Password dimenticata? Nessun account? Registrati
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color
Member Area

Antimafia Duemila

Saturday
Nov 22nd
Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow La fabbrica dei sogni
La fabbrica dei sogni PDF Stampa E-mail

giorgio-bocca-web.jpeg

di Giorgio Bocca - 3 ottobre 2008
Preferiamo il potere alla libertà, il denaro all'onestà e soprattutto il vecchio nazionalismo colpevole delle ferocie senza nome lo preferiamo a ogni civile rivoluzione.
Sono archiviate, deo gratias, le olimpiadi spettacolo a misura di uomo, meraviglioso e orrendo, la conferma che la umana storia sarà ancora per i millenni a venire meravigliosa e orrenda come è sempre stata.




Ha vinto la Cina meravigliosa e orrenda degli atleti fabbricati a costo di deformarli con gli allenamenti forzati, con l'obbedienza cieca degli aguzzini-allenatori e nell'ultimo paese comunista con i premi in denaro che ti fanno ricco per la vita.
Ha vinto lo spettacolo meraviglioso orrendo di un paese che ha fabbricato gli stadi più belli e magici, il cubo azzurro del nuoto, il nido di cemento dello stadio per nasconderli sotto la perenne nube grigia della industrializzazione forzata. La meravigliosa orrenda olimpiade che è piaciuta se non a tutti, alla stragrande maggiorana umana, ai regimi della democrazia come a quelli della condanna a morte e della censura, a quelli dei diritti umani alla vita e alla libertà. Lo si è capito da subito con tutti che sorvolano sui diritti umani.
Insomma, come sempre: il potere e il denaro prima di tutto, con gli uomini del potere e del denaro in prima fila a spiegare la ineluttabilità e la bontà del potere e del denaro che prevalgono su tutto. Cominciamo dalla abbondanza a volte ridicola dello spettacolo olimpico, del mito olimpico gonfiato, stravolto, intossicato. I giochi dell'Ellade e del mondo antico avevano l'impronta di una umanità a misura d'uomo, erano limitate nel tempo e nella quantità, erano le competizioni naturali di popoli contadini e guerrieri. Ripresentarli in età moderna e tecnica in cui tutti i valori contadini e guerrieri sono irriconoscibili rispetto al passato, la falsa idea decoubertiana della partecipazione più importante della vittoria, hanno avuto uno strepitoso successo perché il potere e il denaro hanno immediatamente riconosciuto la impostura e la sua inevitabile commercializzazione, facendone quella macchina di affari e di commerci sportivi che ricopre il mondo e prevale su tutti i vecchi, e ora persino ridicoli, distinguo dilettantistici.
Nella meravigliosa orrenda olimpiade cinese alcuni aspetti della eterna servitù umana al potere e al denaro hanno dato di sé la misura assoluta. La prevalenza eterna della cattiva moneta sulla buona. Cominciamo dalle intrusioni indecenti della industria sportiva. Che cosa ha da spartire con lo sport, con lo spirito olimpico, con la retorica sportiva, la fabbricazione di costumi da nuoto che diminuiscono la resistenza dell'acqua? L'uomo è o non è qualcosa di diverso da un siluro o da un delfino? Che cosa sono queste infinite variazioni del gioco antico della palla nel fango, nella sabbia, su una pantalera, contro un muro?
E le iperboli, le retoriche, i luoghi comuni dell'informazione sportiva che continua a mescolare lo snobismo decoubertiano con la corsa di tutti al denaro? Impagabili nella loro innocenza gli atleti italiani che in materia di tasse hanno chiesto candidamente la pura e semplice esenzione. Come fece Gino Bartali dopo un vittorioso Tour de France. Interrogato da Alcide De Gasperi su cosa il governo, il paese, potessero fare per premiarlo, rispose: "Mi tolga le tasse". E De Gasperi: "Mi spiace Gino, ma questo non si può".
La meravigliosa orrenda olimpiade di Pechino ci ha purtroppo inchiodato alla nostra condizione umana: preferiamo i sogni alla realtà, il potere alla libertà, il denaro all'onestà e soprattutto il vecchio nazionalismo, colpevole della guerra eterna e delle ferocie senza nome, lo preferiamo a ogni civile rivoluzione. Una bandiera che si alza su un pennone, un inno mal suonato ci fanno ancora piangere e delirare.

Tratto da: L'ESPRESSO

 
Pros. >
Advertisement
  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

    LEGGI TUTTO...

     
  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg

    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

    LEGGI TUTTO...
     
 

Approfondimento quotidiano

newsletter-home.jpg


Video

IL VIDEO/TUTORIAL DEL SITO ANTIMAFIADUEMILA

tutorial-web.jpg
banner-processi-ok.gif

Link

comitato_addiopizzo.gif



liberainformazione.jpg



ilresto_banner.jpg



telejatoweb.jpg



banner_corrierenews_web1.png



banner-u-cuntu-web.jpg




APPELLO

contro-il-lodo-alfano-web0.jpg

Statistiche

Utenti: 891
Notizie: 6439
Collegamenti web: 68
Visitatori: 2909434

Iscriviti

Password dimenticata? Nessun account? Registrati

Rss Feed

rss_web.png



Google Adv


Libri

solo-per-giustizia-home.jpg

Libri

e-la-stampa-bellezza-home.jpg

Latitanti

logominestero-interno.gif

Immagini

giovanni-falcone-big--web1.jpg

E' successo oggi

kennedy_john_f.jpg