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Ci hanno fregati (di nuovo)
Pagina 2

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di Larry Dorshkind - 7 Ottobre 2008
Siamo stati “fregati” (di nuovo), ma ringraziamo sentitamente (a nome degli Stati Uniti) per le tasse che ora siete obbligati a pagare per il prestito da 85 miliardi di dollari all'AIG (American International Group). Ringraziamo anche per il salvataggio di Bear Stearns, Fannie Mae, e Freddie Mac, nonché per le future calamità che continueranno ad affiorare (le banche regionali potrebbero essere il prossimo gruppo a fare bancarotta e ci si aspetta che l'industria automobilistica richieda garanzie sui prestiti per 50 miliardi di dollari).





Per mettere in prospettiva la vostra porzione del prestito AIG (lasciando stare le vostre obbligazioni per i salvataggi di Bear Stearns, Fannie Mae e Freddie Mac), dividiamo 85 miliardi di dollari per 250 milioni di Americani (lasciando fuori i 65 milioni di Americani che non avranno mai i mezzi per corrispondere alcunché al governo statunitense). Il risultato è 340 dollari per Americano tassabile, o 2.040 dollari per nucleo familiare di 6 persone. Perciò il governo statunitense (leggi “amministrazioni e Congressi repubblicani”) escogita meccanismi per cui il proprio reddito sia inferiore alle spese (diminuendo le imposte sul reddito delle società di capitale, autorizzando le corporation americane a ricostituirsi all'estero evitando, quindi, di pagare le imposte statunitensi, offrendo sgravi fiscali ai ricchi e ai super-ricchi, diminuendo le imposte sui redditi da capitale, riducendo le imposte dell'industria petrolifera, e quelle delle società che delocalizzano la produzione ecc.). Risultato: un debito pubblico che ammonta a quasi 9.500 miliardi di dollari e un disavanzo delle partite correnti da 800 miliardi di dollari (entrambi in aumento, di secondo in secondo, di giorno in giorno).

Congratulazioni, America, siete voi che avete votato per queste politiche economiche repubblicane (o avete permesso che le elezioni fossero rubate dai produttori di fraudolente macchinette per il voto controllate da tecnici repubblicani - si veda "Le Elezioni del 2004 Sono State Rubate?", Parte I e Parte II - e dalle operazioni di epurazione e insabbiamento repubblicane - si veda Obama Campaign Files Lawsuit Against Republicans in Michigan [Il Comitato Elettorale di Obama sporge denunce contro i Repubblicani in Michigan N.d.r.] - mentre, dall'altra parte, c'è un Congresso democratico intimorito e/o soggetto a intercettazioni e ricattato, che non fa praticamente nulla per opporsi).

Dato che gli Stati Uniti non dispongono dei fondi per finanziare tutti questi prestiti e salvataggi, saranno costretti a chiedere denaro ai soliti sospetti: Cina, Giappone, Arabia Saudita, altri Paesi OPEC ecc. Poiché gli Stati Uniti devono ricorrere a prestiti anche solo per pagare gli interessi sui prestiti che hanno già contratto, è facile prevedere che i 340 dollari per membro della vostra famiglia (per coprire il prestito AIG) in realtà sono 680 dollari per persona (perché, data la situazione attuale, un prestito del genere non sarà mai e poi mai estinto completamente). In altre parole, il vostro nucleo familiare di 6 persone (compreso quello del vostro fidato autore e collega contribuente), è appena stato costretto ad assumersi un'obbligazione fiscale di 4.080 dollari per salvare l'AIG. Ma non dimentichiamoci che, poiché gli Stati Uniti necessitano di circa mille miliardi in capitale estero ogni anno (circa 4 miliardi di dollari al giorno) per pagare i propri conti (e per pagare le proprie guerre imperialiste), questi 4.080 dollari sono soltanto una porzione molto, molto piccola dell'obbligazione fiscale complessiva della vostra famiglia.

