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Processo trattativa Stato-Mafia

Trattativa Stato-mafia, Scibilia: "Non parlai con Mori sulla sparatoria a Terme Vigliatore"

toga-web13di Aaron Pettinari e Francesca Mondin - 5 giugno 2015
In riferimento alla sparatoria del 6 aprile '93 a Terme Vigliatore contro il figlio dell'imprenditore Imbesi scambiato per il latitante Aglieri, avvenuta poco dopo che il maresciallo dei Ros di Messina, Giuseppe Scibilia, che sta testimoniando oggi al processo trattativa Stato-mafia, aveva scoperto la voce del latitante Nitto Santapaola in una pescheria a Barcellona Pozzo di Gotto, Scibilia non ne avrebbe parlato con Mori. "Non ha ritenuto, visto che aveva avvisato Mori della certezza della presenza di Santapaola, di riparlare di nuovo con lui?" ha domandato il pm Di Matteo. "No - ha risposto l'ex maresciallo ora in pensione - Non avevo motivo di parlare perchè il fatto che mi aveva fornito il capitano 'Ultimo' mi bastava". Il teste ha specificato che non ebbe e non chiese chiarificazioni nemmeno sul perchè De Donno e De Caprio (capitano 'Ultimo', ndr) si trovassero a Terme Vigliatore in quel momento. Anche se al processo Mori -Obinu del febbraio scorso contraddicendosi inizialmente aveva detto: "Non so… so per sentito dire che avevano una riunione”, invece poco dopo aveva risposto "Da quello che ho saputo era un fatto casuale”. Si sarebbe rivolto però a Mori per chiedere supporto per andare da Canali a Lipari "Parente faceva servizio al Ros di Roma, ed è stato mandato dal comando, siccome hanno pensato che la sola presenza di un maresciallo non fosse abbastanza autorevole - ha specificato Scibilia, rispondendo alle domande di Di Matteo - Mi rivolsi io a Mori e chiesi di mandare qualcuno da Roma".
Il processo è stato rinviato in data 11 giugno, ore 9:30, con l'esame del teste Gaetano Grado.



Scibilia smentisce Canali: “Il 14 aprile c’era ancora speranza di catturare Santapaola. Lo dissi al pm”
di Aaron Pettinari e Francesca Mondin - 5 giugno 2015

“Prima delle perquisizioni del 14 aprile, sono andato da Canali a Lipari con Parente, perché non era minimamente compromessa la speranza che si potesse realizzare la cattura sul posto. Gli ho raccontato il fatto che nel posto dove Santapaola era andato non erano stati fatti accertamenti o perquisizioni e il luogo è rimasto incontaminato". E' questo quanto riferito dal maresciallo Scibilia Giuseppe, che sta riferendo, come teste, al processo trattativa Stato -mafia le vicende che si susseguirono in seguito alla sparatoria del 6 aprile a Terme Vigliatore. Nel rispondere alla domanda di precisazione del pm Teresi se "Gli ha detto a Canali che c'era la presenza di Santapaola?" Scibilia ha risposto con fermezza: "Certo, tutto gli ho detto". Una versione ben diversa da quella data ieri dall'allora sostituto procuratore di Barcellona Pozzo di Gotto Olindo Canali che aveva negato con convinzione che a Lipari gli fosse stato riferito qualcosa su Santapaola. Altra contraddizione emersa è che Scibilia ha negato che Canali disse che voleva parlare in merito alla vicenda di Terme Vigliatore con Mori per avere delle spiegazioni sull'accaduto. Ieri, durante l’esame, il giudice di Milano aveva spiegato che dopo aver chiesto di incontrare Mario Mori “venne Scibilia per dirmi che Mori non aveva tempo ma che sarebbe venuto… me lo ha ripetuto 3 o 4 volte, finché Scibilia mi disse: ‘Mori non ha intenzione di venire a parlare con lei perché non parla con un magistrato’".
Alla luce di queste forti difformità e di altri elementi di distonia tra le due versioni è stato chiesto dall’accusa un confronto tra i due teste Scibilia e Canali (escusso ieri). La Corte si è riservata di interpellare più avanti i difensori che hanno richiesto la visione delle trascrizioni dei verbali delle ultime due udienze.


