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Rassegna Stampa
Napolitano: "Giusto ricordare La Torre" | Napolitano: "Giusto ricordare La Torre" |
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La guerra tra vecchia e nuova giunta comunale ha provocato vivaci polemiche e prese di posizione, compresa quella del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenuto con un messaggio a sostegno del ricordo di Pio La Torre, in occasione della manifestazione dedicata all'esponente politico vittima della mafia, alla presenza del leader del Pd Walter Veltroni. La manifestazione, a cui hanno partecipato oltre duemila persone, è stata organizzata per intitolare l'aeroporto a Pio La Torre contro la decisione del sindaco, Giuseppe Alfano (An), che lo ha nuovamente dedicato al generale Vincenzo Magliocco. La precedente giunta comunale aveva infatti deciso di intitolare lo scalo al segretario del Pci siciliano che si batté per la smilitarizzazione della base Nato e fu ucciso dalla mafia nel 1982. Ma il nuovo sindaco ha cancellato la delibera e ha ripristinato per l'aeroporto il vecchio nome. "La scelta di Comiso consente di richiamare in un luogo appropriato l'impegno politico e sociale dell'onorevole La Torre, appassionatamente schierato a favore della pace e della distensione internazionale, e al tempo stesso per il progresso economico, sociale e civile della Sicilia" ha affermato Giorgio Napolitano in un messaggio al presidente del "Centro studi e di iniziative culturali Pio La Torre", Vito Lo Monaco. "Le sue battaglie raccolsero un vasto consenso popolare" ha aggiunto il Capo dello Stato, "e lo esposero alle minacce della mafia, di cui cadde vittima in un sanguinoso agguato che mirava a far tacere la sua voce e bloccare il processo di rinnovamento e di sviluppo dell'isola. Tuttavia la sua testimonianza non fu vana: essa divenne patrimonio generale del popolo siciliano e favorì la nascita di un comune sentire e di movimenti unitari che hanno rinsaldato la trama della democrazia". Il circolo territoriale di Alleanza nazionale di Comiso ha difeso la scelta del sindaco e ha riconfermato "la piena approvazione della decisione della giunta comunale di restituire all'aeroporto l'intitolazione al generale Vincenzo Magliocco, (insignito, non si dimentichi, di una medaglia d'oro, due d'argento e una di bronzo)". Ieri il sindaco di Comiso aveva invitato Veltroni a un confronto per illustrargli sia le ragioni che hanno indotto l'amministrazione comunale a tornare a intitolare al generale Magliocco l'aeroporto, sia le contestuali iniziative programmate dal comune per onorare la memoria di Pio La Torre. Ma il leader del Pd ha fatto sapere che è disponibile all'incontro solo nel momento in cui il sindaco ripristinerà l'intitolazione dell'aeroporto a La Torre. Veltroni oggi era a Comiso alla manifestazione, insieme a Fabio Mussi per le sinistre e a Beppe Giulietti dell'Italia dei valori. "La lotta alla mafia non è di una parte, deve impegnare tutti. E' impensabile - ha detto Veltroni - che un sindaco sulla base di sondaggi abbia deciso di cancellare il nome di un uomo che ha perduto la sua vita per combattere la mafia. Questo la dice tutta sull'Italia di oggi e la dice tutta su chi governa questo comune e non solo". E ancora: "Chi fa il sindaco, indossa la fascia tricolore, ha il dovere di rappresentare tutti i cittadini, anche quelli che non lo hanno votato. Che facciamo cambiamo i nomi delle strade in base a chi vince le elezioni? Questo sarebbe un regime, ma per fortuna in Italia non siamo in un regime. In Italia c'è ancora la democrazia". Tratto da: la Repubblica edizione online |
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Imprenditoria Mafiosadi Giorgio Bongiovanni E così Cosa Nostra sarebbe in ginocchio. Tra arresti più o meno eccellenti e confische dei beni questo governo annuncia che passerà alla storia come quello che ha definitivamente debellato la mafia siciliana. E potrebbe anche riuscirci, complici la disinformazione e la conseguente scarsa consapevolezza culturale delle italiche genti rispetto alla questione mafiosa. Per quanto riguarda l’ottimo risultato raggiunto sul piano militare è forse riuscito a passare in qualche trasmissione televisiva o su pochi quotidiani il dato incontrovertibile, e persino banale, che le operazioni sul territorio vengono condotte da magistrati e forze dell’ordine con immensi sacrifici e che quindi il merito sia loro e non del governo. |
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