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Contrada ai domiciliari a Palermo PDF Stampa E-mail

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14 ottobre 2008
Palermo.
Bruno Contrada si trova nella sua abitazione a Palermo dove ha riabbracciato la moglie Adriana. L'ex funzionario del Sisde è stato trasferito in aereo da Napoli, scortato da agenti di polizia penitenziaria.



Contrada, su disposizione del Tribunale di sorveglianza di Napoli, dovrà rimanere nella sua abitazione agli arresti domiciliari per scontare una condanna a 10 anni di reclusione per concorso esterno all'associazione mafiosa.

ANSA


CONTRADA: UNA VICENDA GIUDIZIARIA INIZIATA 16 ANNI FA
14 ottobre 2008
Palermo
.La vicenda giudiziaria di Bruno Contrada è cominciata il 24 dicembre 1992, giorno del suo arresto, e non si è ancora conclusa. Da 'superpoliziotto' contro Cosa Nostra a Palermo a dirigente del Sisde, da numero 3 degli 007 italiani a condannato a 10 anni di reclusione per concorso esterno all'associazione mafiosa, la vita di Contrada é stata una parabola con alti e bassi culminata con la condanna e la detenzione, prima nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere e poi ai domiciliari in casa della sorella Anna, a Varcaturo (Napoli). Da stasera è nella sua casa di Palermo. La fine della pena sarà il 20 novembre 2013. Entrato in polizia nel 1958, l'investigatore di punta dell'antimafia, a più riprese capo della squadra mobile di Palermo negli anni '70, poi dirigente della Criminalpol, capo di gabinetto dell'Alto commissariato antimafia e, infine, 'numero tre' del Sisde, dopo l'arresto scontò 31 mesi e sette giorni di carcerazione preventiva. Era accusato da 'pentiti' di passare informazioni a Cosa nostra e di avere consentito la fuga di pericolosi latitanti, come il boss dei boss Totò Riina, ricevendo la 'copertura' di non identificati vertici istituzionali. Uno dei primi ad accusarlo fu Gaspare Mutolo, del quale Contrada ricorderà di averlo più volte arrestato, e sosterrà che la sua è una vendetta. Ma ci sono anche Tommaso Buscetta, Salvatore Cancemi e Giuseppe Marchese. Contrada è assolto nel primo processo d'appello, il 4 maggio 2001, con la formula "perché il fatto non sussisté, dopo la condanna a dieci anni inflittagli in primo grado il 5 aprile 1996. Poi è la Cassazione, il 12 dicembre 2002, ad annullare il verdetto assolutorio e a disporre un nuovo processo. Arriva quindi la condanna a 10 anni di reclusione, il 25 febbraio 2006, che nel maggio del 2007 la Cassazione rende definitiva. Si costituisce l'11 maggio dello scorso anno nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere e comincia un'altra battaglia giudiziaria, quella sul fronte medico. I suoi legali ne chiedono più volte la scarcerazione perché sarebbe gravemente malato. Il suo avvocato, Giuseppe Lipera, apre anche un altro fronte: la revisione del processo, respinta dalla Corte d'appello di Caltanissetta e poi dalla Cassazione. Il 24 luglio scorso il Tribunale di sorveglianza di Napoli gli concede gli arresti domiciliari per gravi motivi di salute, il 1 ottobre arriva la decisione eseguita oggi: l'ex 007 potrà scontare parte della pena a casa sua a Palermo, con la moglie Adriana che non vede da oltre un anno perché malata e non può muoversi dalla Sicilia.

ANSA


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