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Antimafia Duemila

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Nov 22nd
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Le nostre facce contro le mafie PDF Stampa E-mail
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La manifestazione di piazza che si terrà a Rionero in Vulture (PZ), giovedì 9 ottobre alle ore 10.00.





È guerra di mafia. Si irrigidiscano pure coloro che hanno le orecchie delicate. Continuino pure nella loro sottovalutazione certe Istituzioni e certa Politica.


Alimentino pure la logica del discredito contro chi lancia questi allarmi. Come già fecero il 6 febbraio 2007 all’indomani del nostro invito alla Commissione Parlamentare Antimafia di visitare la Basilicata. Da allora nella nostra regione, nelle guerre criminali, hanno perso la vita cinque persone, di cui quattro nel Vulture-Melfese negli ultimi sedici mesi. Per ultimo Bruno Cassotta.

Cosa bisogna augurarsi in Basilicata perché ci si renda conto di una reale presenza mafiosa? Cosa occorre aspettare prima che si prenda coscienza di un pericolo che è già sotto le nostre case? Fin dove spingere il numero dei morti ammazzati perché si possa finalmente dire che c’è qualcosa che non va?

Chi continua a minimizzare, a sottovalutare e a sminuire quanto sta accadendo si porterà sulla coscienza il sangue che ancora sarà versato.
La gente comune innamorata di questa terra, tutti gli Amministratori locali impegnati ogni giorno nell’affermazione della cittadinanza democratica, le Scuole, le Associazioni, le Organizzazioni di categoria, hanno invece la responsabilità di frenare questa deriva, per questo motivo il Coordinamento Regionale di Libera invita tutti gli uomini di buona volontà che intendono dire NO ALLE MAFIE, ad una grande manifestazione di piazza che si terrà a Rionero in Vulture (PZ), giovedì 9 ottobre alle ore 10.00.

È ora di dire basta all’aggressione mafiosa e a certe inesistenti o tiepide reazioni, esponendo le nostre facce con forza e determinazione.
Non sostenere l'iniziativa, significa non condividere i principi di legalità alla base di una società civile.
 
 
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  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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