Password dimenticata? Nessun account? Registrati
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color
Member Area

Antimafia Duemila

Sunday
Nov 23rd
Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow Guerra all'interno del cartello Arellano-Félix
Guerra all'interno del cartello Arellano-Félix PDF Stampa E-mail

guerra-web1.jpg

10 ottobre 2008
Tijuana, un'altra Nuevo Laredo?
Al confine con gli Usa una mattanza che ha fatto decine di morti in pochi giorni






Francisco Javier Arellano Félix, arrestato nel 2006 dalla Dea

“Siamo persone dell'ingegnere indebolito”. Un messaggio sinistro accompagna corpi massacrati, con la testa carbonizzata, ennesima macabra scoperta in quel di Tijuana, Baja California. Sono decine ormai, nella settimana tra fine settembre e inizio ottobre gli omicidi barbari che hanno segnato il territorio messicano al confine con gli Usa. E che portano il segno di una lotta tra cartelli.  O, per meglio dire, una guerra intestina al cartello  Arellano Félix, per decimare gli uomini dell' “Ingegnere”. Sembra infatti impossibile scollegare questa nuova folata di violenza dalla situazione interna del cartello che comanda a Tijuana ma che vede, giorno dopo giorno, franare terreno intorno a sé. Lo confermano le autorità giudiziarie, è vero, ma le sorti del clan  Arellano Félix  sembravano, se non segnate, quantomeno difficili già  nel 2006.


Il nuovo leader
Sono passati poco più di due anni, da quell'agosto. Lo yacht “Dock Holiday” era alla fonda nel rilassante scenario delle acque internazionali della Baja California, a Cabo San Lucas, nei pressi di La Paz, quindici miglia dalla costa. Dopo un lungo appostamento e un preciso lavoro di osservazione la Guardia Costiera, operante per conto della Dea, avvicinava il panfilo, attraccava ed effettuava alcuni arresti eccellenti. Sull’imbarcazione stava infatti trascorrendo le vacanze il  Francisco Javier Arellano Félix, esponente di primo piano all’interno del cartello di Tijuana.
Un altro duro colpo per la compagine degli Arellano Félix, dopo che  Ramón era stato ucciso nel 2002.Da quel giorno il cartello che controlla la zona immediatamente a sud di San Diego ha attraversato un periodo difficile, alla costante ricerca di un nuovo leader che assumesse la guida dell'organizzazione. Eduardo Arellano Félix, l'ennesimo fratello, è tuttora ricercato, ma non è stato lui a raccogliere l'eredità di leader.  Fernando Sanchez Arellano ha 33 anni ed è il nipote dei più famosi zii, un tempo a capo del cartello. “El Ingeniero”, come viene soprannominato è ora considerato il successore di Francisco Javier, a capo della famiglia criminale. A lui dunque erano diretti i messaggi trovati sul luogo del delitto. Un attacco diretto ai suoi uomini. Da parte di chi?


Segnali di guerra

Dopo l'ennesima mattanza anche il procuratore generale Rommel Moreno Manjarréz ha constatato che la guerra lungo la frontiera settentrionale è evidentemente uno scontro interno al cartello di Tijuana. A contrapporsi al “Ingeniero” sarebbe Teodoro Garcia Simental, detto “El Teo”, un ex affiliato del cartello di frontiera e ora principale avversario di Sanchez Arellano. Il nuovo leader sarebbe entrato in contrasto con il sottoposto per aver richiesto di cessare la pratica dei rapimenti in zona, pratica che ha sempre portato le forze dell'ordine a inasprire la lotta al cartello. Una richiesta respinta da Garcia che ha condotto a una scissione interna culminata in uno scontro a fuoco, lo scorso aprile. Quindici corpi a terra, in un bagno di sangue. “El Teo” in fuga, verso lo Stato di Sinaloa. Giusto il tempo di riorganizzarsi. Per poi colpire. Non a viso aperto. Ma gli effetti sono egualmente devastanti. Le prime avvisaglie ad agosto, con quattro corpi decapitati; poi una successione terribili di omicidi. La settimana scorsa, altri otto morti, due dei quali con la testa decapitata posta sul busto e un messaggio di morte sempre indirizzato a “El Ingeniero”.
La vendetta del “Teo” sembra prendere una macabra forma e la violenza non può che aumentare: due piccoli eserciti, con un centinaio di mani armate, dislocate sulla Costa, Sanchez, o padroni della zona est della città, Garcia.


Alianza de Sangre ?
Garcia Simental è tornato in città più forte di prima. Il suo viaggio nello stato di Sinaloa gli ha permesso di venire in contatto con il potente cartello di Sinaloa, di Joaquin “El Chapo” Guzman, che gli ha fornito appoggio militare per rientare a Tijuana in pompa magna. «Lo schema d'azione del cartello di Sinaloa è presente nel modus operandi utilizzato nell'uccisione delle persone» ha dichiarato  il procuratore generale Rommel Moreno Manjarréz.  Alcune fonti raccolte dal periodico di Tijuana, Zeta, fanno riferimento anche alla possibilità di un contatto tra Garcia e Edgar "La Barbie" Valdez Villarreal, il principale riferimento militare del cartello di Sinaloa, nonché capo dei paramilitari del cartello, i Los Negros. L'accordo potrebbe prevedere non solo un mero attacco vendicativo al nipote degli Arellano Félix, quanto un vero e proprio tentativo di prenderne il posto a capo del cartello. Tutto questo con l'aiuto di Guzman che potrebbe in questo senso trovare un'alleanza importante sull'area pacificia, se Garcia dovesse riuscire a scalzare il giovane Arellano.  Il cartello di Tijuana soffocato dagli arresti e dalle uccisioni potrebbe dunque soccombere. E se il cartello di Sinaloa è attivamente interessato, i rivali del cartello del Gulfo non sono da meno. Alcune uccisioni, dice il procuratore Martin Rubio «presentano i tipici tratti dell'organizzazione con base nel sud del Texas». E se fosse davverò così, Tijuana, città di frontiera potrebbe diventare la Nuevo Laredo della costa pacifica: teatro dell'ennesima strage tra i cartelli per il controllo di uno snodo cruciale del narcotraffico, là verso il Texas, qui verso la California statunitense.

Tratto da: LIBERAINFORMAZIONE.ORG
 
< Prec.   Pros. >
Advertisement
  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

    LEGGI TUTTO...

     
  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg

    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

    LEGGI TUTTO...
     
 

Approfondimento quotidiano

newsletter-home.jpg


Video

IL VIDEO/TUTORIAL DEL SITO ANTIMAFIADUEMILA

tutorial-web.jpg
banner-processi-ok.gif

Link

comitato_addiopizzo.gif



liberainformazione.jpg



ilresto_banner.jpg



telejatoweb.jpg



banner_corrierenews_web1.png



banner-u-cuntu-web.jpg




APPELLO

contro-il-lodo-alfano-web0.jpg

Statistiche

Utenti: 892
Notizie: 6444
Collegamenti web: 68
Visitatori: 2922131

Iscriviti

Password dimenticata? Nessun account? Registrati

Rss Feed

rss_web.png



Google Adv


Libri

solo-per-giustizia-home.jpg

Libri

e-la-stampa-bellezza-home.jpg

Latitanti

logominestero-interno.gif

Immagini

giovanni-falcone-big--web1.jpg

E' successo oggi

clock.jpg