Informazione
Rassegna Stampa
Brogli elettorali a Palermo, quattro arresti | Brogli elettorali a Palermo, quattro arresti |
|
|
|
|
di Saverio Lodato - 9 ottobre 2008 A suo tempo, Leoluca Orlando, il grande sconfitto nella competizione amministrativa di Palermo (maggio 2007) che ha riportato sul trono Diego Cammarata, lo aveva detto, ripetuto e persino denunciato al Tar: quei bravi ragazzi di Forza Italia avevano rubato voti a man bassa, facendo carte false, stravolgendo l’autentico pronunciamento dei palermitani dentro le cabine elettorali. Siccome però il divario fra l’ex esponente della primavera di Palermo e il figlioccio di Berlusconi e Miccichè era stato vistosamente a vantaggio del secondo, tutti avevano avuto buon gioco nel ripetere a Orlando, la strofa della canzone dei The Rokes: «bisogna saper perdere, bisogna saper perdere... non sempre si può vincere come vuoi e quando vuoi... e allora cosa vuoi?» Oggi, la musica è cambiata. Lento pede, come s’addice alla giustizia italica, la verità sta venendo a galla. Merito del cambiamento di spartito musicale, un’inchiesta (a firma del sostituto Maria Forti) che la Digos della Questura di Palermo aveva innescato con un suo autonomo rapporto presentato in Procura. I poliziotti, almeno in questo caso, non avevano avuto bisogno di pentiti o testimoni a volto coperto per avvertire puzza di bruciato sin dalle primissime ore dello spoglio delle schede. Così, ieri mattina, hanno notificato i provvedimenti di custodia cautelare a quattro campioni della politica intesa come servizio: Gaspare Corso, 43 anni, candidato al consiglio comunale; Silvana Lo Franco, 32 anni, cognata di Corso; Vito Potenzano, 58 anni, candidato in un consiglio circoscrizionale; Francesco Paolo Teresi, di 58, anch’egli candidato in una circoscrizione. In ballo ci sono - ma adesso sarebbe davvero illuminante scandagliare l’intero triangolo delle Bermude che ha inghiottito con ogni probabilità decine di migliaia di voti del centro sinistra - «appena» 450 voti. Va anche ricordato che nel marzo di quest’anno, per identica vicenda (per decisione del gip Maria Pino) erano finiti in carcere, sempre a Palermo, due presidenti di seggio: Gaetano Giorgianni e Giovanni Profeta, accusati d’aver favorito proprio Corso, Teresi e Potenzano, tutti - appassionatamente - «Azzurri per Palermo». Nel frattempo, voci informate dicono che Giorgianni starebbe collaborando. A proposito del Triangolo delle Bermude, del quale si diceva prima: era uno spasso a Palermo, a urne aperte, ascoltare nei tavolini dei bar a ora dell’aperitivo candidati trombati del Popolo delle libertà (nessuna formazione politica esclusa) denunciare agli amici di non aver trovato neanche il proprio voto nel seggio in cui avevano votato, oltre la scomparsa dei voti delle mogli... delle fidanzate... dei figli... Qualcuno adesso - lo fa il commissario regionale dell’Italia dei valori Fabio Giambrone - chiede l’annullamento delle elezioni. Si vedrà. Ma è già pronta la canzoncina - questa volta di Mina - per Diego Cammarata: «sei come un bambino capriccioso la vuoi vinta sempre tu...» . Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo Tratto da: L'UNITA' |
| Pros. > |
|---|
In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
|
| Leggi tutto... |
|
Gioco criminale |
|
Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
| Home |
| Redazione |
| Scrivici |
| La Rivista |
| Informazione |
| Abbonamenti |
| Dossier |
| Documenti |
| Link |