Processo trattativa, Scibilia: “La sparatoria contro giovane Imbesi un gravissimo errore di percorso”
di Aaron Pettinari e Francesca Mondin - 5 giugno 2015
“Un gravissimo errore di percorso”. Così l’ex maresciallo Giuseppe Scibilia, oggi teste al processo trattativa Stato-mafia, ha commentato la sparatoria avvenuta a Terme Vigliatore il 6 aprile 1993 contro il giovane Fortunato Imbesi. “Di quell’episodio appresi nell’immediatezza anche se non ero presente sui luoghi - ha ricordato - Non so chi me lo disse ma fu un fatto grave. Seppi che il capitano De Caprio si era imbattuto in una persona che poteva essere Pietro Aglieri, e che quindi iniziò un inseguimento che poi si concluse su un binario. Vi furono anche degli spari. Mi dissero che in quel giorno c’era anche De Donno”.  
Scibilia ha poi riferito di non aver mai saputo nulla di perquisizioni in casa degli Imbesi se non durante il processo di primo grado “Mori-Obinu”. Rispondendo alle domande del pm Teresi, l’ex maresciallo ha spiegato perché non si trovava in quelle zone la mattina del 6 aprile nonostante fosse il responsabile delle indagini: “Noi non sapevamo esattamente dove vivesse Santapaola. Non c’erano planimetrie, non sapevamo se c’erano possibilità di fuga alternative, quindi ci limitammo all’osservazione ma non organizzammo nulla con Mori, anche perché dopo la telefonata non parlammo. Io mi recai il giorno dopo alla Procura di Messina o a Giardini Naxos dove sentii un collaboratore di giustizia. Lasciai comunque l’indagine. Avevo delle attività importanti da svolgere. Chiudere un rapporto che da lì a poco avrebbe portato all’arresto di oltre cento soggetti. La mia idea è che sarebbero venuti, ma nessuno mi disse che l’indomani sarebbero arrivati”.
E’ un elemento riscontrato dalle agende di Mori che il 6 aprile quest’ultimo era presente a Catania ma Scibilia ha negato di aver mai incontrato l’ex ufficiale del Ros in quella data. L’ex maresciallo ha anche ribadito di non aver mai saputo nulla di una riunione delle sezioni anticrimine che si sarebbe tenuta a Messina, sempre il 6 aprile, così come raccontato da De Caprio e De Donno per spiegare la loro presenza in quei luoghi. “Non ho mai saputo nulla di questa riunione” ha detto Scibilia, che nel caso sarebbe dovuto essere presente in quanto sostituto del Comandante della Sezione anticrimine di Messina, assente per un corso a Roma.


Processo Trattativa, Scibilia: “Avvisai Mori che era possibile la presenza di Santapaola nel barcellonese”
di Aaron Pettinari e Francesca Mondin - 5 giugno 2015
“Quando ricevemmo la notizia informativa sulla possibilità che Santapaola poteva essere nella zona di Barcellona Pozzo di Gotto informai Mori. Poi lo chiamai quando avemmo la certezza il 5 aprile 1993”. L’ex maresciallo Giuseppe Scibilia sta deponendo al processo trattativa Stato-mafia ripercorrendo le indagini che portarono alla registrazione della voce di Nitto Santapaola a Terme Vigliatore.
L’ex ufficiale, dopo aver confermato quanto riferito lo scorso febbraio, quando venne sentito al processo d’appello Mori-Obinu, sulle tempistiche in cui riferì per la prima volta della possibile presenza di Santapaola (gennaio 1993), ha aggiunto: “Parlai dell’ipotesi che si stava profilando ma senza fare nulla di scritto perché ancora c’erano accertamenti da fare”. Gli accertamenti, come è noto, sono stati fatti e il primo aprile la voce del capomafia catanese venne registrata nell’officina di Orifici. “Il primo aprile - ha raccontato il teste - attorno alle 16, intercettami la voce di una persona che si faceva chiamare zio Filippo e che parlava dialetto stretto catanese. Questi riferiva particolari così precisi sulla latitanza di Santapaola che apriva a due possibilità. O questi era uno del gruppo del boss catanese o era Santapaola stesso. Allora mi venne un’idea. Estrapolammo un tratto della voce di questo zio Filippo ed incontrai un soggetto che era stato in passato obbligato ad ospitare il latitante Santapaola in una zona di montagna. Appena avviato il registratore questi immediatamente dice ‘l’avete preso’. Io mi auguravo quella risposta. E da quel momento io ebbi la certezza matematica che era Santapaola. Questo ascolto accadde la sera del 5 attorno alle 22, ed io telefonai subito Mori”. Scibilia ha anche ricordato che quell’audio venne ascoltato anche da due donne che pure confermavano “indiscutibilmente” che quella voce appartenesse a Santapaola. Ma quella non fu la sola conferma che il boss catanese era presente a Terme Vigliatore. Infatti nelle intercettazioni lo stesso Orifici aveva detto al figlio che l’uomo venuto nell’ufficio altri non era che Santapaola. “Quando chiamai Mori - ha detto - lui mi disse ‘ok ci attiviamo’. Personalmente devo presumere che data la dimensione personaggio questa cosa in qualche maniera attenzionata a dovere.. per evitare il fallimento ed era bene che si vedesse se io avevo sbagliato o preso lucciole per lanterne.. ma non c'era da dubitare.. e sicuramente avrebbe fatto il necessario per organizzare”.


