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Processo trattativa Stato-Mafia

Processo trattativa, anche il Pg chiede la riapertura del dibattimento in appello

Le difese rappresentano le eccezioni di competenza
di Aaron Pettinari

Come era prevedibile anche al processo d'appello sulla trattativa Stato-mafia le difese degli imputati tornano a giocarsi le carte dell'eccezione di competenza e per materia, nel tentativo di spostare il processo in altrasede (Caltanissetta o Roma) o di fronte ad un'altra Corte (sostenendo che la competenza sia del Tribunale). Ma c'è anche chi ha avanzato la nullità del decreto che ha disposto il rinvio a giudizio oltre che una richiesta di nullità per la mancata partecipazione degli imputati nella famosa udienza al Quirinale, predisposta per ascoltare la testimonianza del Capo dello Stato Giorgio Napolitano. Un'udienza che si è tenuta rigorosamente a porte chiuse alla presenza della Corte, dei magistrati dell'accusa e degli avvocati difensori. Tutte questioni su cui la Corte d'Assise in primo grado era intervenuta. Adesso a decidere dovrà essere anche il Presidente della Corte d'Assise d'appello Angelo Pellino (coadiuvato dal giudice a latere Vittorio Anania) ma solo dopo aver sentito le controdeduzioni della Procura generale sul punto. Sul punto il Pg Giuseppe Fici ha già detto che sarà in grado di intervenire alla prossima udienza, prevista per l'11 luglio, mentre oggi ha rappresentato quegli elementi che, a suo parere, dovranno essere approfonditi se la Corte approverà la richiesta di riapertura del dibattimento.
"In questi mesi ci sono state trasmesse da altre autorità giudiziarie degli atti che possono essere ritenuti di interesse per questo processo - ha esordito in principio - si tratta di dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Giovanni Brusca al Procuratore della Repubblica di Palermo, ma anche di dichiarazioni rese dal collaborante Francesco Squillaci al Procuratore di Catania e le ultime rilasciate da Filippo Salvatore Bisconti alla Procura di Palermo per cui chiediamo l'acquisizione dei verbali e, qualora non vi fosse il consenso, l'audizione degli stessi".

Brusca e l'orologio di Berlusconi
Il verbale a cui si fa riferimento che riguarda Brusca, imputato nel processo, è quello in cui, nell'ottobre 2018, l'ex boss di San Giuseppe Jato ha riferito di aver appreso nel 1995 da Matteo Messina Denaro che Giuseppe Graviano si era incontrato con Silvio Berlusconi e che quest'ultimo aveva al polso un orologio di grande valore. "Il nostro ufficio ha compiuto un accertamento a riscontro delle parole di Brusca audendo un altro collaboratore che fu presente a quell'incontro con Messina Denaro, Vincenzo Sinacori - ha detto Fici - l'esito è che il ricordo di Brusca non è confermato se non nella circostanza che effettivamente quel tipo di incontri con Messina Denaro vi erano stati ma non a Dattilo ma in un altro paesino in cui il boss trapanese trascorreva la latitanza. Il verbale di Sinacori è dell'11 aprile 2019. Ne chiediamo l'acquisizione o in alternativa l'audizione di entrambi per scandagliare questa circostanza". Ma i motivi per sentire eventualmente l'ex boss di San Giuseppe Jato non si esauriscono sul punto. "Brusca lo abbiamo sentito nel processo Mannino, in abbreviato - ha ricordato Fici - in quell'occasione è stato anche messo a confronto con Gioacchino La Barbera per cercare di chiarire la tempistica sul progetto di attentato contro il politico Dc perché il primo parla del periodo che va tra giugno e luglio 1992, l'altro ad ottobre. Su questa questione il confronto non è riuscito a dipanare il dubbio. Anche in questo caso chiediamo l'acquisizione delle trascrizioni dibattimentali o in alternativa l'audizione dei teste anche perché durante l'esame in abbreviato sono emersi elementi di interesse. Sempre Brusca ha riferito la circostanza che Mannino fosse ritenuto un traditore e che in passato questi si era messo a disposizione di Cosa nostra per favorire l'aggiustamento del Processo Basile tramite un contatto con il notaio Ferraro di Castelvetrano, ritenuto vicino a Messina Denaro. Su questo aspetto pronunciamo anche le sentenze dei processi Basile e quelle Ferraro e Carnevale per spiegare il perché Cosa nostra poteva confidare nell'esito benevolo del maxi processo salvo poi intuire che le cose si stavano mettendo male dopo l'intervento di Falcone in Cassazione".
Per quanto riguarda le dichiarazioni di Squillaci, datate 30 maggio e 29 settembre 2018, il sostituto procuratore generale ha semplicemente rappresentato che riguardano l'imputato Marcello Dell'Utri, per cui si dovrà valutare la richiesta istruttoria, mentre quelle di Bisconti, come era già emerso al processo Mannino, riguardano proprio l'ex ministro Dc. "Le dichiarazioni di Bisconti - ha detto il Pg - sono solo atti a disposizione delle parti perché a nostro avviso queste dichiarazioni, rese il 14 ed il 21 marzo 2019, in cui Bisconti dice che tanti anni fa, in un contesto detentivo, ebbe a sapere che Mannino era punciuto non aggiungono nulla più di quanto detto dai giudici di primo grado nei suoi riguardi".

