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Oltre 2.800 morti per l’eternit. Chiesto il processo | Oltre 2.800 morti per l’eternit. Chiesto il processo |
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di Dora Quaranta – 11 ottobre 2008 per i vertici della multinazionale svizzera Eternit: il miliardario svizzero Ernest Schmidheiny, 61 anni e Jean Louis Marie Ghislain De Cartier De Marchienne, 87 anni, barone belga. L’inchiesta è durata quattro anni ed è stata incentrata sui quattro stabilimenti italiani di Cavagnolo (Torino), Casale Monferrato (Alessandria), Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli). Secondo l’accusa i proprietari della multinazionale erano ben a conoscenza dei pericoli dell’eternit a base di amianto e cemento e non hanno adottato nessuna misura per proteggere la salute degli operai e dei residenti vicino alle fabbriche. Si contano oltre 2.800 vittime di mesoteliomia, asbestosi e tumori polmonari. Solo a Casale si parla di oltre 450 persone colpite da tumore. La Procura di Torino contesta l’insufficienza delle misure all’interno dei 4 stabilimenti italiani: assenza di impianti di aspirazione e ventilazione, assenza di strumenti di protezione personale come le mascherine, di sistemi di lavorazione a ciclo chiuso, il mancato lavaggio delle tute all’interno delle fabbriche. Inoltre il pm Guariniello contesta le conseguenze dell’eternit fuori alle fabbriche: tettoie, tubi, manufatti rivestiti in amianto sono stati utilizzati nei cortili, nelle strade, nelle scuole, ecc., le mogli degli operai hanno contratto tumori lavando le tute dei mariti, i residenti vicini alle fabbriche hanno respirato la polvere d’amianto trasportata dal vento. <<Un’esposizione incontrollata – dice il pm – continuativa e a tutt’oggi perdurante, senza avvertire della pericolosità dei materiali>>. E’ in corso la bonifica dei siti di Casale Monferrato e dintorni. Da Roma sono pervenuti altri sei milioni per proseguire i lavori. Dalla Regione Piemonte sono stati stanziati dieci milioni per effettuare bonifiche nel resto della regione. Fino ad oggi nessun risarcimento è giunto alle vittime, fatta eccezione per quanto versato dall’Inail. <<Hanno preso qualche spicciolo dai curatori fallimentari nell’86>> è quanto riferito dall’avvocato Sergio Bonetto dell’associazione familiari vittime dell’amianto di Casale Monferrato. |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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