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Antimafia Duemila

Saturday
Nov 22nd
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Appuntamento teatrale a Palermo PDF Stampa E-mail

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Lo spettacolo "Mutu" sarà a Palermo dal 9 all'11 ottobre alle ore 21,00






''Mutu''

di Aldo Rapè

con Aldo Rapè e Nicola Vero

Regia Lauro Versari

Aiuto regia Francesco Vigliotti

PALERMO

9-10-11 ottobre

ore 21.00

Associazione “Quarta Parete”


Due fratelli, u parrinu e u mafiusu, il prete ed il mafioso, che si (ri)incontrano nella casa dove sono cresciuti ed insieme hanno imparato a conoscere la vita. Due vite diverse che adesso si scontrano all’interno di una gabbia metafora, però, di quel focolare domestico regolato da sentimenti e tradizioni centenarie ovviamente incomprensibili agli estranei di quella realtà semplicemente subita da coloro che, invece, sono posti ai margini e spesso costretti, per necessità, ad mutu-scena-web.jpgaldo-rape-web.jpgaccettare i compromessi necessari per badare alla propria sussistenza.

Un mondo fatto di violenze e soprusi che nessuno racconta perché, come si dice in gergo, “non fa notizia”, ma assente pure dall’agenda delle politiche sociali.

Una realtà indefinita scaturita da un matrimonio violento ispirato al Dio cristiano e a quella “Chiesa Devota” i cui ministri si lasciano liberamente baciare le mani dai boss mafiosi.

Dopo i consensi di pubblico e crititca ottenuti con “Ad un passo dal cielo, w la mafia” Aldo Rapè, questa volta sulla scena insieme a Nicola Vero, a muso duro e senza sconti per nessuno, racconta un mondo i cui drammi interiori e familiari non vengono mai esternati o pubblicizzati con un testo ed una messa in scena, curata dal regista Lauro Versari, volutamente pensati per luoghi diversi dai tradizionali spazi teatrali ricercati proprio per raccontare meglio quel misterioso silenzio che si cela aldilà delle mura domestiche che sarà proprio il pubblico a comporre perché disposto intorno all’azione scenica. Un racconto di una realtà che volutamente si contorna di quella simbologia religiosa e che si addormenta pregando il Cristo morto sulla croce. Una mondo per il quale la parola mafia appare un’ingerenza ecessiva e fuori luogo per essere raccontata.


Info: Pietro Nardiello 331-6639342  www.primaquinta.it

 
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  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

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  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg

    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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