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Paolo raccontato da Agnese e l'agenda Grigia
Per comprendere cosa avesse saputo Paolo Borsellino in quei 57 giorni basta rileggere le dichiarazioni della moglie, Agnese. Il giudice ha infatti confidato alla moglie che Antonio Subranni, il capo del Ros, è Punciuto”. “E' una frase gravissima – ha detto Repici – Subranni viene indicato come un uomo di Cosa nostra. In quel periodo stava portando avanti un'importante attività. Stava ascoltando il collaboratore di giustizia Gioacchino Schembri, originario di Palma di Montechiaro. Mori, qui audito, ha risposto ad una domanda su dove fosse la casa del generale Subranni ed era a Campo Felice di Licata, esattamente nell'area territoriale in cui Schembri operava”.
C'è poi il dato che si evince dall'agenda Grigia, quella in cui Borsellino segnava gli appuntamenti, che si affianca alle dichiarazioni del pentito Gaspare Mutolo, sentito a Roma il primo luglio '92. “In quella data – ha ricordato Repici – è appuntato quell'interrogatorio e alle 18.30 viene appuntato l'incontro con Parisi ed un'ora dopo quello con Mancino. Mancino che quando è stato sentito dalla Procura in fase d'indagine ha rilasciato dichiarazioni false. Davvero possiamo credere che Borsellino sia stato convocato solo per stringere la mano al ministro? Davvero possiamo credere che Mancino sapeva chi fosse Borsellino ma non ricordava la sua faccia?”. Ripercorrendo le dichiarazioni di Mutolo il legale di Salvatore Borsellino ha sottolineato come questi “aveva fatto dichiarazioni nei confronti di Bruno Contrada, ex numero tre del Sisde, e il giudice Signorino. E forse anche di un terzo, Giuseppe Ayala”. Secondo il racconto di Mutolo, inoltre, Borsellino avrebbe incontrato anche Contrada, che mandò i suoi saluti dimostrando di ben sapere che si stava effettuando quell'interrogatorio che sarebbe dovuto essere riservatissimo. Tra i fatti inquietanti riportati dal legale di parte civile vi è anche la mancata applicazione alla Criminalpol di Rino Germanà, storico collaboratore di Borsellino quando era a Marsala. “Alla moglie – ha aggiunto Repici – racconta poi altre cose. Le dice: 'sto vedendo la mafia in diretta' e le dice di abbassare le finestre 'perché dal Castello Utveggio ci spiano'. E al ritorno da Roma dice di 'aver respirato aria di morte'”. Una pista, quella del Castello Utveggio, non tenuta in considerazione dai pm, secondo il legale, erroneamente.

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