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Rassegna Stampa
Mafia:Djukanovic verso archiviazione, chiesto processo per 14 | Mafia:Djukanovic verso archiviazione, chiesto processo per 14 |
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3 ottobre 2008 Per Djukanovic, indagato nel procedimento, è prossima la richiesta di archiviazione poiché egli gode dell'immunità diplomatica. Djukanovic era accusato di aver concesso al cittadino svizzero Franco Della Torre (a giudizio in un altro processo) la licenza per importare in Montenegro tabacchi (1.000 tonnellate al mese) che poi, tramite i canali del contrabbando, sono stati introdotti in Puglia (a bordo di 'scafi blu'); di aver agevolato il traffico illecito tramite la società a partecipazione pubblica 'Zeta Trans'; di aver garantito, tramite i vertici della polizia montenegrina, che i motoscafi dei contrabbandieri attraccassero a Zelenica e Bar, e di aver dato protezione ai latitanti italiani che si rifugiavano in Montenegro. Oltre a Ivanisevic, la richiesta di rinvio a giudizio riguarda Dusanka Pesic in Jeknic, Branko Vujosevic, Veselin Barovic, Stanko Subotic, Andrja Draskovic, Branislav Micunovic, tutti accusati di associazione mafiosa, e altri sette italiani. Pesic, quale ex rappresentante commerciale del Montenegro in Italia, è accusata di essere stato l'elemento di raccordo tra esponenti della mafia pugliese (come il presunto boss pugliese Paolo Savino, subentrato a Della Torre) e i vertici del governo montenegrino "in particolare con Djukanovic, Vujosevic e Barovic". La donna - secondo l'accusa - oltre ad occuparsi del danaro che i contrabbandieri versavano a lei e ad esponenti del governo montenegrino, avrebbe redatto (assieme a Barovic, Vujosevic e Ivanisevic "e con l'assenso di Djukanovic") atti falsi prodotti (il 3 aprile 2001) nel corso dell'interrogatorio che Della Torre rese alla magistratura elvetica in esecuzione di una rogatoria. Ivanisevic, Barovic e Vujosevic sono inoltre accusati di aver trasferito e reinvestito i proventi dell'associazione mafiosa. Colui che - a giudizio dell'accusa - assicurava il riciclaggio del danaro era Subotic che avrebbe trasportato dalla Svizzera in Montenegro e, quindi, a Cipro ingentissime somme di danaro a bordo di tre aerei. Dall'indagine è emersa anche l'esistenza di un patto siglato tra la mafia montenegrina e quella pugliese per il controllo e la gestione dei traffici illeciti. L'accordo - secondo l'accusa - fu siglato tra mafiosi italiani, Micunovic e Draskovic, quest'ultimo ritenuto l'erede di Zeljko Raznatovic, detto la 'tigre Arkan'. ANSA |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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