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Processo trattativa Stato-Mafia

Stato-mafia: baratti, silenzi e trattative

stato mafia simboliLe parole profetiche del Generale Cancellieri dopo la cattura di Riina
di Lorenzo Baldo e Aaron Pettinari
Palermo. “Io debbo dare una buona notizia, Riina Salvatore è stato catturato dai Carabinieri questa mattina a Palermo”. E' il 15 gennaio 1993 e a parlare durante l'affollatissima conferenza stampa è il gen. di Brigata Giorgio Cancellieri. Il Generale spiega che la personalità di Toto Riina “è nota”. “Fa parte, direi, della letteratura della mafia”. “A lui – sottolinea l'alto ufficiale – sono riconducibili tutta una serie di gravissimi e reiterati episodi di criminalità nell’Isola, nell’intera Nazione e anche fuori del territorio dello Stato. Fenomeni che hanno aggredito nei gangli vitali la popolazione, il cittadino comune, qualsivoglia attività produttiva, con attacchi ripetuti contro le istituzioni statali”. A un certo punto il gen. Cancellieri entra ulteriormente nello specifico. Ed è in quel momento che la questione del patto tra la mafia e lo Stato entra di soppiatto nel discorso sulla cattura del capo di Cosa Nostra. “E questo – evidenzia Cancellieri riferendosi agli attacchi della mafia contro esponenti delle istituzioni – in un piano anche, chiamiamolo in termini militari, strategico, che addirittura potrebbe avere dell’inaudito e dell’assurdo, di mettere in discussione le autorità istituzionali. Quasi a barattare, a istituire una trattativa per la liquidazione di un’intera epoca di assassinii, di lutti, di stragi in tutti i settori della vita civile nazionale”. In quella occasione nessuno chiede al Generale in base a cosa ipotizzi simili scenari, né tanto meno c'è qualcuno che approfondisca queste inquietanti osservazioni. Non solo. Nessun lancio di agenzia o articolo di stampa nei giorni successivi riportò una tale affermazione. A distanza di 23 anni il pool che indaga sulla trattativa ha chiesto oggi in aula al Presidente della Corte di Assise, Alfredo Montalto, di acquisire l'audio di quella conferenza stampa. In base a quali elementi il gen. Cancellieri utilizzava termini come “barattare” e “trattativa” riferendosi agli attacchi sanguinari di Cosa Nostra nei confronti di esponenti delle istituzioni? Oggi queste sue affermazioni acquisiscono ulteriore valenza andandosi a intersecare in maniera inequivocabile nel quadro prospettato dall'impianto accusatorio.
“Non mi dilungo sul termine usato che indica uno scambio - ha detto Di Matteo rivolgendosi alla Corte ed espletando la richiesta di acquisizione -. Riteniamo comunque importante questo intervento anche alla luce delle dichiarazioni spontanee rese dal generale Mori in cui asserisce che nessuno ha mai prospettato una volontà di trattativa e di scambio. Qui si parla di 'baratto' volto alla 'liquidazione di una intera epoca di assassini'”. Nello specifico il pm ha quindi chiesto che l'audio di quella conferenza stampa venga ascoltato in una delle prossime udienze.
Per certi versi le parole di Cancellieri si sovrappongo a quelle di Mori – risalenti al 2 dicembre del 2014 – tratte dalla sua intervista rilasciata alla trasmissione “Ballarò”. In quella occasione l'ex capo del Ros, oggi co-imputato al processo trattativa, aveva specificato alla giornalista che più che “trattare” era una questione di “barattare”. Parole che non erano cadute nel vuoto. Tanto che, qualche giorno dopo, il procuratore aggiunto Vittorio Teresi, nella sua requisitoria al processo in abbreviato contro l'ex ministro democristiano Calogero Mannino, le aveva così stigmatizzate. “L'altro giorno Mori – aveva sottolineato Teresi – intervistato ad una nota trasmissione tv, dopo essere stato convocato al Copasir, anziché andare in quella sede, ed evocando i fatti per la prima volta, usa una parola che è a dir poco scandalosa nella sua immoralità. Dice (Mori, ndr) che è stato sostanzialmente un ‘baratto’ (uno scambio di cose) ‘abbiamo dato un regime carcerario meno pesante’… si, e loro hanno dato i morti… Questo è un cinismo che fa paura. E’ questa la logica di quei commentatori che parlano di una trattativa ‘per evitare le stragi’. No! Tutto questo ha indotto le stragi. Da quel ‘baratto’ abbiamo avuto i morti!”.

DOSSIER
Processo trattativa Stato-Mafia


AUDIO INTEGRALE
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