a un pregiudizio "complottista". In realtà il sito vede in Giulietto Chiesa un bersaglio costante, cui dedica lo stesso tipo di perseveranza e ragionevolezza che i manuali penali, ma soprattutto psichiatrici, definirebbero 'stalking'. La cosa, chissà perché, piace molto ai cosiddetti 'debunker' a contratto.

Ebbene, anche per l'assegnazione del 'Perlone 2014' il sito ha appena proposto al ludibrio dei suoi lettori la figura di Chiesa, considerando i contorni della vicenda del suo arresto extralegale - avvenuta il 15 dicembre in Estonia - come «l'ennesima fandonia partorita dal baffone». Non importa, alla Fabbrica dei Perloni, che diversi gruppi parlamentari, l'Autorità della politica estera europea, l'Ordine dei giornalisti, ecc., siano intervenuti e abbiano protestato contro un arresto che ha impedito a un cittadino europeo nel pieno dei suoi diritti di partecipare come relatore a un dibattito politico. Non importa che l'ambasciatore italiano in Estonia sia dovuto intervenire per far liberare Chiesa, pur non riuscendo a impedire che saltasse la conferenza a cui il giornalista era stato invitato. Non importa che l'ambasciatrice estone a Roma, Celia Kuningas, sia stata convocata alla Farnesina. Il sito degli sbufalatori - con sprezzo assoluto del ridicolo - ha deciso che non è vero, e per dimostrare il suo sensazionale scoop, usa il suo solito taglia-e-cuci: qui decontestualizza una frase, lì inserisce un pregiudizio paranoico, poi un insulto e un'accusa gravissima di malafede, là ancora trascura elementi decisivi che farebbero emergere la verità (che anche un cronista alle prime armi troverebbe), e infine - ciò che conta - somministra al lettore una notizia falsa: insomma, confeziona una bufala che più bufala non potrebbe essere, un'intossicazione giornalistica, sebbene dilettantesca.

Gli va comunque bene, perché - anche se sembra incredibile - ci sono giornalisti che ogni tanto si danno di gomito citando come roba potabile il liquame che esce da "Perle Complottiste": ai mediocri piace quel tono satirico bolso che non riesce mai a ingranare la marcia, un'ironia inceppata da capufficio che si sforza di raccontare una barzelletta col tono del castigamatti di provincia, ma fa ridere solo i colleghi più rozzi e quelli più a loro agio nel branco.
Cos'hanno fatto stavolta gli Uomini in Nero da sottoscala? Ci siamo permessi di offrire a futura memoria la schermata della loro ricostruzione dell'arresto di Chiesa così come appare nel post pubblicato il 1° gennaio 2015 sul loro sito.


Per chi non ha voglia di consumarsi gli occhi sulla schermata trascriviamo più giù il testo. Una vera perla.
 
Da "Perle Complottiste" del 1° gennaio 2015:


 
Infatti Giulietto Chiesa è stato arrestato dalle autorità dell'Estonia dove si trovava per una conferenza intitolata "La Russia è nemica dell'Europa?". Persino in questa circostanza Giulietto Chiesa è riuscito a dare sfoggio della sua capacità di dire baggianate.
In una intervista al Giornale, Chiesa ha spiegato che si è trattato di un "arresto preventivo" per impedirgli di parlare delle vicende che riguardano i rapporti tra Europa e Russia:
[...]
E quando è stato rilasciato, dopo alcune ore, ha parlato di "deriva fascista" in Europa:
Un commento piuttosto curioso, considerato che la Storia insegna che certi metodi sono propri tanto dei regimi fascisti quanto di quelli comunisti per non parlare delle varie teocrazie in generale.
In più di un'occasione, come testimoniano le Perle che gli abbiamo dedicato in questi anni, il nostro amatissimo baffone è riuscito nella non facile impresa di smentire da sé le baggianate che andava raccontando. Questa volta è stato attento a non cadere in contraddizioni ma il povero Giulietto è perseguitato dalla mala sorte: ci ha pensato la moglie a smentirlo, parlando della vicenda sul quotidiano Repubblica:
 
 
Terminata la conferenza, il programma di Chiesa prevedeva il rientro in albergo e quindi lo spostamento alla stazione ferroviaria per prendere un treno diretto a Mosca. Una volta rientrato in albergo, l'ex europarlamentare è stato però raggiunto dalla polizia estone che gli ha comunicato che era in "stato di arresto" e sarebbe stato "espulso entro 48 ore".
 
