Password dimenticata? Nessun account? Registrati
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color
Member Area

Antimafia Duemila

Friday
Nov 21st
Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow Caselli: come la mafia vogliono colpire chi svela i loro traffici
Caselli: come la mafia vogliono colpire chi svela i loro traffici PDF Stampa E-mail

giancarlo-caselli1-web.jpg

di Elena Romanazzi -15 ottobre 2008
Roma.
«Saviano va sostenuto. Nulla deve essere sottovalutato e bene fa lo Stato ad approntare tutte le difese necessarie alle quali ha fatto riferimento anche il vice capo della Polizia, Nicola Cavaliere».


 Gian Carlo Caselli, ex procuratore capo di Palermo e ora alla guida della procura di Torino analizza le ultime minacce rivolte a Saviano. Procuratore come considera le rivelazioni sulla preparazione di un attentato a Saviano? «La criminalità organizzata in tutte le sue articolazioni, si tratti di terrorismo o di mafia, ha una forte intolleranza per le critiche. C’è un elenco lunghissimo di giornalisti vittime della mafia. Purtroppo non c’è nulla di nuovo. Questi criminali non tollerano chi cerca di fare chiarezza sulla realtà di questi fenomeni che sono spietatezza, futuro rubato ai giovani, economia illegale, palla di piombo per lo sviluppo. Una realtà, quella denunciata da Saviano, per loro intollerabile. Non va dimenticato cosa è successo a Casal di Principe». A cosa fa riferimento? «Quando Saviano è tornato a Casal di Principe nella piazza, tra la folla si è trovato di fronte Nicola Schiavone, padre di ”Sandokan” che gli gridava contro, feroce, minaccioso, e anche un po’ patetico e sosteneva che la camorra non esiste e che se l’era inventata lui per vendere qualche copia in più del suo libro». Il piano messo a punto per uccidere Saviano ricalca in parte quello preparato dalla mafia per uccidere il giudice Falcone, la moglie Francesca Morvillo e la scorta. Crede che la camorra stia tentando un salto di qualità nella sua strategia? «Dal punto di vista ”militare” è possibile che sia così. Ma ritengo che sia prematuro fare delle valutazioni». Al di là delle misure messe in campo dal governo per fronteggiare l’emergenza camorra, a suo avviso cosa si deve fare per proteggere Saviano? «Io vivo sotto scorta dal 1974, prima per le Brigate Rosse poi per Cosa Nostra. Occorre la solidarietà, la denuncia. Saviano deve essere sostenuto con forza». La denuncia è quello che manca proprio in provincia di Caserta. Malgrado gli efferati delitti degli ultimi giorni, manca la collaborazione dei cittadini. Cosa ne pensa? «Io ho sempre la speranza che anche il muro di omertà possa essere sbrecciato».
Tratto da:_IL MATTINO
 
< Prec.   Pros. >
Advertisement
  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

    LEGGI TUTTO...

     
  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg

    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

    LEGGI TUTTO...
     
 

Approfondimento quotidiano

newsletter-home.jpg


Video

IL VIDEO/TUTORIAL DEL SITO ANTIMAFIADUEMILA

tutorial-web.jpg
banner-processi-ok.gif

Link

comitato_addiopizzo.gif



liberainformazione.jpg



ilresto_banner.jpg



telejatoweb.jpg



banner_corrierenews_web1.png



banner-u-cuntu-web.jpg




APPELLO

contro-il-lodo-alfano-web0.jpg

Statistiche

Utenti: 889
Notizie: 6410
Collegamenti web: 68
Visitatori: 2881395

Iscriviti

Password dimenticata? Nessun account? Registrati

Rss Feed

rss_web.png



Google Adv


Libri

solo-per-giustizia-home.jpg

Libri

e-la-stampa-bellezza-home.jpg

Latitanti

logominestero-interno.gif

Immagini

giovanni-falcone-big--web1.jpg

E' successo oggi

clock.jpg