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Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow Nuove armi atomiche alla Russia per il 2020
Nuove armi atomiche alla Russia per il 2020 PDF Stampa E-mail

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27 settembre 2008
Il presidente russo Dmitri Medvedev continua l’esibizione muscolare intrapresa dal predecessore Vladimir Putin e culminata con l’intervento in Georgia, stabilendo i parametri applicativi per il piano «grandioso, ma realizzabile» di ristrutturazione dell’arsenale e delle forze armate annunciato dall’ex leader del Cremlino.





E lo fa nel giorno in cui riceve il venezuelano Hugo Chavez, col quale Mosca ha un programma di cooperazione militare che porterà in novembre a manovre navali congiunte nel Mar dei Caraibi, a ridosso dei confini Usa.
Medvedev ha indicato cinque fattori da realizzare per rendere concreto il cosiddetto piano Putin, che dovrà essere completato entro il 2020: trasformare le unità di combattimento in forze di pronto intervento rapido; una maggiore efficienza di gestione delle forze armate; perfezionare l’addestramento dei quadri militari e dare impulso alla ricerca scientifica nel settore; rimodernare gli armamenti; migliorare le condizioni sociali dei militari. Medvedev ha anche ordinato ai suoi generali di elaborare un nuovo piano per l’arsenale deterrente entro il dicembre 2008. Non è chiaro se si tratti del più volte annunciato puntamento dei missili su Polonia e Repubblica ceca, che hanno accettato di ospitare lo scudo anti-missile americano, ma di sicuro sono previsti una produzione di serie di navi da guerra, soprattutto sommergibili nucleari dotati di missili di crociera, e la creazione di un sistema di difesa aerospaziale, basato sul programma di satelliti Glonass in atto.

Il tutto, perché nel 2020 la Russia goda di una deterrenza nucleare «in qualunque condizione militare e politica». Continua la «luna di miele» con il presidente venezuelano Hugo Chavez, oggi a Orenburg, nel sud est russo, per un incontro con Medvedev. I due leader hanno assistito a un test missilistico nell’ambito delle grandi manovre in corso nel paese dal primo settembre, le più massicce dopo il crollo dell’Urss, fatto nel poligono di Donguz.\

Tratto da: La Stampa

 
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    Gioco criminale

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    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
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    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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