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Rassegna Stampa
Caselli: come la mafia vogliono colpire chi svela i loro traffici | Caselli: come la mafia vogliono colpire chi svela i loro traffici |
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di Elena Romanazzi -15 ottobre 2008 Gian Carlo Caselli, ex procuratore capo di Palermo e ora alla guida della procura di Torino analizza le ultime minacce rivolte a Saviano. Procuratore come considera le rivelazioni sulla preparazione di un attentato a Saviano? «La criminalità organizzata in tutte le sue articolazioni, si tratti di terrorismo o di mafia, ha una forte intolleranza per le critiche. C’è un elenco lunghissimo di giornalisti vittime della mafia. Purtroppo non c’è nulla di nuovo. Questi criminali non tollerano chi cerca di fare chiarezza sulla realtà di questi fenomeni che sono spietatezza, futuro rubato ai giovani, economia illegale, palla di piombo per lo sviluppo. Una realtà, quella denunciata da Saviano, per loro intollerabile. Non va dimenticato cosa è successo a Casal di Principe». A cosa fa riferimento? «Quando Saviano è tornato a Casal di Principe nella piazza, tra la folla si è trovato di fronte Nicola Schiavone, padre di ”Sandokan” che gli gridava contro, feroce, minaccioso, e anche un po’ patetico e sosteneva che la camorra non esiste e che se l’era inventata lui per vendere qualche copia in più del suo libro». Il piano messo a punto per uccidere Saviano ricalca in parte quello preparato dalla mafia per uccidere il giudice Falcone, la moglie Francesca Morvillo e la scorta. Crede che la camorra stia tentando un salto di qualità nella sua strategia? «Dal punto di vista ”militare” è possibile che sia così. Ma ritengo che sia prematuro fare delle valutazioni». Al di là delle misure messe in campo dal governo per fronteggiare l’emergenza camorra, a suo avviso cosa si deve fare per proteggere Saviano? «Io vivo sotto scorta dal 1974, prima per le Brigate Rosse poi per Cosa Nostra. Occorre la solidarietà, la denuncia. Saviano deve essere sostenuto con forza». La denuncia è quello che manca proprio in provincia di Caserta. Malgrado gli efferati delitti degli ultimi giorni, manca la collaborazione dei cittadini. Cosa ne pensa? «Io ho sempre la speranza che anche il muro di omertà possa essere sbrecciato». Tratto da:_IL MATTINO |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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