Dossier
Antonino Giuffrè
Il volto socio economico della criminalità organizzata | Il volto socio economico della criminalità organizzata |
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Pagina 2 di 2 Perché è un bel dire che è colpa soltanto delle leggi che regolano i trasferimenti dei magistrati, è un bel dire… Quindi nel riversare queste responsabilità soltanto sul Consiglio Superiore… Perché non dimentichiamo che mentre si applicavano le leggi, mentre si emanavano le leggi sulla Direzione Distrettuale Antimafia e sulla Direzione Nazionale Antimafia e sulla Direzione Investigativa Antimafia il Parlamento continuava in modo forsennato a creare nuovi Tribunali, maldistribuendo, continuando a maldistribuire i giudici sul territorio. Credo che in contemporanea alla istituzione della Direzione Distrettuale Antimafia sono stati creati in Italia credo altri cinque Tribunali. E creare altri cinque Tribunali, cioè continuando in senso esattamente contrario a quello che si è fatto con la istituzione delle direzioni distrettuali che tendono invece ad accentrare a livello regionale le indagini, continuando invece a suddividere ancora le già piccole circoscrizioni dei Tribunali italiani, regolati secondo concetti geografici che risalivano al secolo scorso, significa creare problemi di riempimento con le forze necessarie a questi Tribunali perché ora ci vorrà un Procuratore della Repubblica in più a Barcellona Pozzo di Gotto, un Procuratore della Repubblica in più a Nocera Inferiore, un Procuratore della Repubblica in più negli altri tre o quattro Tribunali che sono stati istituiti. Questo evidentemente è indice del fatto che il potere legislativo e il potere esecutivo continuano in questa materia a camminare in modo schizofrenico, nonostante il mio giudizio sia estremamente positivo su queste nuove strutture per combattere la criminalità mafiosa dal punto di vista della repressione. Concordo pienamente con quanto detto nell'ultima parte dell'intervento di Aldo Rizzo sul fatto che la lotta alla criminalità mafiosa non può essere ristretta al momento repressivo perché la criminalità mafiosa ha delle caratteristiche particolari e delle radici socio-economiche così precise che se non si incide sulle radici del fenomeno l'intervento repressivo, sia quello delle forze di polizia, sia quello giudiziario, sarà destinato a un intervento a ripetersi continuamente perché non sarà altro che una fatica di Sisifo fatta da persone che hanno il solo compito di accertare la consumazione di reati, di individuare i presunti colpevoli,condannarli se colpevoli, se accertata la loro colpevolezza, assolverli se la loro colpevolezza non viene accertata. Questo con il fenomeno ha poco a che fare. Sperare che un rafforzamento, un perfezionamento delle istituzioni repressive sia sufficiente ad incidere seriamente sul fenomeno mafioso è una speranza sicuramente vana ed è una sorta… anzi, l'enfatizzare questo tipo di interventi finisce per diventare uno dei termini di un pericoloso ricatto: cioè noi vi abbiamo dato gli strumenti, voi non li avete saputi usare quindi voi siete i responsabili.
Tavola rotonda dal titolo "Criminalità, giustizia" tenutasi a Palermo, in vista delle elezioni politiche, il 27 marzo del 1992. Da archivio sonoro Radio Radicale Ca n° 104989. Trascrizione a cura di Monica Centofante. |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

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Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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