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Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow Travaglio: ''Siamo ancora nella prima Repubblica''
Travaglio: ''Siamo ancora nella prima Repubblica'' PDF Stampa E-mail

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di Michele Bugliari - 8 ottobre 2008
Travaglio a Venezia: «Non siamo usciti dalle tangenti. E il personale politico non è cambiato». Il ponte di Calatrava? Ma non c'era niente di più importante da fare con quei soldi?





Non solo il ciclone Beppe Grillo (le cui date sono state posticipate) travolgerà il Veneto ma il tornado del pungente giornalista Marco Travaglio. Infatti, il protagonista di AnnoZero sarà al teatro Toniolo di Mestre, il 14 e il 15 ottobre, con il suo spettacolo Promemoria, organizzato da Comune di Venezia e Venezia Spettacoli. I biglietti (22 euro) saranno in vendita alla biglietteria del Toniolo e il circuito BoxOffice (info: tel. 041-5369810). Travaglio in versione teatrale racconterà la storia della seconda Repubblica, da Tangentopoli ai giorni nostri. «Lo spettacolo sarà registrato proprio a Mestre e l'anno prossimo uscirà in Dvd», spiega il giornalista.

La crisi attuale della chimica di Porto Marghera ma anche nazionale viene da lontano. C'è un collegamento con Tangentopoli?

«La chimica è stata uno dei grossi affari che ha permesso alla classe politica di ingrassarsi e come al solito all'impresa privata per fare i suoi affari ai danni dello Stato, vedi Gardini ma anche tanti altri che poi quando l'hanno spolpato per bene hanno buttato via l'osso. Poi nel Veneto avete avuto una classe politica che rubava nelle infrastrutture e poi non le faceva. Almeno in altre regioni, avevano dei politici ladri, che però qualcosa facevano».

Beppe Grillo ha attaccato il sindaco Massimo Cacciari e l'architetto Santiago Calatrava per il ponte della Costituzione...

«Oltre a Tangentopoli c'è anche Sprecopoli. Il trionfo dell'effimero, il trionfo del bluff, il trionfo del nulla. Gli architetti sono una categoria, salva l'eccezione ovviamente di qualche singolo, che ha costruito l'ideale interfaccia per una politica sprecona, vanitosa e priva di contenuto. Se uno va a Venezia e vede il ponte di Calatrava si pone la domanda “ma non c'era niente di più importante da fare con quei soldi?”. Le finanze dei Comuni, oggi, sono limitate e bisogna selezionare. Abbiamo i Comuni che protestano, perché gli hanno tolto l'Ici e non sono stati reintegrati nemmeno parzialmente dal Governo, com'era stato promesso. E' grave ma è evidente che fino a che si faranno i ponti di Calatrava si darà a chi vuole affamare i Comuni un argomento formidabile per dire “va bene, se avete i fondi per i ponti di Calatrava, potete pure fare a meno di lamentarvi”. Ora si parla del federalismo che, come mi pare sia, accentuerà questa tendenza, da un lato a decidere da soli e dall'altro all'irresponsabilità totale».

Il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta ha creato un sito internet «non solo fannulloni», dove ha raccolto 100 e più storie di efficienza amministrativa.

«Intanto vorrei capire chi decide se un'amministrazione è virtuosa e in base a quali parametri. Le pare che il Governo possa decidere quale è un'amministrazione virtuosa e quale no? Bisognerebbe che ci fosse un'autorità veramente indipendente, affidata a tecnici. Se no, si rischia di premiare gli amici degli amici. Poi, l'amministrazione virtuosa dovrebbe essere la normalità e non un fatto da segnalare, dovremmo al contrario denunciare quello che non funziona. Vorrei vedere se Brunetta mettesse nel sito, come la peggiore amministrazione pubblica d'Italia, quella della Giunta Scapagnini del Comune di Catania, quella del medico del capo. Poi, il Berlusconi, gli fa passare la voglia di fare lo spiritoso. Vorrei vedere che fine farebbe Brunetta se facesse arrabbiare il premier».

Per convenzione la seconda Repubblica rappresenta il dopo Tangentopoli anche se l'impressione è che il Paese non sia mai uscito veramente dalla fase delle tangenti.

«Per carità, certo non si può dire certamente che ne siamo usciti. Seconda Repubblica è solo una convenzione, solo perché si è deciso che dal '93, quando è cambiata la legge elettorale, era una nuova Repubblica. In realtà, ci vuol altro. Bisogna cambiare il personale politico, perché quando i boss erano tutti inquisiti o in manette, sono venute avanti le seconde file. Però quando vedo De Michelis e Pomicino ancora in auge mi dico: ma quale seconda Repubblica!».

Nel 2009 a Venezia ci saranno le elezioni provinciali e nel 2010 le comunali, il centrosinistra può tenere? La Lega può sfondare?

«Quando si tratta di votare per il Comune è importante l'equilibrio politico generale ma ovviamente è ancora più importante la persona. Non credo che la Lega sia forte perché sono diventati tutti leghisti. Lo zoccolo duro è più o meno sempre lo stesso e poi c'è il voto di opinione che è fluttuante. Lì dipende molto dalle persone. Cacciari è un personaggio molto riconoscibile, che non teme rivali, bisogna vedere se per le prossime elezioni il centrosinistra troverà un candidato con le stesse caratteristiche. Non sono sufficientemente competente sulla politica veneziana per capire se il centrosinistra sarà in grado di trovare una personalità così forte per il dopo Cacciari ma è tutta lì la partita, non sarà ideologica o politica».

Tratto da: http://espresso.repubblica.it/
 
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