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Back Sei qui: Dossier Processo trattativa Stato-Mafia Trattativa, il processo riparte con il controesame di Giraudo

Processo trattativa Stato-Mafia

Trattativa, il processo riparte con il controesame di Giraudo

aula bunker ucciardone3"Quando si entra nei Servizi ti viene detto che il direttore è Dio"
di Aaron Pettinari

A pochi giorni dal deposito delle motivazioni della sentenza con cui è stato assolto in abbreviato l'ex ministro della Dc Calogero Mannino è ripreso quest'oggi il processo trattativa Stato-mafia. A salire sul pretorio dell'aula bunker dell'Ucciardone di Palermo è ancora una volta il tenente colonnello dei carabinieri Massimo Giraudo che si è trovato a rispondere alle domande in controesame dell'avvocato Basilio Milio (difensore di Mori e Subranni). Ancora una volta l’ufficiale dell’Arma ha ripercorso alcuni punti fondamentali, già toccati nelle scorse audizioni. Giraudo, infatti, era stato chiamato a deporre per riferire in ordine alla documentazione acquisita ed agli accertamenti svolti con riferimento alla carriera professionale di Mori, ai rapporti di questi con i servizi di sicurezza, nonché alle relazioni intrattenute con i fratelli Giorgio e Gianfranco Ghiron (il primo noto avvocato, il secondo imprenditore, entrambi deceduti), in merito alle indagini condotte sulla Falange Armata e sulle doglianze raccolte dall'allora capitano De Caprio nei confronti di Mori stesso.

Oltre a rispondere a quesiti sulle carte dattiloscritte non firmate che fanno riferimento al contributo dichiarativo della fonte Gian (criptonimo di un ufficiale dei carabinieri di nome Giancarlo Servolini, oggi deceduto), Giraudo ha anche parlato dei rapporti personali che legano Mori e Gianfranco Ghiron. Quindi si è soffermato nuovamente sul periodo in cui Mori, prima di arrivare al Sid, va a comandare la tenenza di Villafranca veronese dove gli venne assegnato anche il comando FTASE (Comando delle forze terrestri alleate del Sud Europa) che era in istanza a Verona.
“Al tempo c’era la guerra fredda, l’emergenza era costituita da un’eventualità di un attacco dell’Unione sovietica o dei Paesi satelliti. Ma la Nato aveva anche attivato l’emergenza post assassinio di Kennedy - ha ribadito il teste – L'Italia è un Paese dell'alleanza atlantica e il Colpo di Stato è uno di questi casi come è facile immaginare. Se vi sono documenti a sostegno? Posso rispondere richiamando le affermazioni qualificatissime del generale di Corpo d’Armata Vittorio Emanuele Borsi di Parma. Lui spiegò che 'Ordine nuovo' era una forza a sostengo di compiti dell'alleanza atlantica”.
Quando successivamente l'avvocato Milio ha chiesto delucidazioni sulla richiesta fatta dal Comando generale all'esercito per l'attestazione da dare a Mori per il Nos ed il segretissimo Cosmic (il Nos è il nulla osta di segretezza, il documento che attesta che un soggetto, sia esso militare o civile, ha le credenziali di sicurezza per svolgere determinate funzioni) il teste ha spiegato: “Dalla documentazione acquisita la richesta viene accolta nell'aprile 1971. Tuttavia Mori è pre designato. Quando il Comando generale chiede il permesso di predestinare Mori, già lo predisigna. Il resto è tutta una trattazione burocratica”. Giraudo ha anche parlato del Protocollo Fantasma e dei Servizi segreti: "Quando si entra nel Servizio (segreto, ndr) ti viene detto che il direttore è Dio. E dunque si fa quello che dice il direttore. E’ la ragione per cui ti viene anche riconosciuta una indennità in più: vieni pagato per eseguire non pensare. Tanto è vero che io sono stato allontanato perché pensavo". Poi ha aggiunto: "Mori prima del 2007 aveva attivato un protocollo ‘fantasma’ relativo alla gestione delle fonti. Si trattava delle pratiche precedenti al reclutamento vero e proprio nel Sisde”.
Il controesame di Giraudo è stato quindi rinviato al prossimo 25 novembre mentre le prossime udienze verranno dedicate agli esami dei periti, ausiliari di polizia giudiziaria, che hanno analizzato le carte consegnate da Massimo Ciancimino ai magistrati. Tra questi vi è anche il tanto discusso papello.

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