Le richieste di acquisizione di documenti
Altro aspetto affrontato è la richiesta di acquisizione documentale che già i difensori avevano espresso nelle precedenti udienze. "Per quanto concerne le sentenze passate in giudicato riteniamo che nulla si possa osservare - ha detto chiaramente Fici - a nostro avviso diventa anche necessario acquisire altri documenti come le testimonianze in altri processi di Subranni, Mannino e Contrada per chiarire se vi sia stato l'incontro a cui si riferisce la sentenza che cita l'agenda di Contrada. In caso non vi sia il consenso allora si chiederebbe l'esame degli stessi sul punto nel momento in cui due affermano che tale incontro vi era stato ed uno (Subranni, ndr) dice di non aver mai incontrato Contrada con Mannino".
Tra i documenti di cui è stata chiesta l'acquisizione vi è anche il decreto di archiviazione del Gip sulle indagini con l'accusa di favoreggiamento nei confronti del generale dei carabinieri oggi in pensione, Antonio Subranni e con l'accusa di falso per i sottufficiali che all’epoca condussero la perquisizione a casa Impastato: Carmelo Canale, Francesco De Bono e Francesco Abramo. Un decreto in cui non mancano giudizi severi sulle condotte compiute dai militari durante le indagini.
Infine il Pg si è opposto a tutte le richieste di audizioni avanzate dalle difese Mori, De Donno e Subranni (tra cui compare anche il nome di Vladimir Putin) mentre non ha detto no alla richiesta di acquisizione di alcuni documenti tra cui alcune "annotazioni di Pg" che sarebbero state consegnate alla Procura di Palermo, nelle figure dei magistrati Lo Forte e Falcone, già nel 1990 in cui “riportando un'intercettazione si fa il nome di Mannino”. "Questa annotazione - ha detto oggi Fici - viene ritenuta fondamentale dalla difesa - come se fosse il documento chiave che, al di là di ogni dubbio, dimostra che la Procura di Palermo fu informata della presenza di politici e non fu mai omesso alcunché. Ma non è altro che un'annotazione di servizio, una segnalazione di un'attività per chiedere all'ufficio requirente la proroga di determinati decreti di intercettazione. Credo che negli atti del dibattimento vi sia un documento forse più significativo nella misura del decreto di archiviazione del Gup di Caltanissetta dove si parla delle due informative presentate dai militari e si dice che quanto viene rappresentato nel febbraio 1991 è ben poca cosa rispetto a quanto viene depositato nel 1992. Questa è la doppia refertazione. Una 'light' e l'altra 'strong'. E' un dato certo che i carabinieri, nonostante le centinaia di intercettazioni a disposizione, hanno repertato un'informativa dove venivano omessi certi nomi poi rappresentati nella diversa informativa dei 18 mesi successivi".
Il processo è stato infine rinviato all'11 luglio quando il pg dovrà esprimersi sulle altre posizioni e richieste delle difese, tra cui quella dei legali di Marcello Dell'Utri, che hanno chiesto la riapertura dell'istruttoria dibattimentale per sentire l'ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Al termine delle varie deduzioni e controdeduzioni la "palla" tornerà alla Corte che dovrà esprimersi su tutte le richieste. L'idea generale è quella di concludere questa prima fase prima della pausa estiva con l'ultima udienza prevista il 22 luglio.

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