Ora, se dovessimo includere i costi per il salvataggio di Bear Stearns, Fannie Mae e Freddie Mac, comprendendo anche i costi “fuori bilancio” delle guerre (invasioni) in Iraq e Afghanistan - stimati dal Premio Nobel per l'economia Joseph Stiglitz in 3-5.000 miliardi (che probabilmente ora dovrebbero essere corretti in 4-6.000 miliardi) - comincerei a sentirmi davvero male. Allora, siamo d'accordo che l'ammontare finale dell'imposta dovuta dalla vostra famiglia raggiunge una cifra mostruosa? Solo per darvi una vaga indicazione dell'entità, l'attuale debito pubblico di 9.500 miliardi di dollari si risolve in 38.000 dollari a persona (sulla base dei 250 milioni di americani che si suppone siano contribuenti fiscali). Quindi l'imposta dovuta dal vostro nucleo familiare di 6 persone per il Debito Nazionale attuale è di 228.000 dollari (e aumenta ogni giorno). Fino al giorno in cui i Cinesi, i Giapponesi, i Sauditi, gli altri Paesi OPEC e i fondi sovrani di tali Paesi, arriveranno negli U.S.A. ad esigere beni veri e propri (vale a dire edifici, strade, ponti, aziende, aeroporti, aeroplani, portaerei ecc.) e ci faranno mettere per iscritto che vogliamo essere colonia di ognuno dei nostri creditori, la vostra famiglia è impegnata per una somma mostruosa. (Però non dimenticate che non ci si può aspettare che le corporation, i ricchi e i super ricchi contribuiscano in modo congruo - questa è l'America, non capite?).

Se desiderate angustiarvi con le ragioni per cui gli U.S.A. si sono ficcati in questo guaio, dovreste iniziare con la politica economica di Ronald Reagan, secondo cui gli Stati Uniti non sarebbero tenuti a generare ricchezza producendo “cose”. Tale convinzione portò alle politiche di delocalizzazione degli impianti di produzione (che ora comprendono anche la delocalizzazione delle funzioni di back-office e di supporto) e alla consapevolezza che la classe media non serviva più, nonché alla consapevolezza che la classe media poteva ben essere depredata (dai ricchi e dai super ricchi) fino a che essa (assieme alla classe operaia) fosse nella condizione di lavorare ad un livello di mera sussistenza (fino a che non ci fossero più beni della classe media e operaia da depredare). Peccato che - oops! - anche le aziende del terziario che prestavano servizi agli impianti produttivi siano state delocalizzate assieme agli impianti produttivi corrispondenti e i profitti siano finiti in tasca ai nuovi proprietari di detti impianti produttivi (in altri Paesi). La conseguenza è stata la creazione di una spirale di distruzione economica per gli U.S.A.

Persino i neocon e il complesso industrial-militare non sono di alcun aiuto. Di fatti le loro spese mostruose e il contraccolpo delle loro attività stanno rendendo la situazione economica ancora peggiore. E non è il caso di soffermarsi qui sulla distruzione di una nazione, su oltre un milione e duecentomila persone uccise (si veda l'inchiesta pubblicata dalla rivista medica The Lancet e il sito Just Foreign Policy), sugli oltre due milioni e quattrocentomila sfollati, e sugli oltre 4.158 soldati statunitensi uccisi (quelli morti in Germania non si contano, giusto? [L'autore intende i soldati morti in seguito alle ferite negli ospedali delle basi miltari in Europa, soprattutto Ramstein. Vedi il commento e le citazioni a questo articolo che avevamo tradotto tempo fa. N.d.r.]).

Per capirne solo un po' di più, ci si deve rendere conto di chi sia, accanto a Ronald Reagan, il maggiore responsabile del disastro che si è abbattuto sull'America. Il nome di questa persona è Phil Gramm. È il senatore Phil Gramm (repubblicano, Texas) che, assieme a James Leach (repubblicano, Iowa), fu l'artefice del Financial Services Modernization Act (1999), che ha abrogato parti sostanziose del Glass-Steagall Act (approvato durante la Depressione per prevenire che le condizioni che l'avevano causata si ripetessero in futuro). Questa nuova legge aveva lo scopo di permettere la combinazione di banche commerciali e compagnie assicurative e di investimento (gioco d'azzardo). Voilà. Gli istituti che per lungo tempo avevano reso assolutamente sicuro per gli Americani mettere da parte e prendere a prestito denaro appartenevano al passato, mentre gli istituti combinati avevano mano libera. Sì, il capitalismo predatorio fu reso legge fondamentale della nazione.

 
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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

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    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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