Password dimenticata? Nessun account? Registrati
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color
Member Area

Antimafia Duemila

Friday
Nov 21st
Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow Le confessioni di Rocco Varacalli
Le confessioni di Rocco Varacalli PDF Stampa E-mail

pentito2-web.jpg

di Riccardo Castagneri - 26 settembre 2008
Roberto Romeo era un odontotecnico di 26 anni, venne ucciso in una gelida notte del 30 gennaio 1998, quattro colpi di pistola al torace, due alla testa. All’epoca tutto venne liquidato come un regolamento di conti in un giro di usura. Ora si sa che non fu così.




Una lunga serie di morti, iniziata il 3 maggio 2006, l’ultima, recente, quella di Rocco Femia. Quel 3 maggio venne ritrovato il corpo crivellato di colpi di Francesco Morando, fratello del boss dell’omonima ‘ndrina, che controlla il territorio di Volpiano, nei pressi di Torino. Il capomafia ci mise poco ad individuare quali autori dell’omicidio, appunto Roberto Romeo e Nino Stefanelli, un capocosca di Varazze, in Liguria. Si sarebbe trattato di un debito impagato di droga che Francesco aveva contratto con Nino Stefanelli, di qui la decisione di ammazzarlo.

Antonio Stefanelli, padre di Nino, conoscendo bene la spietatezza di Pasqualino Marando, contattò un imprenditore stimato dalle famiglie, Giuseppe Leuzzi.  Il mediatore organizzò un incontro nella villa dei Marando, dove Antonio e Nino Stefanelli arrivarono con due guardaspalle. Uno non entrò, doveva controllare la situazione all’esterno, fu l’unico a salvarsi. Gli altri tre vennero massacrati ed i loro corpi fatti sparire. Ma questo non bastò a placare l’ira di Pasqualino Morando, la faida doveva continuare.

Questo è lo scenario presentato agli inquirenti ed alla Dia di Torino, da Rocco Varacalli, uno dei rari pentiti di ‘Ndrangheta. “Marando stesso mi confidò – racconta Varacalli- che l’ultimo a morire fu Nino Stefanelli. Prima riferì i nomi delle persone che avevano avuto a che fare con l’omicidio di Francesco. Nomi trascritti su un foglietto custodito da Rocco Marando, un altro fratello di Pasqualino”.

Varacalli disegna anche la nuova mappa delle mafie del territorio piemontese. Nel 2003 Pasquale Marando si è letteralmente volatilizzato, nessuno sa che fine abbia fatto. Il pentito afferma che sia stato ucciso dai parenti, che però ne hanno alimentato il mito, per poter meglio gestire i tanti traffici della famiglia, retta da un uomo di fiducia, Francesco Costanzo. Un mese fa a Moncalieri, hinterland torinese, è stato arrestato per associazione mafiosa, Beppe Belfiore, pupillo del boss Mario Ursino.

Ma gli inquirenti sono preoccupati da segnali inquietanti, ad esempio picciotti che chiedono il pizzo senza l’autorizzazione della famiglia. Giovani boss emergenti o cani sciolti? Il territorio comunque appare vacante ed anche Cosa Nostra ricomincia a guardare con interesse a Torino, come dimostrato i pizzini ritrovati nel covo dei Lo Piccolo. 

 
< Prec.   Pros. >
Advertisement
  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

    LEGGI TUTTO...

     
  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg

    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

    LEGGI TUTTO...
     
 

Approfondimento quotidiano

newsletter-home.jpg


Video

IL VIDEO/TUTORIAL DEL SITO ANTIMAFIADUEMILA

tutorial-web.jpg
banner-processi-ok.gif

Link

comitato_addiopizzo.gif



liberainformazione.jpg



ilresto_banner.jpg



telejatoweb.jpg



banner_corrierenews_web1.png



banner-u-cuntu-web.jpg




APPELLO

contro-il-lodo-alfano-web0.jpg

Statistiche

Utenti: 889
Notizie: 6410
Collegamenti web: 68
Visitatori: 2884899

Iscriviti

Password dimenticata? Nessun account? Registrati

Rss Feed

rss_web.png



Google Adv


Libri

solo-per-giustizia-home.jpg

Libri

e-la-stampa-bellezza-home.jpg

Latitanti

logominestero-interno.gif

Immagini

giovanni-falcone-big--web1.jpg

E' successo oggi

clock.jpg