Scibilia: "Per continuare indagini su Gullotti Canali ci suggerì di inserire omicidio Alfano"
di Aaron Pettinari e Francesca Mondin - 5 giugno 2015

"Poichè l'attività investigativa sul nuovo asseto dopo la faida di mafia e su Gullotti non lasciava preludere buoni risultati, Canali (nel '92 sostituto procuratore di Barcellona Pozzo di Gotto, ndr) ci suggerì di inserire l'omicidio Alfano perchè altrimenti non poteva essere ulteriormente rinnovata autorizzazione d'intercettazioni e e da quel momento le indagini furono fatte anche per quel motivo". A dirlo è l'ex maresciallo del Ros di Messina, ora in pensione, Giuseppe Scibilia durante il processo trattativa Stato-mafia in corso presso l'aulabunker di Palermo. Dopo aver ricostruito la sua carriera militare, il maresciallo ha riferito delle indagini che stavano conducendo in seguito alla guerra tra vecchia mafia barcellonese e un nuovo gruppo emergente. "Una faida - ha spiegato Scibilia - che interessò la fascia costiera da Villafranca fino a Mistretta e vide l'eliminazione totale del vecchio gruppo".
La sensazione che avrebbero avuto i Ros era "Che ci fosse stato un naturale ricambio di cui nulla sapevamo e che intendevano accertare" ha raccontato l'ex maresciallo, motivo per cui "abbiamo chiesto a Canali di essere autorizzati ad avviare delle intercettazioni telefoniche e ambientali". Di cui poi, come sottolineato dal teste successivamente, per ottenere ulteriori autorizzazioni avrebbero inserito nell'indagine anche l'omicidio Alfano, avvenuto l'8 gennaio 1993, sebbene ad occuparsi di quel assassinio "Furono i carabinieri territoriali di Messina non noi".
"Come mai, posto che esisteva la Dda, la richiesta venne rivolta a Barcellona Pozzo di Gotto e non a Messina?" ha chiesto il pm Teresi.
"Perchè in prima persona avevo ricevuto notizia confidenziale secondo cui il gruppo emergente dopo la lotta aveva stabilito un buon rapporto con la mafia catanese - ha risposto il teste - ci venne detto che un certo 'avvocaticchio' era quello che aveva assunto la direzione e per aumentare prestigio, quando Nitto Santapaola (latitante, ndr) si sentiva le forze dell'ordine alle calcagne, lui si spostava e veniva ospitato da questo signore Gullotti". Risposta che non ha soddisfatto il pm che ha riformulato la domanda: "Come mai, posto che si trattava di una faida e che addirittura si ospitava Santapaola, non avete ritenuto di rivolgervi alla Dda di Messina?" "C'era Canali che allora si stava interessando a fenomeni che erano tuttavia collegati a quelli che erano gli albori -ha replicato l'ex ufficiale dei Ros di Messina - ne abbiamo parlato con lui perchè facevamo un'attività che mirasse alla scoperta di quello che immaginavamo potesse essere". Cioé, "pensavamo che Gullotti stava organizzando un nuova gruppo criminale di cui lui era capo" ha precisato sotto paziente invito del presidente della Corte D'Assise, Montalto.



Trattativa Stato-mafia: è la volta dell'ex maresciallo Scibilia
di AMDuemila - 5 giugno 2015

Oggi, alle ore 9.30, al processo trattativa Stato-mafia sarà sentito come teste l'ex maresciallo dei carabinieri Giuseppe Scibilia, ex collaboratore del colonnello Russo e dell’allora maggiore Subranni, per tutti gli anni Novanta uomo forte del Ros a Messina.
La procura di Palermo ha chiamato il maresciallo Scibilia per riferire in merito alle circostanze che consentirono al Ros di acquisire la consapevolezza della presenza di Nitto Santapaola. Negli anni in cui Scibilia fu maresciallo a Messina le forze dell'ordine sentirono, da alcune intercettazioni ambientali, la voce dello stesso Santapaola a Barcellona Pozzo di Gotto. Immediatamente venne avvertito Mario Mori. “La sera alle 10 telefonammo al generale Mori per dirglielo. Mori disse che avrebbe provveduto a organizzare la cosa.. " ha riferito Scibilia al processo di appello contro Mori e Obinu. Che c'erano “degli elementi per ritenere che Santapaola fosse nascosto in quei luoghi”, secondo quanto scritto dai Carabinieri, Parente e Scibilia lo avevano riferito anche a Olindo Canali, l'allora sostituto procuratore di Barcellona Pozzo di Gotto che sentito come teste nell'udienza di ieri ha negato questa circostanza.
Scibilia dovrà anche riferire i motivi per i quali, nonostante tale precisa consapevolezza, non si addivenne alla cattura del predetto latitante. Santapaola infatti non fu arrestato e sparì da Barcellona Pozzo di Gotto. Di li a poco come Scibilia ha raccontato lo scorso febbraio al processo Mori-Obinu: "Lo sentiamo fino al 6 aprile fino alle ore 16,09”. Quel 6 aprile del '93 avvenne la sparatoria a Terme Vigliatore. Un fatto sul quale Scibilia potrà fare luce essendo stato in quel periodo reggente della sezione di Messina del Ros. Anche se fino a questo momento è stato sempre poco chiaro a riguardo. Nel corso della stessa udienza del processo Mori-Obinu , rispondendo alle domande del presidente della Corte D'Appello sul motivo per qui i militari del Ros fossero a Terme Vigliatore inizialmente aveva detto: "Non so… so per sentito dire che avevano una riunione”. Mentre poco dopo aveva risposto "Da quello che ho saputo era un fatto casuale”.

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