Password dimenticata? Nessun account? Registrati
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color
Member Area

Antimafia Duemila

Saturday
Nov 22nd
Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow Nucleare civile, intesa di cooperazione tra Usa e India
Nucleare civile, intesa di cooperazione tra Usa e India PDF Stampa E-mail

accordo-web.jpg

3 ottobre 2008
Via libera alla fornitura di tecnologie americane. Cancellato il divieto in vigore da 30 anni. Anche il Pakistan punta all’accordo.




Le aziende americane potranno vendere materiali e tecnologia nucleare all’India. Il divieto, che era in vigore da trent’anni, è stato cancellato dal Parlamento di Washington, su proposta del presidente Bush. Le autorità di New Delhi esultano. «È un fatto senza precedenti, storico», dichiara Abishek Manu Singhvi, portavoce del primo ministro Manhoman Singh, del partito del Congresso. Gli ex-alleati comunisti parlano invece di «resa» del governo a Washington.

Per colossi industriali come General electric o Westinghouse Electric, si apre in India, Paese alle prese con grandi necessità di approvvigionamenti energetici, un mercato potenziale di enormi dimensioni. Ma è chiaro che il via libera al commercio nucleare fra i due paesi riveste un significato ben al di là della sua rilevanza economica. Corona un processo di riavvicinamento politico, che va avanti già da alcuni anni. Sono definitivamente alle spalle i tempi in cui l’India, ufficialmente non-allineata, intratteneva rapporti preferenziali con Mosca.

Non tutti però negli Usa sono convinti che la scelta sia giusta. Per il senatore democratico Tom Harkin l’accordo fra i due governi non contiene clausole che impediscano all’India di continuare i test atomici. E secondo Daryl Kimball, presidente della «Arms control association», un’organizzazione Usa che si batte contro il riarmo, è pericoloso esportare combustibile fissile e «know-how» atomico ad un Paese che ha già sperimentato la bomba e non ha mai firmato il Trattato di non proliferazione nucleare. Delhi però, che ha anche ospitato una missione di ispettori dell'Aiea (l'agenzia internazionale per l'energia atomica che ha sede a Vienna), assicura che il carburante e le tecnologie americane, alle quali seguiranno quelle francesi e russe, verrano utilizzate solo per scopi civili.

Si apre ora per gli Usa un problema di rapporti con il Pakistan. Se l’amicizia con New Delhi è importante, quella con Islamabad per Washington oggi è addirittura vitale, data la situazione nel vicino Afghanistan. Incombe il rischio di una rottura dei buoni rapporti fra Pakistan ed Usa, e di un ritorno di Islamabad alla politica estera anteriore all’11 settembre 2001, filo-talebana e filo-integralista. Queste tentazioni possono essere rafforzate dalla sensazione di essere relegati dagli Usa in secondo piano rispetto a colei che per il Pakistan rappresenta tradizionalmente un rivale ed un pericolo potenziale, cioè l’India. Ecco perché il premier Gilani ha subito commentato la ratifica dell’intesa fra Washington e New Delhi, ribadendo il proprio diritto a sottoscrivere accordi simili con Paesi terzi.

ga.b.

Tratto da: L'UNITA'

 
< Prec.   Pros. >
Advertisement
  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

    LEGGI TUTTO...

     
  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg

    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

    LEGGI TUTTO...
     
 

Approfondimento quotidiano

newsletter-home.jpg


Video

IL VIDEO/TUTORIAL DEL SITO ANTIMAFIADUEMILA

tutorial-web.jpg
banner-processi-ok.gif

Link

comitato_addiopizzo.gif



liberainformazione.jpg



ilresto_banner.jpg



telejatoweb.jpg



banner_corrierenews_web1.png



banner-u-cuntu-web.jpg




APPELLO

contro-il-lodo-alfano-web0.jpg

Statistiche

Utenti: 892
Notizie: 6440
Collegamenti web: 68
Visitatori: 2912708

Iscriviti

Password dimenticata? Nessun account? Registrati

Rss Feed

rss_web.png



Google Adv


Libri

solo-per-giustizia-home.jpg

Libri

e-la-stampa-bellezza-home.jpg

Latitanti

logominestero-interno.gif

Immagini

giovanni-falcone-big--web1.jpg

E' successo oggi

kennedy_john_f.jpg