Quindi Giulietto Chiesa è stato arrestato DOPO aver parlato alla conferenza, non prima, come ha tentato di far credere. E pertanto la sua storiella dell'arresto "preventivo" per evitare che parlasse, è stata l'ennesima fandonia partorita dal baffone.
Non si capisce bene se Chiesa sia stato espulso per essere entrato illegalmente in Estonia (come riportano alcune fonti) o per essere stato dichiarato persona non gradita dal governo estone.
E' molto probabile che Chiesa conosca la verità ma, visti i suoi precedenti, non possiamo fare alcun affidamento su ciò che racconta.
Di sicuro non si è trattato di un arresto preventivo per impedirgli di parlare e se le autorità estoni hanno ritenuto di liberarsene, avranno avuto i loro buoni motivi.
Sta di fatto che non possiamo esimerci dal candidare Chiesa anche per l'edizione 2014 del Perlone.
 
Bene, avete letto tutto? Notare che tutto l'impianto acrobatico della calunnia di 'Perle Complottiste' si regge su una prova regina ridicola, ossia la schermata di un articolo redazionale apparso nelle ore dell'arresto, quando le notizie non erano ancora precise e il redattore online di Repubblica.it interpolava i lanci d'agenzia. A quell'articolo sono seguiti nei giorni successivi, su diversi quotidiani, i reportage degli inviati e dei corrispondenti che avevano verificato l'esatta sequenza delle notizie, come ad esempio ha fatto l'articolo di Nicola Lombardozzi sull'edizione cartacea di "Repubblica" del 16 dicembre, intitolato «Arrestato in Estonia Giulietto Chiesa, la protesta dell'Italia», che spiega inequivocabilmente: «L'arresto ha di fatto cancellato un appuntamento nel quale sarebbero stati affrontati temi non graditi al governo locale.» E altrettanto hanno scritto gli altri corrispondenti ed editorialisti che hanno verificato la notizia. Cosa che invece non si son curati di fare i pirla di Perle, che si guardano bene anche dal citare la valanga di articoli che hanno smentito per settimane il loro stupidario.
 
C'è anche una perla nella perla, quando i pirla scrivono: «Non si capisce bene se Chiesa sia stato espulso per essere entrato illegalmente in Estonia (come riportano alcune fonti)».
Come sarebbe a dire "entrato ILLEGALMENTE"? Fino a prova contraria, anche per l'Estonia, in quanto paese membro dell'Unione europea, vale pienamente la Direttiva 2004/38/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri.
Solo dei disonesti non riconoscono che Chiesa è stato fermato violando le leggi europee, con un provvedimento che gli è stato notificato solo verbalmente, o descritto in una nota del governo estone, ma senza mai un riferimento a un protocollo, a un atto preciso che tutti possano leggere. Dopo settimane siamo ancora a quel punto. A chi ama la compagnia di "Perle Complottiste" e l'olio di ricino può bastare la loro spiegazione: «se le autorità estoni hanno ritenuto di liberarsene, avranno avuto i loro buoni motivi». Fra squadristi non sarà ancora scoccato l'amore, ma la reciproca comprensione è dunque già a buon punto. Auguri e figli nazi.
Rimane l'assegnazione dell'inutile Perlone. Possiamo chiudere un occhio e non considerare un conflitto d'interessi il fatto che i tenutari di Perle Complottiste decidano di assegnarlo a se stessi. Non sarebbero credibili nemmeno in questa remota ipotesi, ma almeno avrebbero un guizzo diverso dal marrone.
 
Tratto da: megachip.globalist.it
  

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