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Rassegna Stampa
Nucleare civile, intesa di cooperazione tra Usa e India | Nucleare civile, intesa di cooperazione tra Usa e India |
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3 ottobre 2008
Per colossi industriali come General electric o Westinghouse Electric, si apre in India, Paese alle prese con grandi necessità di approvvigionamenti energetici, un mercato potenziale di enormi dimensioni. Ma è chiaro che il via libera al commercio nucleare fra i due paesi riveste un significato ben al di là della sua rilevanza economica. Corona un processo di riavvicinamento politico, che va avanti già da alcuni anni. Sono definitivamente alle spalle i tempi in cui l’India, ufficialmente non-allineata, intratteneva rapporti preferenziali con Mosca. Non tutti però negli Usa sono convinti che la scelta sia giusta. Per il senatore democratico Tom Harkin l’accordo fra i due governi non contiene clausole che impediscano all’India di continuare i test atomici. E secondo Daryl Kimball, presidente della «Arms control association», un’organizzazione Usa che si batte contro il riarmo, è pericoloso esportare combustibile fissile e «know-how» atomico ad un Paese che ha già sperimentato la bomba e non ha mai firmato il Trattato di non proliferazione nucleare. Delhi però, che ha anche ospitato una missione di ispettori dell'Aiea (l'agenzia internazionale per l'energia atomica che ha sede a Vienna), assicura che il carburante e le tecnologie americane, alle quali seguiranno quelle francesi e russe, verrano utilizzate solo per scopi civili. Si apre ora per gli Usa un problema di rapporti con il Pakistan. Se l’amicizia con New Delhi è importante, quella con Islamabad per Washington oggi è addirittura vitale, data la situazione nel vicino Afghanistan. Incombe il rischio di una rottura dei buoni rapporti fra Pakistan ed Usa, e di un ritorno di Islamabad alla politica estera anteriore all’11 settembre 2001, filo-talebana e filo-integralista. Queste tentazioni possono essere rafforzate dalla sensazione di essere relegati dagli Usa in secondo piano rispetto a colei che per il Pakistan rappresenta tradizionalmente un rivale ed un pericolo potenziale, cioè l’India. Ecco perché il premier Gilani ha subito commentato la ratifica dell’intesa fra Washington e New Delhi, ribadendo il proprio diritto a sottoscrivere accordi simili con Paesi terzi. ga.b. Tratto da: L'UNITA' |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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