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Antimafia Duemila

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Intellettuali mobilitati per l'aeroporto La Torre PDF Stampa E-mail

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3 ottobre 2008
Firmano l'appello anche Camilleri, Consolo e Tornatore contro il cambio di nome allo scalo di Comiso. L´11 la manifestazione.





Sempre più ampio l´elenco delle adesioni alla manifestazione dell´11 ottobre a Comiso per protestare contro la decisione della giunta comunale di centrodestra di cancellare l´intitolazione dell´aeroporto a Pio la Torre e ripristinare la vecchia denominazione, "Generale dell´Aeronautica Vincenzo Magliocco". La manifestazione di Comiso dell´11 ottobre è promossa dal centro studi e iniziative culturali Pio La Torre.
Dopo l´adesione del Pd, annunciata dal segretario Walter Veltroni nei giorni scorsi in occasione della sua visita al Centro, altri hanno annunciato la loro partecipazione: le rappresentanze regionali di Cgil, Cisl e Uil, l´Arci Sicilia, la Cia Sicilia, la Legacoop, molte cooperative, il Centro siciliano di documentazione Peppino Impastato, il Centro studi Feliciano Rossitto, l´Erripa Centro Studi Achille Grandi, la Rete degli Studenti di Vittoria, e Siciliaalcentro. Folta anche la rappresentanza di Comuni, tra i quali Caltavuturo, Campobello di Mazara, Enna, Petralia Sottana, Roccamena, San Giuliano Terme (Pisa) e Vittoria. E, dopo le adesioni di realtà collettive, quelle individuali: Salvo Andò, Andrea Camilleri, Vincenzo Consolo, Salvatore Lupo, Giuseppe Carlo Marino, Francesco Renda, Pasquale Scimeca, Giuseppe Silvestri, Francesco Tomasello, Giuseppe Tornatore, firmatari dell´appello che nel 2007 portò l´allora sindaco di Comiso, Giuseppe Di
 Giacomo, alla guida di una coalizione di centrosinistra, ad approvare l´intitolazione dello scalo al dirigente comunista palermitano, padre della legge che introdusse la confisca dei beni per i boss e ucciso dalla mafia nel 1982 assieme al suo collaboratore Rosario Di Salvo. Il sindaco attuale, Giuseppe Alfano, eletto a giugno, ha deciso invece di ripristinare la denominazione Vincenzo Magliocco, medaglia d´oro al valor militare per il suo impegno durante gli anni del colonialismo.

LA REPUBBLICA PALERMO

www.piolatorre.it

Firma l'appello: Non cancellate Pio La Torre e Rosario Di Salvo
 
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  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

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  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg

    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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