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Alternativa

Quanto, cosa, per chi (e se) produrre

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di Ettore Macchieraldo – Megachip - 6 aprile 2011.

Sabato 2 aprile si è svolto a Torino, presso la Cascina Roccafranca, un importante seminario sul tema del lavoro, organizzato da Uniti e Diversi.


Obiettivo di Uniti e Diversi è dar vita ad un percorso in grado di portare alla nascita di un nuovo soggetto politico, del tutto esterno ai partiti esistenti, capace di proporre un governo della transizione verso una nuova società che ripudi l'attuale consumo insensato delle risorse, che porta alla devastazione dell'ambiente e della stessa natura umana, oltre che del tempo vitale degli individui. Quello di sabato era il primo appuntamento di questo percorso.

La giornata si è divisa in tre parti.

La prima, condotta da Giulietto Chiesa, ha visto dibattere Maurizio Pallante, Marino Badiale, Monia Benini e Giorgio Airaudo.

Nella seconda parte Giulietto Chiesa ha raccolto le domande e gli interventi del pubblico trascritti su pezzi di carta, li ha distribuiti ai relatori per stimolare delle risposte e ha provveduto egli stesso a dibattere prendendo spunto dai “pizzini”.

La terza e ultima parte è avvenuta nel pomeriggio con la suddivisione in gruppi di 20 persone. Ogni gruppo affrontava il tema del lavoro sotto diversi punti di vista, coerenti con l’impostazione dei relatori della mattinata.

La partecipazione è stata notevole. Almeno duecento persone hanno preso parte attivamente alle varie fasi della giornata. L’impressione diffusa era quella di assistere a interventi di buona qualità. Positivo anche il giudizio sull’utilità del confronto all’interno dei gruppi.

I relatori hanno affrontato le tematiche legate al lavoro e alla decrescita partendo da punti di vista diversi.

Pallante ha motivato per quali ragioni non si deve distinguere la fase attuale di recessione, dovuta a una sovrabbondanza di merci, da quella della decrescita. «È come confondere chi muore di fame con chi decide di fare una dieta» e ancora: «Lo sviluppo delle tecnologie della decrescita è la strada maestra per uscire dalla recessione e accrescere l’occupazione, non come un obiettivo in sé, ma come conseguenza di lavori che hanno un senso perché consentono di migliorare la qualità della vita riducendo l’impronta ecologica, il consumo di risorse, l’impatto ambientale e la produzione di rifiuti delle attività con cui gli esseri umani ricavano dalla natura le risorse da trasformare in beni e in merci che sono beni. Se le tecnologie finalizzate ad aumentare la produttività finalizzano il fare umano a fare sempre di più, le tecnologie della decrescita connotano il fare umano come un fare bene e lo finalizzano alla possibilità di contemplare ciò che si è fatto.»

Badiale ha esposto tesi che completano lo scenario descritto da Pallante. Per governare la transizione che porta a una società in cui sono attuate politiche “decresciste” è necessario redistribuire il reddito in maniera più equa. Tale redistribuzione può essere fatta solo in presenza di un intervento pubblico e statale massiccio. «Il problema principale non sarà quello della penuria di beni: produciamo talmente tante merci inutili che alcune iniziali misure di decrescita nei loro confronti non produrranno penuria di beni. Il vero problema sarà quello dell'occupazione. E' chiaro infatti che, se lasciamo fare alle leggi del mercato, la decrescita significa disoccupazione. Infatti nel mercato l'occupazione è l'occupazione dei salariati che producono merci che devono essere vendute».

Il ruolo dello Stato dovrà esercitarsi direttamente nell’economia: «c'è un enorme bisogno di lavoro per ricostruirne le fondamenta fisiche e morali. C'è bisogno di un lavoro di riadattamento ecologico del patrimonio edilizio, c'è bisogno di un lavoro di manutenzione e arricchimento della rete ferroviaria, e in generale di un grande lavoro di manutenzione delle infrastrutture del paese. C'è poi un enorme bisogno di servizi sociali efficienti e gratuiti. Tutte queste necessità possono dar lavoro a tutti i disoccupati attuali e a tutti quelli che verranno creati dalle misure politiche “decresciste”.

Ma il mercato non è in grado di occupare questi disoccupati, e occorrerà quindi l'intervento dello Stato. Lo Stato deve assumere i disoccupati per far loro fare tutti i lavori di cui il paese ha bisogno.»

Infine ha parlato Airaudo, della segreteria nazionale della FIOM. Il suo è stato un intervento da interlocutore. Non è, infatti, tra i firmatari del documento Uniti e diversi, ma si è trovato a proprio agio con gli altri relatori e con la platea.

Ha dimostrato grande interesse verso i temi della transizione e della decrescita, declinandoli con quelli tipicamente sindacali che riguardano la possibilità per i lavoratori di poter decidere quanto, per cosa e per chi produrre. In questo c’è il nocciolo della battaglia per la democrazia sui luoghi di lavoro di cui la FIOM è certamente capofila.

Il discorso di Airaudo ha chiarito che all'interno della FIOM c'è un dibattito aperto intorno alle questioni che stanno a cuore a tutte le componenti di Uniti e diversi: fine dell'attuale modello di sviluppo, decrescita, transizione. Naturalmente vi sono posizioni diverse, ma esiste una parte rilevante del sindacato che si pone già su posizioni molto avanzate.

Insomma il bilancio della giornata è nettamente positivo.

Il seminario di Torino lascia impressioni positive sia sulla partecipazione e qualità dei partecipanti (confermata dalla serietà delle domande scritte pervenute), sia come contenuti. Il discorso di Airaudo apre ampie possibilità di interlocuzione con un settore cruciale del mondo operaio e sindacale.

La relazione di Pallante costituisce un contributo notevole allo stesso discorso programmatico di Uniti & Diversi.

A livello di programmi U&D conferma di essere un contenitore utile. «Il seminario di Torino - dichiara Giulietto Chiesa - ha dimostrato che questo arco di compagni di strada ha un importante valore. È un segmento della “voragine” dei non rappresentati che può diventare molto produttivo e proficuo.»

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Sono disponibili le prime relazioni del seminario di Torino del 2 aprile 2011, tenutosi resso la Cascina Roccafranca in via Rubino 45,  DECRESCITA e LAVORO, di Marino Badiale e Maurizio Pallante.

Si possono leggere sul sito di Uniti e Diversi e scaricare cliccando nel menu in alto alla voce RELAZIONI.

Gli altri materiali saranno resi disponibili non appena pronti.

Buona lettura.

Tratto da: megachip.info

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