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Rassegna Stampa
Il boss Gaspare Spatuzza 'collabora' | Il boss Gaspare Spatuzza 'collabora' |
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Spatuzza, starebbe rendendo dichiarazioni, in particolare, sulla strage di via D'Amelio in cui, nel '92, vennero uccisi il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della scorta. Le rivelazioni dell'aspirante pentito, per cui i magistrati non hanno ancora chiesto il programma di protezione, contrasterebbero, però, con quelle rese, sull'eccidio, dal pentito Vincenzo Scarantino. Gli investigatori stanno valutando, dunque, l'attendibilità di Spatuzza che per il momento resta sottoposto al regime carcerario duro. In Cosa nostra ha percorso tutti i gradini di un'inarrestabile ascesa criminale che l'ha portato, da killer di borgata, a sedere tra i banchi degli imputati al processo per le stragi mafiose di Milano, Firenze e Roma del '93. Quarantaquattro anni, Gaspare Spatuzza detto ''u tignusù (il calvo, ndr), che da quattro mesi sta "collaborando" con gli inquirenti, venne combinato ritualmente solo nel 1996. Ma la sua carriera criminale cominciò anni prima, quando, per conto dei clan, pedinava le vittime e "dava la battuta", indicava cioé l'esatta posizione del bersaglio e il momento più favorevole per colpire. Vicinissimo al boss corleonese Leoluca Bagarella, che lo volle nel suo esercito personale, è stato uno dei più spietati killer della cosca di Brancaccio, per anni capeggiata dai fratelli Graviano. Insieme a Salvatore Grigoli, poi passato tra i ranghi dei collaboratori di giustizia, a settembre del 1993 uccise padre Pino Puglisi, il parroco che sfidò Cosa nostra. Un delitto, quello del religioso, costato a Spatuzza un ergastolo ormai definitivo. A fare per primo il suo nome agli investigatori fu un altro killer di mafia, Giovanni Drago, fedelissimo di Totò Riina. Alle sue rivelazioni si aggiunsero quelle di Pasquale ed Emanuele Di Filippo, Tullio Cannella, Pietro Romeo, Giovanni Ciaramitaro e Pietro Carra, sicari e uomini d'onore dei Graviano che, dopo l'arresto, scelsero la strada della collaborazione. Decine gli omicidi attribuiti a Spatuzza: da quello di Marcello Drago e Domigo Buscetta, nipote del pentito storico di Cosa nostra Masino, a quelli di Giuseppe e Salvatore Di Peri e Salvatore Buscemi. Arrestato nel 1997, dopo essere sfuggito in tre occasioni per un soffio, alla cattura, non esitò a far fuoco contro gli agenti della Mobile che gli tesero una trappola mentre, da latitante, si recava ad un appuntamento con altri uomini d'onore all'ospedale Cervello di Palermo. ANSA |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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