Informazione
Rassegna Stampa
Cipsi: razzismo a Pordenone | Cipsi: razzismo a Pordenone |
|
|
|
|
Guido Barbera, presidente del Cipsi - coordinamento di 46 associazioni di cooperazione internazionale - ed Eugenio Melandri, coordinatore dell'associazione "Chiama l'Africa" , organizzatori dell'evento "Persone-Africa" a Pordenone, hanno dichiarato: "Desta davvero meraviglia la presa di posizione del Capogruppo della Lega Nord alla Regione del Friuli Venezia Giulia, signor Danilo Narduzzi. Il signore in questione definisce questa esposizione come una pagliacciata chiede conto al Comune delle spese sostenute per la sua realizzazione e preannuncia una contro-manifestazione, minacciando, fra l'altro, di fare una contro-mostra con le foto delle donne stuprate e dei bambini violentati dagli immigrati. In questi giorni si discute molto nel
nostro paese su fatti incresciosi e drammatici che manifestano
l'emergere di forme di intolleranza e di razzismo. A noi pare che sia
compito dei politici, soprattutto se hanno responsabilità di governo,
prendere posizioni e inviare messaggi che propongano la convivenza
cordiale fra tutte le persone, al di là delle differenze. Posizioni
come quella espressa dal Capogruppo della Lega Nord alla Regione Friuli
Venezia Giulia spingono invece all'intolleranza, portano alla
divisione, tendono a giustificare anche atteggiamenti estremi che
rasentano il razzismo. Che c'entrano 70 figure di persone, che vivono
in Africa, che lavorano o studiano, che hanno una loro identità e che
si propongono simbolicamente agli italiani per dialogare con loro in
quanto persone, con la sicurezza, i clandestini, gli stupri e le
violenze?Speriamo vivamente che la presa di posizione del Capogruppo della Lega Nord nasca dalla non conoscenza del messaggio che l'evento "Persone" vuole portare nelle nostre piazze. Se invece è un attacco agli organizzatori della manifestazione e al Comune che l'ha patrocinata, soltanto perché riempie le piazze di sagome di persone africane e nere, allora la cosa sarebbe molto più grave. Si tratterebbe di razzismo bello e buono. Favorito per di più da una persona e da una forza politica che ha un ruolo istituzionale di grande rilievo sia nella Regione del Friuli Venezia Giulia, sia nel governo del paese. L'evento contestato è una mostra particolare dal titolo significativo: "PERSONE. Africa, società civile, cambiamento". Si tratta di una iniziativa che è stata organizzata dal Cipsi e dall'Associazione "Chiama l'Africa". Dallo scorso mese di aprile viaggia per l'Italia. Si tratta di una settantina di sagome di africani, ad altezza d'uomo, che vengono posizionate nelle piazze. Esse rappresentano delle persone reali, con nome e carta di identità, che vogliono parlare ai cittadini con la loro stessa presenza. Una comunicazione visiva che, nel sessantesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, vuole mettere in evidenza che il continente africano è fatto innanzitutto di persone, non soltanto di problemi e di drammi. Per dire che quando ci rapportiamo con questa gente, che vive, che lavora, che ha progetti, che vuole comunicare la propria storia e la propria cultura, siamo innanzitutto di fronte a delle persone. Questo concetto viene espresso molto chiaramente nei monoliti che accompagnano la presenza di questi africani nelle nostre piazze. Barbera e Melandri continuano: "Per quanto riguarda le violenze sui minori e sulle donne si dovrebbe forse guardare di più a casa nostra. Infatti, secondo i dati, queste violenze avvengono in maggior parte dentro le mura domestiche. "Che c'entra la questione dei clandestini con la presenza nelle piazze italiane di sagome di persone che vivono e lavorano in Africa e che, attraverso questa esposizione, chiedono che si instaurino rapporti nuovi e più umani tra italiani, europei ed africani?". E ancora: "Siamo ormai diventati così materialisti da pensare che l'unica cosa che debbono fare gli enti locali siano solo le strade o l'illuminazione?". "O non è proprio di un Comune favorire anche il dialogo, la conoscenza e la stima reciproca tra "persone" di diverse storie e culture?". Viene in mente la frase del vangelo: "l'uomo non vive di sono pane". Una città non vive solo di marciapiedi o di opere pubbliche, ma anche della concordia tra i cittadini, della capacità di accoglienza e di integrazione, del dialogo tra le persone". |
| < Prec. | Pros. > |
|---|
In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
|
| Leggi tutto... |
|
Gioco criminale |
|
Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
| Home |
| Redazione |
| Scrivici |
| La Rivista |
| Informazione |
| Abbonamenti |
| Dossier |
| Documenti |
| Link |