Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Back Sei qui: Dossier Processo trattativa Stato-Mafia Processo trattativa, chieste le condanne per gli imputati

Processo trattativa Stato-Mafia

Processo trattativa, chieste le condanne per gli imputati

di Lorenzo Baldo e Aaron Pettinari - Video
15 anni chiesti per Mori, 12 per Dell’Utri, Subranni e De Donno. 16 anni per il boss Bagarella e 12 per Cinà. Ancora chiesta condanna di Mancino (imputato per falsa testimonianza) a 6 anni. Per Ciancimino chiesta condanna per il reato di calunnia.

I pm del processo trattativa Stato-mafia, Nino Di Matteo, Vittorio Teresi, Francesco Del Bene e Roberto Tartaglia hanno concluso oggi la propria requisitoria presentando alla corte le richieste di pena. In particolare, per il reato contestato con l’art.338 (minaccia e violenza a Corpo politico dello Stato, ndr) è stata richiesta la condanna a sedici anni per il boss Leoluca Bagarella, cognato del padrino corleonese Riina deceduto, e a dodici anni per Antonino Cinà, medico fedelissimo di Riina. Per lo stesso reato è stato chiesto il “non doversi procedere” per intervenuta prescrizione a Giovanni Brusca mentre sono state chieste le condanne per l’ex capo del Ros Antonio Subranni (12 anni), il suo vice del tempo Mario Mori (15 anni) e l’allora capitano Giuseppe De Donno (12 anni).



Di minaccia a Corpo politico dello Stato era anche accusato Marcello Dell'Utri, ex senatore di Forza Italia che già sta scontando una condanna a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Per lui i pm hanno chiesto la condanna a 12 anni. L’accusa ha anche chiesto la condanna a 6 anni per l’ex ministro Nicola Mancino che rispondeva del reato di falsa testimonianza. Inoltre hanno chiesto la condanna a 5 anni per il reato di calunnia nei confronti di Massimo Ciancimino mentre hanno chiesto di dichiararsi il “non doversi procedere per intervenuta prescrizione” per il reato di concorso in associazione mafiosa in quanto “ritenuto conclusosi in data 15 gennaio 1993”. Infine è stato dichiarato il “non doversi procedere” nei confronti del capomafia defunto, Totò Riina.
Prima di effettuare le richieste di pena il sostituto procuratore Teresi ha dichiarato: “Sono stati messi in fila fatti che abbiamo cercato di raccogliere nel pieno rispetto delle norme di legge. Come in un puzzle abbiamo preso queste tessere e le abbiamo messe insieme. Come in un puzzle ogni singola tessera non fa vedere il quadro generale ma diventa rilevante e importante soltanto se si incastra perfettamente in quello che sarà il quadro generale.

teresi pool requisitoria 20180126

Noi siamo convinti che tutte le tessere che abbiamo ricostruito ed abbiamo offerto, a partire dagli anni Settanta fino ai fatti alla metà degli anni Novanta, siano tutte tessere che si incastrano in un disegno unico, esclusivo ed univoco di un quadro di insieme che ha a che fare con i reati contestati. Un quadro di insieme nel quale qualche tessera è sporca di sangue di quelle vittime delle stragi. Fatti che hanno avuto a che fare in qualche modo con le stragi. Possiamo dire che la strage di Capaci è una strage consumata per vendetta e per fermare quella grande evoluzione normativa che Falcone aveva impresso all’interno del Ministero..
. Una strage di conservazione per contrasto ed innovazione. Falcone è l’ultima strage della Prima Repubblica. I fatti poi si sono evoluti. Paolo Borsellino probabilmente era visto come un ostacolo al cambiamento che si voleva e si pensava al momento in cui è stata fatta l’ignobile trattativa. E probabilmente la strage di via d’Amelio è la prima strage della Seconda Repubblica. Poi hanno seguito le altre”.

In foto di copertina da sinistra: Mario Mori, Nicola Mancino e Marcello Dell'Utri

ARTICOLI CORRELATI

Trattativa, Di Matteo: ''Cercato la verità con orgoglio nel rispetto della legge''

Leggi tutti gli articoli sul Processo Trattativa Stato-Mafia

Le recensioni di AntimafiaDuemila

GIUSTIZIA DIVINA

GIUSTIZIA DIVINA

by Emanuela Provera, Federico Tulli

"In parrocchia arrivò un sacerdote che, a mio...

IL GIORNO DEL GIUDIZIO

IL GIORNO DEL GIUDIZIO

by Andrea Tornielli, Gianni Valente

Il tentato "golpeˮ contro Francesco esplode come "bomba...


PALERMO CONNECTION

PALERMO CONNECTION

by Petra Reski

Palermo Connection inaugura una nuova serie di gialli...

STORIA SEGRETA DELLA ‘NDRANGHETA

STORIA SEGRETA DELLA ‘NDRANGHETA

by Nicola Gratteri, Antonio Nicaso

Se un tempo i suoi affiliati andavano a...


UN MORTO OGNI TANTO

UN MORTO OGNI TANTO

by Paolo Borrometi

"Ogni tanto un murticeddu, vedi che serve! Per...

LA BESTIA

LA BESTIA

by Carlo Palermo

2 aprile 1985: l'auto che porta Carlo Palermo...


IL CORAGGIO DI DIRE NO

IL CORAGGIO DI DIRE NO

by Paolo De Chiara

È la drammatica storia di una fimmina ribelle...

ONG

ONG

by Sonia Savioli

Nel Medioevo si cercavano di unifi care territori...


Libri in primo piano

il patto sporcoNino Di Matteo e Saverio Lodato

IL PATTO SPORCO

Il processo Stato-Mafia nel racconto di un suo protagonista




avanti mafia
Saverio Lodato

AVANTI MAFIA!

Perché le Mafie hanno vinto





collusi homeNino Di Matteo e Salvo Palazzolo

COLLUSI
Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano
a trattare con la mafia




quarantanni di mafia aggSaverio Lodato

QUARANT'ANNI DI MAFIA
Storia di una guerra infinitaa
Edizione aggiornata
Il processo per la Trattativa