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La 'Ndrangheta smaltiva rifiuti tossici in Brianza | La 'Ndrangheta smaltiva rifiuti tossici in Brianza |
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di Maria Loi – 6 ottobre 2008 Al centro dell’inchiesta una rete di imprese e industrie del Nord che si affidavano alla Ndrangheta per smaltire illegalmente rifiuti nocivi. Nell’inchiesta condotta dal pm Baggio della procura di Monza uno spaccato della pervasività della criminalità organizzata calabrese nel tessuto economico lombardo. Tra gli esponenti di vertice della ‘Ndrangheta caduti nelle maglie della giustizia: Fortunato Stellitano e Ivan Tenca, due vecchie conoscenze delle forze dell’ordine. Tenca aveva sparato al boss calabrese Domenico Quartuccio mentre Stellitano era stato arrestato a Ferragosto e già sottoposto al 41 bis. I fratelli Stellitano sono considerati vicini alla ‘ndrina degli Iamonte di Melito Porto Salvo il cui boss Natale Iamonte, arrestato nel 1993, è stato protagonista negli anni ‘70 di uno degli sprechi più spregiudicati di denaro pubblico perché mise le mani sull’affare del complesso industriale Liquichimica a Saline ioniche investendo 300 miliardi di lire su una struttura che non entrò mai in funzione. I due traffichini, fiutato l’affare dei rifiuti, avevano messo in piedi grazie all’appoggio degli altri arrestati, Cicio Vasile, Giulio Bralla e Fulvio Colombini un’attività remunerativa di compravendita di terreni che poi rivendevano alle imprese edili e provvedevano allo smaltimento dei rifiuti in fosse profonde anche 9 metri e lunghe 50. |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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