Dossier
Paolo Borsellino
Il volto socio economico della criminalità organizzata | Il volto socio economico della criminalità organizzata |
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Pagina 2 di 2 Perché è un bel dire che è colpa soltanto delle leggi che regolano i trasferimenti dei magistrati, è un bel dire… Quindi nel riversare queste responsabilità soltanto sul Consiglio Superiore… Perché non dimentichiamo che mentre si applicavano le leggi, mentre si emanavano le leggi sulla Direzione Distrettuale Antimafia e sulla Direzione Nazionale Antimafia e sulla Direzione Investigativa Antimafia il Parlamento continuava in modo forsennato a creare nuovi Tribunali, maldistribuendo, continuando a maldistribuire i giudici sul territorio. Credo che in contemporanea alla istituzione della Direzione Distrettuale Antimafia sono stati creati in Italia credo altri cinque Tribunali. E creare altri cinque Tribunali, cioè continuando in senso esattamente contrario a quello che si è fatto con la istituzione delle direzioni distrettuali che tendono invece ad accentrare a livello regionale le indagini, continuando invece a suddividere ancora le già piccole circoscrizioni dei Tribunali italiani, regolati secondo concetti geografici che risalivano al secolo scorso, significa creare problemi di riempimento con le forze necessarie a questi Tribunali perché ora ci vorrà un Procuratore della Repubblica in più a Barcellona Pozzo di Gotto, un Procuratore della Repubblica in più a Nocera Inferiore, un Procuratore della Repubblica in più negli altri tre o quattro Tribunali che sono stati istituiti. Questo evidentemente è indice del fatto che il potere legislativo e il potere esecutivo continuano in questa materia a camminare in modo schizofrenico, nonostante il mio giudizio sia estremamente positivo su queste nuove strutture per combattere la criminalità mafiosa dal punto di vista della repressione. Concordo pienamente con quanto detto nell'ultima parte dell'intervento di Aldo Rizzo sul fatto che la lotta alla criminalità mafiosa non può essere ristretta al momento repressivo perché la criminalità mafiosa ha delle caratteristiche particolari e delle radici socio-economiche così precise che se non si incide sulle radici del fenomeno l'intervento repressivo, sia quello delle forze di polizia, sia quello giudiziario, sarà destinato a un intervento a ripetersi continuamente perché non sarà altro che una fatica di Sisifo fatta da persone che hanno il solo compito di accertare la consumazione di reati, di individuare i presunti colpevoli,condannarli se colpevoli, se accertata la loro colpevolezza, assolverli se la loro colpevolezza non viene accertata. Questo con il fenomeno ha poco a che fare. Sperare che un rafforzamento, un perfezionamento delle istituzioni repressive sia sufficiente ad incidere seriamente sul fenomeno mafioso è una speranza sicuramente vana ed è una sorta… anzi, l'enfatizzare questo tipo di interventi finisce per diventare uno dei termini di un pericoloso ricatto: cioè noi vi abbiamo dato gli strumenti, voi non li avete saputi usare quindi voi siete i responsabili.
Tavola rotonda dal titolo "Criminalità, giustizia" tenutasi a Palermo, in vista delle elezioni politiche, il 27 marzo del 1992. Da archivio sonoro Radio Radicale Ca n° 104989. Trascrizione a cura di Monica Centofante. |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Toghe Lucane: indagati, parti offese, reati
di Filippo De Lubac – Il Resto
Dall'atto di chiusura delle indagini preliminari, emergono gravissime
ipotesi di reato commessi: 1) dai magistrati nell'esercizio delle loro
funzioni apicali negli uffici della Procura Generale presso la Corte
d'Appello di Potenza, della Procura Antimafia di Potenza, della Corte
d'Appello di Potenza, della Procura della Repubblica presso il
Tribunale di Matera, del Tribunale di Matera; 2) dai comandanti
nell'esercizio delle loro funzioni apicali presso gli uffici della
Polizia Giudiziaria presso la Procura Antimafia di Potenza e presso la
Regione Carabinieri di Basilicata; 3) da politici con mandato
parlamentare ricoprenti ruoli di governo
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Articoli precedenti:
- ‘NDRANGHETA:Origini, storia, struttura
-
Il coraggio di Paolo Borsellino
-
Uno studio sulla finanza mondiale
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