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Condanniamo le affermazioni di Sgarbi | Condanniamo le affermazioni di Sgarbi |
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![]() LIBERA. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie Coordinamento Provinciale Via Dalmazia 1 - TRAPANI COMUNICATO STAMPA Il recente attacco del Sindaco di Salemi, Vittorio Sgarbi nei confronti del giornalista Rino Giacalone appare sconsiderato e fuori luogo. Siamo preoccupati per l'atteggiamento nei confronti di un operatore della comunicazione per lo più in un territorio pieno di contraddizioni come quello trapanese dove fare informazione è “difficile”. La città di Salemi, nel recente passato, è stata “dominata” economicamente e politicamente dai Salvo con diretta e stretta connivenza con la mafia, i cui eredi politici sono ancora influenti sul territorio salemitano. Sgarbi afferma che “la mafia a Salemi non c'è, a Palermo è pressoché debellata, a Ragusa non c'è, a Siracusa non c'è, a Messina non c'è, forse c'è a Trapani...”. Inoltre, afferma che “a Salemi il racket non c'è”. Una contraddizione quest'ultima, visto che è stato necessario costituire un associazione antiracket in Sicilia con sede a Salemi. Riteniamo che una realtà complessa e articolata come quella siciliana non può essere semplificata con un'analisi superficiale, talvolta addirittura idilliaca, che non rispecchia e non interpreta la realtà del territorio e delle persone che lo vivono. Un paese democratico si basa sul diritto di cronaca e sulla libera informazione. Ribadiamo la nostra preoccupazione e condanniamo quanto affermato da Vittorio Sgarbi durante la conferenza di presentazione della costituenda Confederazione nazionale delle associazioni antiracket che ha apostrofato come “diffamatore di professione e quindi mafioso” un giornalista autore da sempre di articoli incisivi, documentati e coraggiosi, nel rispetto della verità dei fatti e del contesto storico nel quale si svolgono a Trapani e in Provincia. Trapani, lì 26/09/2008 L'addetto stampa |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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