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Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow Dieci anni fa l'omicidio del sindacalista Domenico Geraci
Dieci anni fa l'omicidio del sindacalista Domenico Geraci PDF Stampa E-mail

mico-geraci-web.jpg

8 ottobre 2008
Palermo
. Ricorre oggi il decimo anniversario della morte di Domenico Geraci, detto Mico. Il sindacalista della Uil venne ucciso l'8 ottobre del 1998 a Caccamo, una cittadina in provincia di Palermo definita da Giovanni Falcone "la Svizzera della mafia".


Il suo omicidio resta ancora avvolto nel mistero e senza responsabili, anche se il capomafia di Caccamo, Nino Giuffrè, collaboratore di giustizia, ha dichiarato ai magistrati che la condanna a morte sarebbe stata decisa perché Geraci aveva girato le spalle alla vecchia Dc, avvicinandosi al centrosinistra, in particolare al deputato diessino Beppe Lumia.
Il pentito ha rivelato nell'ottobre 2002 particolari sul delitto, e i magistrati riaprirono le indagini iscrivendo nel registro degli indagati i nomi di Bernardo Provenzano e Benedetto Spera. Ad assassinare Geraci, secondo il pentito Giuffrè, sarebbe stato un sicario a volto scoperto della famiglia mafiosa di Belmonte Mezzagno, zona controllata dal boss Spera. L'agguato, sempre secondo il collaboratore di giustizia, venne effettuato senza il suo consenso, e pure vicino all'abitazione in cui viveva la sua famiglia. Una sorta di "segnale" che Provenzano e Spera avrebbero voluto inviare al capomafia che si era opposto per due volte all'omicidio. Ma le dichiarazioni di Giuffrè non sono state sufficienti per portare a giudizio le persone sospettate dell'omicidio, così il caso e' stato archiviato. A.C.
Tratto da: http://www.ilove-sicilia.it/


MAFIA: LUMIA (PD), SU OMICIDIO GERACI ASPETTIAMO LA VERITA’

8 ottobre 2008
Palermo.“Una ferita aperta, non solo per i familiari e le persone piu’ care a Mico Geraci, ma per chiunque creda nella giustizia e nella democrazia”. Lo sostiene il senatore del Pd Giuseppe Lumia a Caccamo per commemorare il sindacalista della Uil Mico Geraci, ucciso dalla mafia 10 anni fa. “Ho sempre sostenuto -aggiunge Lumia- che quello di Mico e’ stato un delitto di mafia. Un’uccisione che ha bloccato un percorso di crescita e di affermazione della cultura della legalita’ e dello sviluppo nella cittadina madonita e nel suo territorio. Adesso vogliamo sapere la verita’, sino in fondo, e capire il ruolo di Bernardo Provenzano in questo atto criminale, gli obiettivi che la mafia si proponeva di raggiungere e le collusioni con l’economia e la politica che lo hanno determinato. Una verita’, insomma, a cui le persone oneste e coloro che si espongono sul fronte antimafia hanno diritto. Non posso dimenticare -conclude Lumia- la reazione di allora del sindaco di quella cittadina. Ancora oggi bisogna sapere che la lotta alla mafia a Caccamo non e’ conclusa. Anzi, siamo solo all’inizio di un cammino che dovra’ proseguire con tenacia e determinazione. Un cammino che percorreremo proprio nel nome di Mico Geraci”.
(AGI)




 
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    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
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    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
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    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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